Sky Italia: ''Grande soddisfazione''. Bersani: ''Il buon senso torni anche a Viale Mazzini''
Il Tar boccia lo stop ai talk show
ultimo aggiornamento: 12 marzo, ore 19:00
Roma - (Adnkronos/Ign) - Accolto il ricorso di Sky e Telecom per la sospensione della parte di regolamento dell'Agcom che blocca i talk show televisivi in periodo elettorale. Secondo 'Il Fatto' sarebbero indagati a Trani il presidente del Consiglio Berlusconi, il direttore del TG1 e il commissario dell'Agcom Innocenzi. Pubblicate le intercettazioni dei tre. Di Pietro: "Minzolini si dimetta". Santoro: "E' un fatto di gravità inaudita". Replica Cicchitto: "Il leader Idv punta all'esasperazione dello scontro politico"
Roma, 12 mar. (Adnkronos/Ign) - Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Sky e Telecom per la sospensione della parte di regolamento dell'Agcom che blocca i talk show televisivi in periodo elettorale per le emittenti private. L'Autorità potrebbe riunirsi già oggi per valutare gli effetti del pronunciamento del tribunale amministrativo. Mentre il Consiglio di amministrazione della Rai è stato convocato in seduta straordinaria per lunedì prossimo 15 marzo alle ore 12.
Dopo la sentenza del Tar del Lazio, l'Agcom ha quindi invitato il Cda Rai e riconsiderare la delibera sulla par condicio che ha disposto la sospensione dei talk show di approfondimento politico nell'ultimo mese prima delle elezioni regionali. Ne da' notizia la stessa Agcom in una nota in cui sottolinea che la commissione Servizi e Prodotti dell'Autorita' "ha invitato il Consiglio di amministrazione della Rai a riconsiderare le decisioni da esso assunte in materia in relazione a quanto sopra e alla luce della lettura, data dal TAR, dell'art. 2 della legge n. 28/2000 e delle sentenze della Corte Costituzionale".
"La motivazione dell'ordinanza del Tar Lazio sgombra il campo da qualsiasi dubbio circa l'illegittimita' equiparazione dei programmi di informazione a quelli di comunicazione politica". Lo ha detto, al sito di Articolo 21, il commissario dell'Agcom Nicola D'Angelo.
"La par condicio e' una legge essenziale nel nostro sistema della comunicazione, almeno fino a quando ci saranno le attuali condizioni di dominanza, ma certamente non puo' essere usata a pretesto per cancellare spazi di informazione scomodi -prosegue D'Angelo-. Per questo alcuni giorni fa con i colleghi Lauria e Sortino abbiamo scritto al presidente dell'Agcom perche' intervenisse in merito alla decisione del Consiglio di amministrazione della Rai che sospendeva le trasmissioni di approfondimento informativo".
Il senatore Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, dal canto suo spiega: "Siamo alle strette e i nodi, a due settimane dalle elezioni, vanno sciolti in fretta. Voglio credere che la Rai, a questo punto, decida di rivedere la scelta di applicare nella versione piu' restrittiva il Regolamento approvato dalla Commissione di Vigilanza ripristinando i programmi di approfondimento".
"Ripropongo -aggiunge Zavoli- il mantenimento dei talk-show nelle reti della Rai, senza la presenza di politici ne' il ricorso a temi riconducibili all'attualita' politica. In concreto, l'Azienda potrebbe riconsiderare nella sua autonomia gestionale una soluzione che, se accolta, corrisponderebbe al piu' semplice, efficace e ormai ampiamente condiviso degli auspici".
D'Angelo conclude: "Ora l'ordinanza del Tar riporta chiarezza. C'e' tuttavia da chiedere che non permanga, a questo punto, una situazione di disparita' di regole tra il servizio pubblico e le emittenti private".
Sky Italia in una nota comunica di aver accolto "con grande soddisfazione la decisione del Tar del Lazio che sospende il provvedimento dell'Agcom con cui veniva esteso ai media privati il regolamento sulla par condicio predisposto per la Rai dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza". Sky Italia "ha da subito contestato la legittimità di questo provvedimento e, come dimostra il dibattito andato in onda il 9 marzo scorso su Sky Tg 24 che ha coinvolto tutti i candidati alla presidenza della regione Puglia, ha scelto da subito di prescindere dalle regole irragionevoli e inapplicabili previste dal regolamento della par condicio".
"Certa che i 'faccia a faccia' rappresentino una componente fondamentale dell'informazione del cittadino - si spiega dalla società - Sky Tg 24 continuerà a proporre nei prossimi giorni appuntamenti tra i candidati alla presidenza delle altre regioni chiamate alla consultazione elettorale".
La decisione del Tar "ristabilisce il principio della libertà di espressione e tutela anche quello del libero mercato, previsti entrambi dalla Costituzione Italiana. Presupposti necessari per poter garantire ai cittadini di questo paese il loro diritto a un'informazione libera e indipendente".
Intanto l'opposizione chiede un immediato intervento della Rai. "Il Tar ha ripristinato criteri saggi e assennati mostrando l'assoluta irragionevolezza delle norme che bloccano i programmi di dibattito politico - ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani - Ci aspettiamo che tali criteri siano fatti propri anche dalla commissione Parlamentare di Vigilanza Rai e che tutto il sistema sia messo nelle stesse condizioni".
"Il rischio - avverte Bersani - è che il solo servizio pubblico rimanga ostaggio di norme che limitano libertà e discussione. Serve riportare il buon senso e riaprire subito gli approfondimenti informativi che sono stati sospesi nei giorni scorsi".
Per Paolo Gentiloni, presidente del forum Ict del Pd, la sospensione del regolamento Agcom per le tv commerciali ''è una chiara bocciatura della norma-bavaglio imposta dalla destra in commissione di Vigilanza. Quella norma era in contrasto con la legge sulla par condicio, che distingue chiaramente tra programmi di informazione e tribune elettorali e violava apertamente la sentenza 155 della Corte Costituzionale".
"Ora la Rai deve intervenire. Il Cda di viale Mazzini non può che prendere atto dell'interpretazione del giudice amministrativo. I programmi giornalistici devono riprendere subito anche in Rai: un silenzio riservato alla sola tv pubblica sarebbe, a questo punto, un vero e proprio scandalo", conclude Gentiloni.
''Ora ci si attende che il Cda Rai riveda la sua posizione subito, permettendo l'andata in onda delle trasmissioni'' chiede pure Vincenzo Vita, senatore del Pd, componente della Vigilanza. E ''una pronta e immediata sterzata della Rai nell'applicazione del regolamento per le reti del servizio pubblico" la sollecita Giorgio Merlo, del Pd, vice presidente della Vigilanza. Secondo Merlo sarebbe ''quantomeno singolare nonché ridicolo se le reti commerciali avessero piena libertà di movimento in campagna elettorale e le reti Rai fossero bloccate da un ridicolo regolamento che disciplina la campagna elettorale''.
Mentre per il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, "la sentenza del Tar sulla par condicio dimostra ancora una volta di più quanto sia superata questa legge'' e assicura che ''subito dopo le elezioni vanno varate norme nuove che garantiscano il pluralismo''.
Michele Santoro, coinvolto in prima persona dal regolamento dell'Agcom, si augura ''che sulla scia della decisione del Tar la Rai rimetta i onda i programmi che ha sospeso". "Con la pronuncia del Tar sul regolamento dell'Agcom - dice il giornalista conduttore di 'Annozero' - crolla il primo pezzo di un castello di illegalità costruito con la scusa della par condicio ma che in realtà non è affatto in applicazione della legge ma contro la legge. Ora aspettiamo di leggere la motivazione della sospensiva per vedere quanto mette in discussione l'impianto del regolamento e quindi anche l'analogo regolamento della Vigilanza e la successiva delibera del Cda Rai''.
Intanto Giovanni Floris, conduttore di 'Ballarò', per far fronte alla sospensione dei programmi di informazione della Rai organizza i talk show itineranti e lunedì prossimo presenterà alla stampa il suo 'Giro d'Italia'. "Non saranno piazze, sara' qualcosa di piu' originale... Ma aspettiamo lunedi' e vedremo!" Lo afferma all'Adnkronos lo stesso Floris. E sull'iniziativa del 25 marzo di Michele Santoro al Paladozza di Bologna, Floris spiega: "Saro' un semplice ospite, non ci sara' una co-conduzione. Sono stato invitato da Michele Santoro insieme a tanti altri colleghi e esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. Non so altro'', conclude il conduttore di 'Ballaro''.
Contro lo stop ai talk show in campo anche la Federazione nazionale della stampa che per il 25 marzo alle 21 ha indetto una manifestazione al Paladozza di Bologna che sarà condotta da Michele Santoro e Giovanni Floris.
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