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Governo, stretta di Monti: stop a spese non necessarie. Dire no a regali oltre i 150 euro
ultimo aggiornamento: 08 febbraio, ore 21:31
Roma - (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio dirama istruzioni per assicurare l'economicità e l'efficienza nell'azione amministrativa evitando ''spese non indispensabili'' e ricorda di osservare scrupolosamente le disposizioni contenute nel codice etico di ciascuna amministrazione
Roma, 8 feb. (Adnkronos) - Dal premier Mario Monti arriva una 'stretta' sulle spese delle amministrazioni della presidenza del Consiglio e del ministero dell'Economia. Spiega una nota di Palazzo Chigi che ''è stata ricordata l'esigenza di osservare scrupolosamente le disposizioni contenute nel codice etico di ciascuna amministrazione, con particolare riferimento a quelle relative al divieto di accettare regali e omaggi di qualsiasi natura di valore superiore a 150 euro, tali da non poter essere interpretati, da un osservatore imparziale, come finalizzati ad acquisire vantaggi in modo improprio. In ogni caso - precisa il comunicato - i regali di valore superiore devono essere restituiti, ovvero ceduti all'Amministrazione di appartenenza''.
Per quanto riguarda i limiti di spesa delle amministrazioni, ''il presidente del Consiglio, in considerazione della primaria esigenza di rispettare gli obiettivi di finanza pubblica, ha diramato istruzioni per assicurare l'economicità e l'efficienza nell'azione amministrativa a tutte le strutture che dipendono dal ministero dell'Economia e delle Finanze e dalla presidenza del Consiglio''. ''Il fine - si legge in una nota di Palazzo Chigi - è di assicurare non solo la puntuale e sicura osservanza dei limiti di spesa fissati dalle norme, ma anche di evitare spese non indispensabili o non ricollegabili in modo diretto ed immediato ai fini pubblici assegnati alle singole strutture amministrative, astenendosi dall'effettuare spese di rappresentanza, ed evitando di organizzare convegni, o altri eventi non strettamente indispensabili''.
Nella circolare, Monti chiede "un'azione amministrativa indirizzata in modo deciso al perseguimento degli obiettivi di economicità ed efficienza" e si sofferma sulle "spese di rappresentanza, convegni e consulenze" sottolineando tra le altre cose che i "comportamenti degli amministratori pubblici siano ispirati al principio di assoluta sobrietà". Il premier, come ministro dell'Economia, spiega: "A questo fine, in via meramente esemplificativa e non esaustiva, occorrerà, in linea generale, astenersi con estremo rigore dall'effettuare ogni spesa di rappresentanza. Solo in casi del tutto eccezionali, riferibili a rapporti con Autorità estere, si potranno effettuare, comunque previa espressa autorizzazione, spese di modico valore".
Ancora, "è necessario evitare l'organizzazione di convegni, celebrazioni, ricorrenze e inaugurazioni, anche quando questi ultimi costituiscano tradizionali impegni della Struttura che li indice". E in più, "nell'ipotesi che un'attenta valutazione del rapporto costi-benefici faccia comunque propendere per l'organizzazione dell'evento, comunque previa espressa autorizzazione, si utilizzerà di norma la giornata del sabato e si avrà cura di evitare qualsiasi spesa, anche utilizzando strutture interne all'Amministrazione".
Per quel che rigurda "regali ed omaggi" Monti, "salvo eventuali disposizioni più restrittive già adottate" si rifà al codice etico del ministero e dei Monopoli che fissa il tetto dei 150 euro e l'obbligo , in caso di eccedenza di restituirli o devoverli al Mef: "I regali e gli omaggi ricevuti non devono comunque compromettere l'indipendenza di giudizio, la correttezza operativa, l'integrità e la reputazione del dipendente e in ogni caso devono essere tali da non poter essere interpretati, da un osservatore imparziale, come finalizzati ad acquisire vantaggi in modo improprio''.
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