''Lega alleato leale e sicuro del Popolo della Libertà''
Silvio Berlusconi (Adnkronos)
Berlusconi: ''Sì a modifiche al ddl intercettazioni ma va approvato''
Silvio Berlusconi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 19 giugno, ore 13:04
Roma - (Adnkronos) - Il premier in un messaggio ai Promotori della libertà: ''Siamo tutti spiati. Dobbiamo impedire che questa legge subisca la triste sorte che di solito tocca alle leggi che non piacciono a sinistra e pm politicizzati''. Sulle riforme istituzionali: più poteri al premier e meno parlamentari. Bossi vede Fini: ''Avanti solo con intesa Quirinale''. Anm: "Tutti spiati? E' solo una vulgata"
Roma, 19 giu. (Adnkronos/Ign) - ''Dobbiamo impedire che questa legge subisca la triste sorte che di solito tocca alle leggi che non piacciono alla sinistra e ai suoi pm politicizzati. Cambiamola anche, rivediamola, emendiamola, miglioriamola ma approviamola. E' nell'interesse di tutti, altro che casta''. Così il premier Silvio Berlusconi, in un messaggio ai Promotori della libertà, torna a parlare del ddl intercettazioni.
Il premier ricorda l'iter del provvedimento, che adesso è tornato alla Camera per ''l'approvazione definitiva. Ma qui una serie di veti, una serie di rinvii potrebbero rimandare alle calende greche il varo della legge'', avverte. Per questo il Cavaliere chiede ai Promotori di ''unire la vostra voce alla mia e alla nostra'' perché ''è in pericolo il nostro sacrosanto diritto alla privacy''.
Berlusconi chiede l'impegno nei gazebo, nei convegni e in tutte le iniziative ''per una missione di grande importanza: difendere la libertà di ciascuno di noi, e quindi la libertà di tutti gli italiani da una minaccia che è subdola ma concretissima: l'abuso sistematico delle intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione sui giornali e addirittura in televisione''. ''Badate bene: nessuno, nessuno - avverte il premier - sta mettendo in discussione l'utilità delle intercettazioni per combattere il terrorismo, e la criminalità organizzata e altri gravi reati. E non è vero che si vuole tutelare una presunta casta, come affermano, sapendo di mentire, la sinistra, la lobby dei pm politicizzati e la lobby dei giornalisti di sinistra. Il problema è semplice ed è grave: siamo tutti spiati''.
Quindi Berlusconi torna sui numeri e ribadisce le sue stime: ''In Italia ci sono quasi 150mila telefoni sotto controllo. Nell'ipotesi che ognuno parli, nel tempo, con altre 50 persone, arriviamo a 7,5 milioni di italiani controllati. Ma non è lontano dal vero chi ipotizza quasi 10 milioni, ovvero un italiano su sei. E' un numero che non ha eguali al mondo''. Mentre negli Usa le intercettazioni non arrivano neppure a 20mila e ''negli Stati Uniti, in Germania, in Francia e in Gran Bretagna non arrivano, sommati tutti insieme, nemmeno alla metà'' delle nostre.
Il presidente del Consiglio torna anche sul tema delle riforme. ''Purtroppo, quella di governare e di fare le leggi è un'impresa che nel nostro Paese sta diventando ogni giorno più difficile - insiste Berlusconi -. E lo sarà fintanto che non saremo riusciti ad approvare le riforme istituzionali necessarie per ammodernare l'architettura costituzionale dello Stato, così da dare al nostro premier gli stessi poteri degli altri suoi colleghi europei e di ridurre il numero dei parlamentari e di chi vive di politica, rendendo meno lunghi ed estenuanti i percorsi necessari per l'approvazione delle leggi. Queste sono riforme previste tutte dal nostro programma di governo, riforme che sono state sottoscritte col voto degli elettori e che sono tutte pienamente condivise dalla Lega di Bossi, che è stata e continuerà ad essere un alleato leale e sicuro del Popolo della Libertà''.
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