Al colloquio presenti anche Calderoli e Maroni
Governo, premier: non lascio aprano crisi Fli lunedì ritira la sua delegazione
ultimo aggiornamento: 12 novembre, ore 11:16
Roma - (Adnkronos/Ign) - Bocchino: ''Fli non parteciperà alla fiducia sulla manovra''. Il premier: nessuna marcia indietro. Letta chiarisce la frase sul futuro del governo. Napolitano: "Sempre fuori dalla mischia". Altolà di Bersani: "Stop a traccheggiamenti e pannicelli caldi. E' il paese che soffre". Futuro e libertà: ritireremo i ministri. Il Capo dello Stato: incertezze e incognite. 'Il Giornale': si sfascia tutto. E 'Libero': si è rotto pure Letta
Roma, 11 nov. (Adnkronos/Ign) - Non ha avuto esito positivo la mediazione di Umberto Bossi. Nonostante il Senatur dopo il colloquio con Gianfranco Fini si sia mostrato ottimista - ''lo spazio per una trattativa e non andare a una crisi al buio c'è ancora'' - a chiudere definitivamente la partita è dal G20 di Seul direttamente Silvio Berlusconi che, fa sapere, non farà alcuna marcia indietro, andrà avanti fino in fondo. Insomma, non molla e nei contatti telefonici sull'asse Seul-Roma ha affidato ai suoi parlamentari un messaggio preciso per Gianfranco Fini: se lo scordi, io non mi dimetto, vogliono farmi fuori, ma resto al mio posto.
Il Cavaliere, riferiscono fonti del Pdl che lo hanno sentito dopo l'incontro tra il presidente della Camera e Umberto Bossi, non darà il pretesto ai finiani di staccare la spina senza 'sporcarsi le mani' e avrebbe ribadito che non ci sono alternative a questo governo. Se Fini vuole rompere, lo faccia in Parlamento, si assuma la responsabilità davanti a tutti, alla luce del sole e poi si va al voto avrebbe ribadito il presidente del Consiglio, spiegando che di fronte al ritiro della delegazione di Fli lui tirerà dritto.
Una volta che mi ha sfiduciato, sarebbe stato il ragionamento del premier, spiegherò in campagna elettorale alla gente chi ha voluto aprire la crisi e mettere l'Italia a repentaglio.
Nel Pdl si respira un'aria da 'muoia Sansone con tutti i filistei' e le varie anime del partito sono d'accordo su un punto: niente crisi pilotate, troppi rischi per il nostro leader, non ci fidiamo di Fini. Sarebbe un salto nel buio. Una preoccupazione emersa anche nel vertice del Pdl a Montecitorio.
Secondo fonti del partito, sarebbero in corso anche manovre per ridimensionare il ruolo della componente ex An. Tanto che qualcuno avrebbe pensato di usare questo argomento come 'moneta di scambio' nella trattativa con il presidente della Camera. Il fatto poi che sia stato Bossi a farsi ambasciatore con Fini di questa ipotesi non trova conferme. Anzi, Roberto Calderoli lo smentisce nettamente.
Dopo il faccia a faccia con il leader di Fli, Bossi si era mostrato fiducioso per una soluzione che prevedesse ''una crisi pilotata'' giudicata dal leader leghista ''meglio che una crisi al buio''. Insomma secondo Bossi il premier avrebbe potuto rimettere il mandato solo a patto, però, di un ''reincarico''. Mentre aveva escluso qualsiasi ruolo dei centristi di Casini nella gestione della crisi: "L'Udc vada al mare...", aveva risposto accompagnando la frase con un gesto.
Ma a frenare l'entusiasmo di Bossi era arrivato lo stesso Fini: "Le cose - avrebbe commentato con i suoi il presidente della Camera - sono molto più complicate di come le presenta Bossi".
E difatti una lettura meno ottimistica dell'incontro era già stata data dal coordinatore di Fli, Adolfo Urso: ''Aspetteremo il rientro del presidente del Consiglio dal G20 di Seul e poi ritireremo la delegazione di governo'', aveva confermato Urso definendo l'incontro tra Fini e Bossi ''interlocutorio'' ma ribadendo che Fli ''ha fatto delle proposte chiare'': nuovo programma, nuova maggioranza e nuovo governo''.
In serata poi è stato Italo Bocchino a ribadire ad 'Annozero' che "finora i nostri ministri non si sono dimessi per garbo istituzionale, Berlusconi è in Corea", ma "lunedì troverà sulla scrivania le dimissioni dei nostri membri del Governo". Bocchino ha anche annunciato che Futuro e Libertà non parteciperà alla fiducia alla manovra Finanziaria.
"Quella di ieri era solo una battuta". Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta ha intanto voluto chiarire la frase pronunciata ieri sulle sorti del governo: parlando del futuro di un'azienda di telecomunicazioni da qui al 2020 aveva affermato che la prospettiva è più ampia rispetto a quella dell'esecutivo. Parlando a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico 2010-2011 dell'università Cattolica di Roma, Letta ha dunque precisato che "quella di ieri era solo una battuta. Ho solo detto che quella dell'azienda in questione "è una prospettiva più ampia rispetto a quella dell'esecutivo".
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| pinuccio ha scritto (12/11/2010 - ore 07:02) | segnala un abuso |
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