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Contro la stampa: ''Sui media una realtà diversa, mi vengono attribuite frasi mai dette''

Intercettazioni, Berlusconi: ''Legge massacrata, potrei anche ritirarla''

Silvio Berlusconi (Adnkronos)  Silvio Berlusconi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 28 luglio, ore 21:02
Roma - (Adnkronos/Ign) - Alla conferenza degli ambasciatori il premier rassicura sulla tenuta dell'esecutivo: ''Anche ci fosse una divaricazione nella coalizione, maggioranza non cambia''. Bossi: Fini e il premier? Ognuno per la sua strada. Tremonti a pranzo con i diplomatici: ''Mi avete avvelenato per i tagli in manovra?''. Sette donne capo missione. Feluche del III Millennio (VIDEO). Iran, Ashton: Ue pronta a riprendere negoziati
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Roma, 28 lug. (Adnkronos/Ign) - "Abbiamo fatto una legge sulla inviolabilità delle conversazioni telefoniche. E' stata massacrata da tutti gli interventi e sono addirittura tentato di ritirarla". Ad affermarlo è stato il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento alla conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo, che si conclude oggi alla Farnesina.

"Tutti noi in Italia - prosegue il premier - pensiamo che non possiamo parlare al telefono di certe cose e questo non e' vivere in un Paese civile, di liberta'". "Questa legge che noi approviamo - lamenta il presidente del Consiglio - migliorera' qualche cosa, ma non rida' al cittadino quella inviolabilita' della comunicazione, scritta e orale, che e' anche nella Costituzione come diritto alla liberta'".

Ad ogni modo ''non ci sarà nessun cambio di governo né di maggioranza, abbiamo i numeri per andare avanti. Se anche ci dovesse essere una divaricazione all'interno della coalizione, questa maggioranza non cambia, sono sereno" dice Berlusconi, "assolutamente tranquillo'' perché ''anche se sui media c'è una realtà diversa'', ha detto. ''Questo governo è saldo''.

Il premier garantisce che resterà alla guida di Palazzo Chigi fino alla fine della legislatura e torna a prendersela con la stampa: "Mi vengono ogni volta attribuite, frasi, dichiarazioni e virgolettati mai detti". "Ogni giorno - ha detto - ho dovuto fare smentite a frasi e virgolettati che si mettevano in bocca a me. Non le ho mai proferite né pensate, e sono stato costretto a parlare solo per dichiarazioni scritte o in conferenza stampa. Tutte le volte che leggete una frase che non rientra in queste due categorie, non mi appartiene".

Dunque "il governo è saldo - ha ribadito -. Lo dico con orgoglio, per un anno ho saputo resistere ad attacchi e critiche, ma con responsabilità non ho perso di vista l'obiettivo di approvare la manovra finanziaria. Se non fosse stata approvata, o avessi fatto cadere il governo, la speculazione internazionale si sarebbe scatenata".

Il presidente del Consiglio ricorda quindi che proprio oggi c'è stato il voto di fiducia sulla manovra. Un provvedimento "necessario'' che ''non ha messo le mani nelle tasche degli italiani e ci è stata imposto dalla Ue, ma ci sono segnali di ripresa". Il presidente del Consiglio assicura poi che verrà incontro alle richieste degli ambasciatori che in questi giorni hanno lamentato tagli alle risorse destinate alla Farnesina. "Non sono tagli ma congelamenti. Dentro di me - ha detto Berlusconi - penso che prossimamente possiamo tornare su questa cosa e fare cambiamenti nella direzione da voi auspicata".

E ai diplomatici, Berlusconi chiede "rispetto al passato un impegno a dare un'immagine vera del nostro Paese all'estero. A tale proposito pensavo ad un piano di interviste al ministro, al presidente del Consiglio, ai nostri imprenditori, per avere una maggiore proiezione mediatica del vostro lavoro di diplomatici''.

Nell'intervento del premier anche il tema della giustizia. E l'annuncio di un intervento a breve "per anticipare una grande riforma della giustizia penale, perché questo rappresenta un grande problema per il nostro Paese". E sul ddl intercettazioni il premier va all'attacco: "E' stata massacrato da tutti gli interventi e sono addirittura tentato di ritirarlo".

Il premier conclude poi annunciando anche che il governo prenderà in mano la ricostruzione dell'Aquila. "Abbiamo stanziato 15 mld per il terremoto in Abruzzo - ha ricordato - per le abitazioni ne abbiamo spesi meno di due e dunque ce ne sono 13 da spendere per la ricostruzione. Purtroppo - ha sottolineato - le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare il via ai lavori e quindi riprendiamo nelle mani la ricostruzione".

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