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Penati (Pd): ''Spettacolo indecente''

Governo, Calderoli: non tradiamo gli elettori, mai esistito caso Udc

Roberto Calderoli (Adnkronos)Roberto Calderoli (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 11 luglio, ore 19:34
Roma - (Adnkronos/Ign) - 'Niet' della Lega all'ipotesi di ingresso nell'esecutivo dei centristi. Bossi: ''Con Casini nessun dialogo. Ha parlato male della Lega sempre, al Nord e al Sud, noi siamo i suoi veri nemici''. Ma Schifani smorza: "Stessi ideali". Inchiesta eolico, voci su Verdini indagato: nessun avviso ricevuto. Finiani chiedono un passo indietro. Anm: no a toghe vicine a comitati d'affari
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Roma, 11 lug. (Adnkronos/Ign) - 'Niet' della Lega: incompatibili noi e l'Udc. L'ipotesi di un ingresso nell'esecutivo dei centristi continua a far discutere all'interno della maggioranza ma i leghisti non ne vogliono nemmeno sentir parlare.

Il leader del Carroccio Umberto Bossi è netto: ''Con Casini nessun dialogo. Ci ha dato contro costantemente, in ogni occasione. Ha parlato male della Lega sempre, al Nord e al Sud, noi siamo i suoi veri nemici''. In un colloquio con la Padania, il Senatur elenca le incompatibilità: ''Noi con la riforma federalista che vede come fumo negli occhi, lui politico vecchio modello romanocentrico. Noi siamo per il federalismo, lui è contrario. Come si può pensare di mettere insieme due idee così agli antipodi?''.

''Il caso è chiuso, anzi non si è mai neanche aperto'', chiarisce Roberto Calderoli. E a Ignazio La Russa che sostiene 'mai dire mai', il ministro della Semplificazione normativa replica: ''La Russa è un sognatore, per noi il caso non esiste''. ''Lo hanno deciso i cittadini - spiega l'esponente della Lega all'ADNKRONOS - nel momento in cui hanno votato Pdl, Lega e Berlusconi, e non per Casini. Qualunque comportamento diverso, sarebbe un tradimento del mandato ricevuto dagli elettori''.

Ma il dibattito all'interno del centrodestra resta aperto. Il presidente del Senato Renato Schifani interviene, in un'intervista al Corriere della Sera, rimarcando che Udc e Pdl ''continuano ad avere gli stessi valori''. Poi sulle dinamiche interne al Pdl e sul rapporto Berlusconi-Fini: ''O si arriva quanto prima a una pace strategica, con un ritorno alle motivazioni dello stare insieme, o sarà rottura traumatica''.

Tra i centristi, però, ''nessuno pensa ad entrare nel governo, nessuno mira al rimpasto''. A chiarirlo in un'intervista al 'Quotidiano nazionale' Lorenzo Cesa che rimarca: ''E' molto chiaro. La Lega ha la golden share di questo governo e non appena vede o crede di vedere una situazione che può mettere in discussione questa sua posizione, si allarma''.

In questo contesto va all'attacco il Pd. "Il governo non riesce più a nascondere le lacerazioni interne - dichiara Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani -. Il presidente Berlusconi non sembra più in grado di promettere un orizzonte, tra i mal di pancia dei finiani, i veti della Lega che alza il tiro per arginare la perdita di consenso nei territori, dovuta all'appoggio incondizionato a ogni richiesta del premier, e Berlusconi stesso che cerca sostegni fuori dalla maggioranza uscita dalle elezioni". "Uno spettacolo indecente - conclude Penati - mentre con la manovra si chiede al Paese, e in particolare alle fasce più deboli, un sacrificio pesante fatto di tagli agli enti locali e ai servizi per i cittadini".

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