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Governo, Gasparri risponde a Frattini: "Direttorio? Vedremo, ogni cosa a suo tempo"

ultimo aggiornamento: 29 maggio, ore 15:47
Roma - (Adnkronos) - Il presidente dei senatori del Pdl: "Sono aspetti organizzativi e strutturali". Lupi: "La nostra priorità sia quella di rafforzare ulteriormente l'azione di governo". Rotondi: "Il Pdl non è la Dc". Oggi la proposta del titolare della Farnesina al 'Corsera'


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Roma, 29 mag. (Adnkronos) - "Ogni cosa a suo tempo. Chi ha esperienza politica lo sa e sa anche che i problemi non si affrontano con le interviste. Quando sara' il momento discuteremo e metteremo a frutto le varie energie interne". Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, commenta cosi' all'Adnkronos il 'fiorire' di interventi sullo stato presente e futuro del Pdl. "Che ognuno di noi si metta a manifestare il proprio peso e radicamento, non credo sia il fattore primario da affrontare", osserva.

"Ora ci sono i ballottaggi e pensiamo a questo. Poi -spiega- nei prossimi giorni ci occuperemo dell'organizzazione del partito tenendo presente che il Pdl e' ormai una realta' con un forte radicamento popolare e tenendo ferma la validita' del progetto di un grande partito unitario del centrodestra".

Condivide l'idea di un 'direttorio' proposta dal ministro Franco Frattini? "Questi -risponde Gasparri- sono aspetti organizzativi e strutturali, vedremo. Ci sono tante proposte. E nel fare proposte, credo si debba partire anche da cio' che si e' fatto in questi anni. Ad esempio, noi al Senato abbiamo fatto un ottimo lavoro di coesione. Li' il modello del Pdl si e' plasticamente realizzato". Ma molti chiedono un intervento di rilancio, non crede sia necessario? "La forza di un grande partito -sottolinea Gasparri- si dimostra nei momenti meno facili. Quando si vince e' ovvio che siano tutti contenti. Ma che si vinca o si perda e' sempre necessario rilanciare e noi lo faremo in modo sereno, positivo e costruttivo".

Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera ed esponente del Pdl, sul direttorio proposto da Frattini, è chiaro: "Io credo che la nostra priorita' sia quella di rafforzare ulteriormente l'azione di governo in vista dei prossimi due anni di legislatura accompagnata anche ad un rafforzamento del partito".

Ma, sottolinea Lupi, "di tutto questo inizieremo a parlare da martedi'. Ora ci sono i ballottaggi e credo sia piu' importante occuparsi del presente. Al futuro ci penseremo da martedi'. E' gia' convocato un ufficio di presidenza. Quella e' la sede per confrontarci".

E il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli smentisce "ancora una volta che sarei in procinto insieme con altri amici di dar vita a gruppi autonomi al Pdl alla Camera ed al Senato, come riportano alcuni telegiornali e quotidiani". "E' un'idea che non mi appartiene, ritenendo anzi -aggiunge- necessario procedere alla riorganizzazione unitaria del Pdl, di cui i gruppi sono naturale espressione in Parlamento. Dopo le amministrative e' necessario avviare la fase dei congressi comunali e provinciali per eleggere i vertici locali, superando cosi' la formula ragionieristica del 70/30 che, inevitabile nel momento della nascita del Pdl, impedisce ora al partito di esprimere tutta la sua forza e di crescere attraverso un'azione di inclusione ed apertura alle varie sensibilita' ed aree politiche di centrodestra presenti nel Paese".

"Ritengo, inoltre, necessario proseguire con rinnovata lena ed impegno nella realizzazione del programma di governo approvando le riforme che dovranno consentire al Paese di avere istituzioni ed una macchina amministratica capaci di dare risposte pronte alle domande dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. Questo lo si potra' fare solo in presenza di un Pdl forte ed unito", conclude Matteoli.

Per il ministro Gianfranco Rotondi, un direttorio non serve :"Sono stato il segretario dell'ultima Dc presente in Parlamento e - dice all'Adnkronos - fatta questa premessa, il Pdl non e' la Dc. Non servono ne' le correnti ne' gli organismi che le riassumono".

"Non serve per una ragione elementare -argomenta Rotondi- e cioe' che nella Dc i voti erano la summa dei consensi delle correnti, qui i voti li prende solo Berlusconi. Non a caso di fronte a una flessione alla comunali, cosa si sente dire? Che e' un segnale per Berlusconi".

Certo, prosegue, "un partito carismatico puo' e deve essere anche democratico e lo si puo' fare con gli organismi che gia' esistono. Basta che funzionino gli organi, abbiamo gia' un ufficio di presidenza che si riunisce regolarmente e poi a Berlusconi non mancano la voglia e la capacita' di ascolto. Ma la proposta di Frattini la voglio recuperare in positivo, nel senso del bisogno di salvaguardare sempre piu' la classe dirigente che si e' formata attorno al presidente Berlusconi", conclude Rotondi.


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