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Idv: "No a falsi principi di legalità e sicurezza"

I rom contro Maroni: "Mancano solo i forni crematori"

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni (Adnkronos)   Il ministro dell'Interno Roberto Maroni (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 21 agosto, ore 17:38
Roma - (Adnkronos/Ign) - Rom al contrattacco dopo l'intervento del ministro dell'Interno che ha sostenuto che non solo è giusto espellere i rom ma che l'Italia sarà anche più dura di Sarkozy. "Genocidio culturale". La 'regina' Lucica Tudor: "Fumo negli occhi per gli italiani alle prese con la crisi". Della Vedova (Fli): "Il Pdl non si appiattisca sulle parole d'ordine di Bossi". Il Pd: "Parole gravissime"
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Roma, 21 ago. (Adnkronos/Ign) - Rom al contrattacco dopo l'intervento del ministro dell'Interno, Roberto Maroni che ha sostenuto che non solo e' giusto espellere i rom ma che l'Italia sara' anche piu' dura di Sarkozy. "Mancano solo i forni crematori ma siamo al genocidio culturale", si arrabbia Alexian Santino Spinelli, musicista, intellettuale e professore universitario di etnia rom.

"La cosa peggiore - incalza - e' il silenzio che segue. Indicazione dei tempi che stiamo vivendo. In questo modo creeremo le barriere razziali". Maroni parla di espulsioni di quei rom che pure se comunitari non rispettanno le regole. "Questi sono tutti pretesti perche' e' chiaro - dice Spinelli - che se stessimo parlando di spagnoli o di inglesi il problema non si porrebbe nemmeno. Siccome in rom non hanno protezione giuridica riceviamo queste discriminazioni". E per chi non rispetta le regole? "E' chiaro - ammette l'artista rom - che anche tra i nostri ci sono parecchie pecche ma, se andassimo al di la' della cronaca e dessimo la giusta informazione, si capirebbe la ricchezza del nostro popolo. Dopo seicento anni di nostra presenza sul territorio vorrei sapere se Maroni sa qualcosa della nostra lingua romani'". Occasioni di incontro, chiarimenti ce ne sono stati? "Nella scorsa legislatura - ricorda l'esponente dei rom - ci incontrammo con Giuliano Amato. E allora si gettarono le basi per una consulta romani'. Ma se ancora oggi i parlamentari e l'opinione pubblica ci considerano nomadi significa che si mistifica la realta'". E i colleghi italiani che posizione hanno? "Gli intellettuali che prendono posizione su qualsiasi argomento non intervengono su di noi e questo - osserva - e' perche' non arriva la giusta informazione".

Critiche a Sarkozy e all'annuncio del ministro Maroni arrivano anche da Lucica Tudor, la 'regina' dei rom d'Europa, che avverte: "Ministri e presidenti devono rispettare le regole sulla libera circolazione dei cittadini europei e il loro diritto a stabilirsi dove vogliono". "Quello che sta accadendo in Francia e' inaccettabile. Si stanno calpestando - commenta all'ADNKRONOS - i diritti dell'uomo, cosi' non si rispetta il popolo rom". Quarantasette anni, artista di talento nata in Romania, in Italia da vent'anni, la 'regina' Tudor e' da sempre impegnata al fianco del suo popolo.

"Sarkozy - continua - dovrebbe ricordarsi che facciamo parte dell'Unione Europea. Lo stesso vale per Maroni, le sue parole sono inaccettabili e non puo' sentirsi legittimato dopo quello che e' accaduto in Francia a fare certe esternazioni. L'Italia ha ben altri problemi in questo momento, criminalizzare, per l'ennesima volta il popolo rom, e' solo fumo negli occhi per gli italiani alle prese con la crisi". "Purtroppo intorno al popolo rom c'e' troppa ignoranza, non siamo mai stati un pericolo per l'Italia. Il vero problema e' l'incapacita' di portare avanti una politica giusta. Il mio popolo non e' un popolo di terroristi, di assassini e il fatto di non avere un reddito minimo ne' una dimora adeguata non e' un motivazione sufficiente per mandarci via: la vera ragione e' che noi siamo rom", conclude.

Dal governo interviene il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano secondo cui è giusta l'integrazione dei rom ma occorre anche più rigore. "Se si intende muoversi nella direzione opposta a quella del Presidente Sarkozy o quella annunciata dal ministro Maroni bisogna avere la coerenza di impugnare e di opporsi all'intero meccanismo e sostenere che in altri paesi europei si puo' stare senza alcun tipo di reddito, ammettendo in questo modo la mendicita', o atti illeciti o lo sfruttamento dei minori come in troppi casi e' accaduto".

Per Mantovano le espulsioni di cittadini comunitari privi di casa e reddito "sono principi gia' contenuti nella norma europea. Cio' che non funziona e' il meccanismo sanzionatorio, troppo blando". "Due anni fa l'Italia ha assunto un'iniziativa in questo senso in sede europea - aggiunge il sottosegretario- ma e' stata fermata. In questi due anni l'Italia non e' stata inoperosa, ma ha tolto moltissimi nomadi da una situazione veramente indegna e favorito l'integrazione soprattutto promuovendo la scolarizzazione dei minori". "Tutto questo lavoro pero' va affiancato al necessario rigore verso chi vuole approfittarne inserendosi tra le maglie di una legislazione europea, in questo caso troppo blanda", conclude Mantovano.

Uno stop all'annuncio del ministro leghista arriva però dai 'finiani'. Benedetto Della Vedova, vice capogruppo vicario di Fli alla Camera, ricorda che il primo immigrato francese e' proprio il presidente Sarkozy (in quanto figlio di un ungherese naturalizzato, ndr.) e sottolinea come il centrodestra dovrebbe "trovare una soluzione piu' in sintonia con le esigenze e gli obiettivi italiani e non appiattirsi sulle parole d'ordine di Bossi. Anzi -conclude Della Vedova- sarebbe il caso che il Pdl, tanto sensibile ai moniti della Cei in tema di bioetica e morale sessuale, ascoltasse di piu' i vescovi quando criticano la mancanza di solidarietà e adeguate politiche di integrazione verso gli immigrati".

Dopo l'intervento di Maroni però l'opposizione va all'attacco. "Le dichiarazioni del ministro dell'Interno Maroni sono gravissime perche' mettono in discussione uno dei principi fondanti dell'Europa, cioe' la libera circolazione delle persone - sottolinea Sandro Gozi, capogruppo del Pd nella commissione Politiche della Ue a Montecitoro -. Praticamente Maroni ha annunciato il tentativo della Lega Nord di distruggere il concetto di Europa, o di 'leghizzarla', ma siamo sicuri che trovera' notevoli se non insormontabili ostacoli negli stessi organismi attuali dell'Unione. Intanto, chiediamo che venga a riferire in parlamento sulle sue intenzioni, deve prendersi la responsabilita' di dire chiaramente cosa intende fare come ministro dell'Interno''.

Gozi annuncia "una ferma e dura opposizione parlamentare contro questa deriva leghista. E' patetico un ministro dell'Interno, una delle cariche piu' importanti dello Stato, che, mentre non e' in grado di attuare la direttiva europea sui rimpatri, si attacca alle trovate propagandistiche di un presidente come Sarkozy, in caduta libera nei sondaggi e in grave difficolta' in vista delle sua campagna elettorale''.

"Il governo fa un uso distorto, discriminatorio e razzista di principi incontestabili come il diritto alla sicurezza e il rispetto della legalita''' afferma il portavoce dell'Italia dei Valori. "Abbiamo visto e denunciato come sia falsa la sicurezza nei Cie e adesso, di fronte a un atteggiamento chiaramente discriminatorio nei confronti di cittadini rom comunitari, siamo costretti a parlare di falso rispetto della legalita' e di degenerazione delle regole europee. Maroni ha ammesso che il commissario europeo Jacques Barrot si e' opposto a questo tipo di provvedimenti ed ha annunciato che il prossimo 6 settembre provera' di nuovo a far cambiare opinione all'Europa. In attesa di questa improbabile modifica -sottolinea Orlando- pero' l'Italia si rende ancora una volta responsabile della sistematica violazione dei diritti''.

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