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Governo, Bonaiuti: "Tremonti si ispira a premier". Brunetta insiste: "Stop ai 'no'''
Giulio Tremonti e Renato Brunetta (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 22 novembre, ore 19:23
Roma - (Adnkronos) - Il portavoce del presidente del Consiglio replica al titolare della Pubblica amministrazione che aveva detto: "Da lui un blocco cieco, cupo, conservatore, indistinto". Poi la controreplica: "Così muore la ripresa". Di Pietro: "Stanno alla canna del gas". Finanziaria, sì del Senato. Saltano la Banca del Sud e i fondi ai ricercatori. Pensioni, iI ministro dell'Economia: "Con me niente tagli"
Roma, 22 nov. (Adnkronos) - "La linea di politica economica fondata sul criterio della disciplina di bilancio e seguita dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e' ispirata dal presidente del Consiglio e condivisa dall'intero governo". Lo ha detto, secondo quanto ha riportato SkyTg24, in Arabia Saudita il portavoce del premier e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti dopo le critiche mosse dal ministro della Pa Renato Brunetta nei confronti del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
In serata arriva la controreplica di Brunetta: ''Il problema non e' tra me e Tremonti, non e' personale''. Ma dopo una giusta fase del rigore e' arrivata la ''seconda fase''. Quella della ripresa economica, occorre quindi ''iniziare a far respirare l'economia''. E aggiunge che il problema, nel rapporto con Tremonti, ''non e' la scortesia. Ma ciascuno deve fare bene il proprio mestiere, ha fatto benissimo il signor no, adesso deve fare il signor sviluppo''. Brunetta sottolinea quindi di essere ''responsabile di quello che dico, delle analisi che faccio e aspetto che si apra un dibattito nel paese, sui giornali, all'intero del governo. Da questo punto di vista continuo sulla mia strada''.
Nel paese oggi ''servono investimenti, modernizzazione riforme in economia, riforme fiscali, riforme nel welfare, nella p.a. e nella scuola''. Il ministro sottolinea quindi che ''nessuno vuole la spesa senza rigore dentro il governo''. Tutti infatti, durante la crisi, hanno condiviso le scelte ''dure e difficili di Tremonti e Berlusconi''. Ma si possono fare anche ''tante riforme a costo zero''.
Secondo Brunetta ''non e' pensabile che tutto possa essere lasciato affidato al gratta e vinci antievasione. Puo' essere una cosa che ci fa sorridere e recuperare qualche centinaia di milioni di euro. Ma non e' solo di questo che ha bisogno il paese. Ho sentito il dovere di dire queste cose, me ne assumo la responsabilita'''.
Il tema vero da affrontare, quindi, secondo Brunetta e' la fase due dell'economia. ''Abbiamo attraversato una tempesta, una burrasca. Abbiamo attraversato un anno e mezzo di crisi mai vista da decenni. La nostra politica economica e' stata portata avanti con serieta' e determinazione, una politica basata solo sui no. Dei no giusti''. Ma ora ''stiamo vivendo un'altra fase, quella della ripresa e del rilancio dell'economia''.
Bisogna guidare il paese anche in questa seconda fase: ''da piu' parti dentro il governo, a partire dal presidente del consiglio, si e' evidenziata questa esigenza''. Fino ora, sottolinea Brunetta, ''si e' vista una continuita' dei no, e questo non puo' essere perche' rischia di far morire sul nascere la ripresa''. Mentre prima c'era il rigore, ''perche' eravamo una burrasca, adesso deve essere declinato all'interno dello sviluppo economico''. Se non si fara' cosi' il paese rischia il declino ''non piu' per la crisi ma perche' non riesce a cogliere il cambiamento''.
Dall'opposizione commenta il leader dell'Idv Antonio Di Pietro: "Un messaggio della canna del gas" quello di Brunetta sui rapporti tra i ministri. "Brunetta tira la giachetta a Tremonti per avere piu' soldi", dice l'ex magistrato parlando su SkyTg24.
"Al ministero dell'Economia devono applicare solo la regola dell'economia: due piu' due fa sempre quattro -spiega il leader di Idv-. I soldi sono pochi e non bastano per tutti. Ma ogni ministro la spara grossa, mettono miliardi qui o la. Poi, siccome i soldi sono quelli e non si possono spostare, alla resa dei conti si arrabbiano. Ma non dovrebbero arrabbiarsi con Tremonti, forse dovrebbe essere i ministri a spararne di meno a ed essere meno pallonari".
Netto il giudizio di Pier Ferdinando Casini: "Vedo che tutti i giorni, e ancora oggi, Brunetta e Tremonti litigano, la maggioranza litiga su tutto pero' Berlusconi dice che vanno d'accordo". "La realta' e' che c'e' un litigio permanente -ha proseguito a margine degli Stati generali dell'Udc del Lazio - perche' c'e' impossibilita' di trovare le intese: all'interno del Pdl perche' e' un finto partito e con la Lega perche' la Lega sta succhiando quello che puo', ricattando i termini politici Berlusconi che e' in un momento di debolezza, per andare all'incasso in vista delle regionali".
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