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Il Fatto: ''Pressioni per fermare Annozero''. Calabrò: ''Da noi nessuna censura preventiva''

Michele Santoro (Adnkronos)Michele Santoro (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 12 marzo, ore 17:58
Roma - (Adnkronos/Ign) - Secondo il quotidiano sarebbero indagati a Trani il presidente del Consiglio Berlusconi, il direttore del TG1 e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi. Pubblicate le intercettazioni dei tre. Di Pietro: "Minzolini si dimetta". Santoro: "E' un fatto di gravità inaudita". Replica Cicchitto: "Il leader Idv punta all'esasperazione dello scontro politico". Accolto il ricorso di Sky e Telecom per la sospensione della parte di regolamento dell'Agcom
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Roma, 12 mar. (Adnkronos/Ign) - Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell'Authority Giancarlo Innocenzi sarebbero indagati nell'ambito di un procedimento aperto dalla procura di Trani e condotto dal pm Michele Ruggiero. Lo scrive 'Il fatto', che parla di una indagine partita dal fenomeno delle carte di credito 'revolving' e poi sviluppata su altri temi.

All'attenzione della magistratura sono finite, scrive 'Il fatto', alcune intercettazioni della Guardia di finanza di Bari (comprese quelle con il Dg Rai Mauro Masi che però non risulterebbe tra gli indagati) in cui il premier farebbe "pressioni" per arrivare alla chiusura di 'Annozero' di Michele Santoro e in cui si lamenterebbe tra gli altri anche di 'Ballarò' e 'Parla con me'. Minzolini (secondo il quotidiano chiamato "direttorissimo" al telefono dal premier), invece, nelle intercettazioni rassicurerebbe Berlusconi su alcuni servizi del Tg1.

Sulla vicenda interviene il presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò chiarendo che ''in tutte le occasioni nelle quali è stata chiamata in causa, a vario titolo, l'AGCOM ha sempre risposto in modo univoco: 'L'Autorità non esercita censure preventive perché contrarie all'art. 21 della Costituzione, rispetta la libertà dei giornalisti, tutela il pluralismo dell'informazione'"

L'Autorità, prosegue Calabrò, "parla attraverso i propri atti; e questi atti dimostrano inequivocabilmente la sua indipendenza e autonomia di giudizio. Anche in relazione alle regole da osservare nel periodo elettorale in materia d'informazione e di comunicazione politica l'Autorità non ha mancato di dare nelle sedi competenti il suo istituzionale contributo al chiarimento dei termini della questione''.

Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innnocenzi, sono "asserviti" ai diktat di Silvio Berlusconi, quindi si devono dimettere, attacca il presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro che intervenendo alla Camera annuncia di aver già depositato un'interrogazione urgente che invita il presidente del Consiglio a riferire in Parlamento sul contenuto delle intercettazioni della Guardia di Finanza di Bari e sul relativo fascicolo aperto dalla procura di Trani.

"L'Idv - ha dichiarato Di Pietro- vuole informare i cittadini del grave rischio che il 'novello Adolfo', chiuso nel suo bunker, sta mettendo in atto contro la democrazia. Oggi abbiamo appreso che Berlusconi era in contatto con un componente dell'Agcom per decidere quali trasmissioni e quale informazione doveva essere affossata e quale poteva andare in onda. Controllare l'informazione è tipico del regime".

"Ogni giorno Berlusconi fa un decreto a suo uso e consumo: prima per non farsi processare, poi per truccare le regole elettorali a gioco in corso e adesso bloccando addirittura l'informazione per non far sapere ai cittadini quali sono i candidati e i loro programmi elettorali. Se non e' regime questo... Meno male che esiste qualche giudice e qualche organo di controllo che cercano di bloccarlo. Ma il principale organo di controllo che lo puo' bloccare e' il popolo che alle elezioni ha l'occasione di mandarlo a casa".

"C'e' un grave rischio per le democrazia, accertato e documentato -insiste il leader dell'Idv riferendosi all'inchiesta di Trani- costituito dal presidente del Consiglio che interagisce in prima persona con il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e con un commissario dell'Agcom allo scopo di controllare l'informazione. Cosi' come avviene in Corea del Nord, cosi' come faceva Saddam Hussein o come faceva Adolfo dal suo bunker".

"Abbiamo presentato un'interrogazione urgente al presidente del Consiglio affinché venga a riferire in aula, perché e con quale diritto, si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come Agcom. Riteniamo che il consigliere dell'Agcom indicato -conclude Di Pietro- debba dimettersi e debba essere cacciato fuori a pedate e lo stesso trattamento deve essere riservato a Minzolini che, ancora una volta, si e' dimostrato essere asservito al suo datore di lavoro Berlusconi".

"E' una cosa di una gravita' inaudita. Mi auguro che le massime autorità dello Stato intervengano" è stato il commento di Michele Santoro sulle pressioni del premier sull'Agcom per interventi contro 'Annozero'. "Io per tanto tempo - afferma - ho condotto una battaglia solitaria contro un aribitro che dovrebbe essere terzo e invece è lottizzato da partiti. Mi pare che ora stia venendo fuori in tutta la sua gravità il carattere di arbitro 'farlocco' dell'Authority per le Tlc. D'altronde, basterebbe leggere l'elenco dei componenti dell'Autorita' per capire che invece di garantire la terzieta' stabilita' dalla Costituzione per le Autorita' di garanzia, l'unica cosa garantita e' la lottizzazione", conclude Santoro.

Secondo il consigliere d'amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo, "se il direttore del Tg1 non smentisce e se le rivelazioni del Fatto saranno confermate si apre un problema molto serio che il Cda straordinario di lunedi'' dovra' affrontare con serieta' ed urgenza. Garantire che non vi siano ombre sulla principale testata televisiva e' un dovere ineludibile per chi amministra un servizio pubblico raiotelevisivo".

In difesa di Minzolini interviene però il consigliere d'amministrazione Rai Antonio Verro: ''Il tentativo di delegittimare il Direttore del Tg1 attraverso frammenti di ipotetiche intercettazioni, tra l'altro estrapolate da ogni contesto e messe insieme da un piccolo giornale non certamente noto per il suo equilibrio, è frutto di un clima politico avvelenato e convulso che, spiace constatare, appassiona purtroppo anche autorevoli voci vicine alla Rai".

"Come Direttore - insiste Verro - anche attraverso i suoi dibattuti editoriali Minzolini ha sempre dato ampiamente prova della sua trasparenza, coerenza e onestà intellettuale e il pubblico televisivo glielo ha sempre riconosciuto, come dimostrano anche i suoi risultati di ascolto".

Dalla maggioranza arriva un coro di critiche contro il leader dell'Italia dei Valori. Per il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, "Di Pietro, con le sue solite espressioni sguaiate e violente, cavalca anche oggi la spazzatura che pubblica l'organo ufficiale del giustizialismo per cercare di colpire la libertà d'informazione. Di Pietro, adesso attaccando Minzolini e Innocenzi, persiste meticolosamente a coltivare la politica della demonizzazione dell'avversario perche' e' un fattore essenziale della sua strategia eversiva che punta all'esasperazione dello scontro politico''.

Duro anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa: Antonio Di Pietro chiede le dimissioni del direttore del Tg1 e di Innocenzi "non potendoli arrestare". Di bavaglio a Minzolini parla Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. "La sinistra vorrebbe mettere il bavaglio a Minzolini e lasciare invece i giornalisti 'graditi' liberi di costruire trasmissioni faziose, cariche di insulti e zeppe di menzogne. Vanno bene quanti rispondono ai loro servigi e inscenano patetiche invettive contro il premier, vanno invece cacciati tutti quelli che con coraggio e soprattutto con chiarezza dicono la verita' a milioni di cittadini. Troppo comodo gridare allo scandalo a senso unico''.

''La vera censura -sottolinea- e' quella che vogliono applicare i vari Di Pietro, facendo finta di dimenticare che trasmissioni come Annozero sono state piu' volte sanzionate per lo squilibrio con le quali sono state costruite. Noi invece difendiamo e tuteliamo la libera e corretta informazione soprattutto contro le vergognose intimidazioni di certa sinistra".

Contro le intercettazioni ,invece, si schiera Gaetano Quagliarello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: "Il vero scandalo e' che in un Paese che si vorrebbe definire civile e democratico possano finire sui giornali le telefonate del presidente del Consiglio, del direttore del Tg1, del commissario dell'Agcom e del direttore generale della Rai per un'inchiesta che nulla ha a che fare con tutto cio'".

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ugc
TITOLIVIO ha scritto (23/03/2010 - ore 20:28) segnala un abuso
ugc
stavo esprimendo un mio modesto parere e non mi è stato concesso!.Il testo che non avevo nemmeno finito di scrivere...mi è letteralmente spari dal riquadro. Allora, suppongo che sia stato "lo scritto" sotto controllo e dirò semplicemente che ha ragione Berlusconi, esiste davvero una certa magistratura contro la destra, certi giornalisti contro la destra e certa cultura contro la destra poi. tutti insieme appassionatamente contro Berlusconi!!!(sic!) Signori bisogna saper perdere e, il vostro comportamento, vi farà sempre perdere eccome! Ciao a tutti. Titolivio da Milano
ugc
silvebrun ha scritto (25/03/2010 - ore 14:24) segnala un abuso
ugc
Ogni testata giornalistica(cartacea o mediale) deve essere LIBERA di espriemere su qualsiasi fatto le proprie opinioni, con l'unico vincolo di non offendere le persone. Dunque, non puo' essere sottopostsa a nessun tipo di controllo. Altrimenti si adombra sempre piu' netto il rischio di un autentico pericolo per la liberta' di espressione e per la democrazia
ugc
ugc
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