'Fare Futuro': "E' vero, ci piace la parola bipartisan"
Immigrati, Fini: ''Una parolaccia a quelli che dicono che sono diversi''
ultimo aggiornamento: 21 novembre, ore 17:20
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Camera incontra un gruppo di ragazzini immigrati in un centro a Torpignattara a Roma: "Se qualcuno vi dice che siete diversi è stronzo". Un bambino gli chiede: "Come convincerà quelli di destra?". Replica Calderoli: "Stronzo anche chi li illude". Botta e risposta fra Cicchitto e i finiani. Bioetica, Fini: ''Serve confronto libero in Parlamento''
Roma, 21 nov. - (Adnkronos/Ign) - Continuano le scintille nel Pdl sulla questione immigrati. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che questa mattina ha incontrato un gruppo di ragazzini immigrati in un centro a Torpignattara a Roma, rilancia la necessità di ridurre i tempi per la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia. "Si convinceranno perche' quelli che vengono qui saranno sempre di piu' e quindi bisogna ragionare e riflettere".
Dopo che Fini aveva parlato a lungo dei temi dell'integrazione, un ragazzino gli ha chiesto: "Ma come fara' a convincere quelli di destra?". Fini ha accolto con un sorriso la domanda e quindi ha risposto: "Bella domanda. Bisogna discutere e bisogna convincere sia quelli di destra ma anche quelli di sinistra. Se parlano di voi da un bel salotto non si convinceranno mai. Se non vengono qui e parlano con voi non possono capire. Ma siate certi che saranno loro in torto e non certamente voi".
"Sul tema della cittadinanza di parole ne ho dette tantissime, forse troppe - sottolinea Fini rivolgendosi ai ragazzini - Sono qui per ascoltare voi perche' la politica deve saper ascoltare anche quello che i cittadini hanno nel cuore. Voglio sapere da dove venite, se c'e' qualcuno che vi fa pesare il fatto che i vostri genitori non sono italiani, se c'e' qualche stronzo che vi dice qualche parola di troppo. Se qualcuno dice che siete diversi -scandisce Fini- la parolaccia se la merita. Voi pensatela e io la dico".
Le parole di Fini provocano l'immediata replica della Lega. Per Roberto Calderoli "Fini ha perfettamente ragione a dire che è stronzo chi dice che lo straniero è diverso. Ma è altrettanto stronzo chi illude gli immigrati". "E' infatti una stronzata - ha aggiunto il ministro per la Semplificazione - illudere gli extracomunitari che il nostro è il Paese di 'Bengodi' e che c'è lavoro per tutti, visto che il lavoro manca in primo luogo ai nostri cittadini".
Per Mario Borghezio', l'invito rivolto dalla terza carica dello Stato a giovani stranieri di dare degli 'stronzi' agli italiani che li considerano diversi e' "profondamente diseducativo". "Il presidente Fini, anziche' rivolgere questi estemporanei inviti goliardici agli stranieri, dovrebbe preoccuparsi piuttosto di invitarli a rispettare i cittadini italiani che li devono ospitare, non sempre volontariamente''.
A difendere Fini interviene il ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, che prova a gettare acqua sul fuoco: ''Mi rendo conto che il presidente della Camera di solito e' sempre molto moderato, ma ormai alcuni vocaboli, purtroppo, sono entrati nel linguaggio comune, anche in televisione... E poi bisogna capire il contesto... Francamente non mi pare che sia un problema politico''. Quanto alla replica di Calderoli "mi sarei meravigliato che qualcuno della Lega non ne avesse approfittato...''.
Oggi la cronaca politica registra anche un acceso botta e risposta fra Fabrizio Cicchitto e i 'finiani' di 'Fare Futuro'. Il capogruppo alla Camera sceglie proprio le colonne del 'Giornale' di Feltri per richiamare all'ordine nel Pdl.
"Il dibattito e' utile, il problema e' il metodo. Non puoi fare azioni politiche che non rispettano il pensiero della maggioranza. Senza avvisare nessuno. Altrimenti il partito diventa un albergo dove la gente entra e esce. Passa, ci sta poche ore e poi se ne va" avverte Cicchitto. Il capogruppo alla Camera critica l'iniziativa di Flavia Perina e di altri 'finiani' che hanno deciso di presentare insieme all'opposizione una legge per la 'cittadinanza breve' agli immigrati. "Su certe questioni non e' corretto presentare leggi che il partito non condivide. Se poi lo fa con parlamentari dell'opposizione...". "Il voto amministrativo agli immigrati e' una fuga in avanti. Il minimo e' avvertire il partito" aggiunge Cicchitto. Una legge che "non piace a me, non piace a gran parte della maggioranza, non piace ai nostri elettori". Il capogruppo si rivolge quindi direttamente alla corrente finiana del Pdl: "Cio' che non mi convince sono le posizioni politico-culturali di questo gruppo ideologico, di intellettuali innamorati della parola bipartisan, che si sta raccogliendo intorno al Secolo d'Italia".
La replica arriva da Ffwebmagazine, periodico online della fondazione Farefuturo.
"Fabrizio Cicchitto ha ragione - scrive il direttore del magazine Filippo Rossi -. Seppure con toni sarcastici, ha descritto alla perfezione la nostra cifra culturale. Insomma, ha ragione. E lo ammettiamo tranquillamente". "Innamorati della parola bipartisan, dice Cicchitto. E perche' no? Non e' mica una parolaccia. Che male c'e' a voler pensare al futuro di tutto il paese prima che al presente di una sola parte? E, attenzione, questo non significa annacquare le differenze in un indistinto buonismo, in uno stucchevole e ipocrita volemose bbene". "Significa semplicemente recuperare quel senso civico che troppo spesso ci manca. Significa dividersi, confrontarsi e magari scontrarsi, ma seguendo regole condivise, nel segno del rispetto e della legittimazione reciproca. Senza trincee scavate ''a prescindere'', senza presunte diversita' antropologiche da sbandierare, senza complotti e cospirazioni, golpe e tradimenti tirare in ballo a ogni pie' sospinto (e qui, destra e sinistra c'entrano poco: e' un vizio nazionale, purtroppo)".
"Noi siamo convinti per davvero che con la caduta del muro il paesaggio ideologico, interno e internazionale, sia cambiato nel profondo". "Insomma -conclude Rossi- Cicchitto ha ragione. Siamo fatti cosi', lo ammettiamo. Queste sono le nostre idee. E non ce ne vergogniamo. Problemi?".
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| rebyjaco ha scritto (21/11/2009 - ore 19:46) | segnala un abuso |
| Ha utilizzato una espressione molto pertinente che fa parte del nostro parlare quotidiano. Ha spiegato a dei ragazzi quello che è il pensiero di persone che vogliono rappresentare un qualcosa che non esiste, la padania, che in poche parole è come l'isola di Peter Pan. Non c'era bisogno di fare tanto ""Casino"" | |
| ruby gonzaga ha scritto (21/11/2009 - ore 16:00) | segnala un abuso |
| Caro Gianfranco, complimenti per la sua coerenza, la sua storia parla da sola. | |
| Piopio ha scritto (21/11/2009 - ore 13:42) | segnala un abuso |
| Mi sembra di sentire papà Cunningham che dice "Fini, Fini, Fini...." | |
| Zurigo ha scritto (25/11/2009 - ore 08:48) | segnala un abuso |
| Egregio Presidente Fini pur provenendo da altre 'origini' politiche che le sue, seguo con simpatia e soddisfazione molte sue prese di posizione, ispirate a nient'altro che a principi di civiltà, di umanità, di onestà intellettuale e coerenza. In questi ambiti non sono di casa destra e sinistra o altri punti di riferimento. Però, un appunto: se si predica l'uguaglianza a tutti i costi, si chiude alla capacità di capire chi è diverso da me. Voglio dire: non è vero che siamo tutti uguali. Troppo semplice. Siamo tutti diversi. La sfida è trovare le forme di convivenze possibili tra diversi. E non è facile. Perché non partire dalla constatazione che la diversità esiste, ma che non necessariamente è elemento discriminante ai fini dei diritti di base che ha ogni essere umano? Che non è barriera insormontabile ai fini della comunicazione, della comprensione, della collaborazione e stima? Da parte di chi viene da fuori (lo dovrebbe fare anche il semplice turista) sarebbe prima importante un guardarsi intorno nel luogo di arrivo, capire le regole, i modi del luogo dove si va; da parte degli indigeni, la disponibilità ad accettare modi, ottiche nuove soprattutto se non nocciono alla comunità o, addirittura possono essere un arricchimento. Più in concreto: chi viene da fuori spesso è spaesato e con pochi strumenti. Se davvero si vuole essere un paese civile, bisognerebbe anche approntare strumenti di assistenza linguistica, sociale, fare conoscere elementi della cultura, degli usi, non per imporli, ma per fare notare le differenze (che esistono). Son interventi di mediazione culturale che possono evitare scontri di culture, prese di posizione 'etnocentriche'. Capisco lo spirito della sua affermazione, ma così come appare, se non articolata, rischia di essere un punto di partenza poco chiaro o fuorviante. | |
| zeru_tituli ha scritto (30/11/2009 - ore 12:49) | segnala un abuso |
| Neanche due gemelli monozigoti possono dichiararsi uguali in quanto la diversità è indice di evoluzione. Solo nella riproduzione asessuata degli afidi abbiamo due individui completamente uguali, e così se vogliamo una società di uguali dobbiamo fare ricorso ad una clonazione di più individui da un unico campione vivente che spero non venga scelto tra nessuno delle attuali personalità politiche. Quindi in mancanza di una personalità veramente in grado di dare vita ad una stirpe di superuomini,caro alla cultura fascista ,ci dobbiamo accontentare delle nostre diversità che se pur così piene di difetti almeno salvano il concetto di individualità sacro in una società civile e progressista e ricca di inventiva e fantasia. Un mondo senza diversità sarebbe un mondo dittatoriale privo di qualsiasi speranza di evolversi nella cultura e nell'intelligenza. | |
| barone rosso ha scritto (28/11/2009 - ore 15:14) | segnala un abuso |
| Non capisco il senso dell'intervento precedente. Significa che i leghisti sono diversi da noi? Che i pidiessini sono ugali a noi? Che siamo tutti uguali perché ci teniamo Fini e anche Berlusconi? Che Borghezio è uguale a chi lo vota? | |
| zeru_tituli ha scritto (01/12/2009 - ore 13:07) | segnala un abuso |
| Mi dispiace non essermi spiegato in maniera sufficiente.Volevo semplicemente dire che la natura è la prima a renderci diversi.Quindi è improprio dire che non siamo diversi, improprio e profondamente sbagliato. E' il modo di trattare la diversità che va giudicato. Quando si prende spunto della diversità per creare classi e disparità di trattamento allora si compie un crimine e si crea razzismo. Spero ora di essere stato più chiaro. | |
| federico28 ha scritto (28/11/2009 - ore 18:32) | segnala un abuso |
| Ma non è lui che qualche mese fa ha retoricamente posto il quesito ai genitori affermando:"Sareste contenti di sapere che il maestro di vostro figlio è gay?"Adesso umilmente si attribuisca l'epiteto di stronzo. | |
| kingo ha scritto (30/11/2009 - ore 20:17) | segnala un abuso |
| Caro Fini, da quando ti sei messo insieme alla ex di Gaucci hai perso molti colpi, ma starai mica diventando comunista. | |
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