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Sarà proibita la pubblicazione sulla stampa

Intercettazioni, 'blindato' il testo del ddl. Fini: nuova formulazione difende legalità

L'Aula del Senato (Adnkronos)L'Aula del Senato (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 08 giugno, ore 21:55
Roma - (Adnkronos/Ign) - Via libera dall'ufficio presidenza del Pdl. Schifani: ''L'esame in Senato riprende domani alle 15''. Berlusconi: ''La Camera voterà lo stesso testo del Senato''. Idv e Pd abbandonano per protesta i lavori della commissione Giustizia. D'Alema: ''Palazzo Grazioli non è un ramo del Parlamento''. Quirinale: la Presidenza della Repubblica non entra nel merito di formulazioni né è partecipe di contatti. Svolta Pdl: "Sarà rivisto il limite dei 75 giorni e la norma sugli 007" .
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Roma, 8 giu. (Adnkronos/Ign) - Dopo giorni di polemiche l'ufficio di presidenza del Pdl ha dato il via libera oggi all'unanimità alla relazione del Guardasigilli Angelino Alfano sul ddl intercettazioni. Il provvedimento, che secondo le previsioni sarà approvato entro luglio, è stato 'blindato': il testo che uscirà dal Senato sarà quello che la Camera approverà.

Tra le misure, secondo quanto stabilisce l'emendamento del relatore Roberto Centaro (Pdl), restano le multe a carico degli editori in caso di pubblicazione di contenuti di intercettazioni destinati alla distruzione. La somma da pagare nel caso di pubblicazione di testi va da 25.800 a 464.700 delle intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione. A quanto si apprende dovrebbero essere circa 40 gli emendamenti che saranno presentati.

Idv e Pd hanno abbandonato oggi i lavori della commissione Giustizia dove si esaminano gli emendamenti al ddl. La protesta deriva dal fatto che le modifiche all'esame dei senatori, in realtà, sarebbero già superate dai nuovi emendamenti depositati dal relatore.

Intanto, riprenderà domani alle 15 l'esame del ddl in aula al Senato, ha fatto sapere il presidente del Senato Renato Schifani, rinviando, ai sensi del Regolamento, gli emendamenti presentati per l'aula dal relatore Centaro, in commissione Giustizia e fissando per le 21 il termine per i subemendamenti.

Soddisfatto del nuovo testo del ddl il presidente della Camera Gianfranco Fini che osserva: ''va ad onore di Berlusconi essersi astenuto sul ddl intercettazioni perché a suo avviso non manterrebbe in toto gli impegni presi con gli elettori in materia di tutela della privacy''. ''La nuova formulazione del ddl - aggiunge però - fa sì che esso di certo non contrasti'' con gli impegni presi ''in materia di lotta alla criminalità e di difesa della legalità''.

Da parte sua il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha spiegato dall'assemblea della Federalberghi: "Il nostro programma elettorale è un contratto ma non abbiamo adempiuto tutte le promesse''. ''Le lobby di magistrati e giornalisti hanno impedito che potessimo arrivare ad un testo" che fosse al 100% aderente al programma della maggioranza, ha dichiarato.

Il premier ha poi annunciato che il ddl è "vincolante per i nostri senatori e deputati: il testo che uscirà dal Senato - ha confermato - sarà lo stesso che sarà votato dalla Camera". Rivendicando il fatto che la legge ridurrà a 75 giorni la durata possibile delle intercettazioni , Berlusconi si è anche concesso una battuta: "Finora se avevi 15 fidanzate finivano tutte intercettate..." per un tempo indeterminato.

Il premier ha però ricordato che ci sarà la possibilità di proroga delle intercettazioni di 48 ore mentre "viene ridotta la possibilità di fuga di notizie con pesanti sanzioni penali e inoltre sarà proibita la pubblicazione sulla stampa del contenuto delle intercettazioni, che poi - ha detto Berlusconi - come sapete si possono anche cambiare, basta tagliare una frase per arrivare addirittura a capovolgere il suo senso". In ogni caso nessuna minaccia alla libertà di stampa perché "i giornali potranno dire 'grazie alle intercettazioni si è scoperto che...'" ma non potranno pubblicare le intercettazioni.

Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha chiarito invece che riguardo al ''cosiddetto 'emendamento Ghedini', si sta pensando di allungare il termine di proroga delle intercettazioni dalle 48 alle 72 ore''. Mentre Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl a Montecitorio ha rimarcato che ''la minoranza dovrà uniformarsi al voto della maggioranza''.

Critiche arrivano però dall'opposizione. "Bisogna capire cosa hanno deciso a palazzo Grazioli" che "non è un ramo del Parlamento - nota Massimo D'Alema -. Purtroppo si passa da un vertice di maggioranza all'altro in qualche modo espropriando le istituzioni del loro compito costituzionale".

"Non tira una grande aria di modifiche sostanziali. Senza averli ancora letti, credo che il nostro giudizio negativo rimarrà - rimarca il segretario Pd Pier Luigi Bersani - "Bontà loro se ci fanno vedere questi emendamenti, una dozzina, spero che la commissione al Senato possa valutarli" e comunque, taglia corto, questa "è una procedura irrituale".

Dura la reazione alla 'blindatura' del testo da parte di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama: ''Non so se a questo punto nella testa del presidente del Consiglio ci sia addirittura un voto di fiducia sulle intercettazioni - sottolinea -. Noi siamo qui e abbiamo intenzione di fare il nostro mestiere dentro al Parlamento''. Sulla stessa linea il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: "Non siamo alla Camera per 'timbrare' - tuona -: l'assemblea di Montecitorio deve avere un ruolo politico".

E dal Quirinale fanno sapere fonti del Quirinale che il Presidente della Repubblica segue con attenzione gli sviluppi del confronto in Parlamento sul disegno di legge in materia di intercettazioni, riservandosi di esaminarne l'esito solo quando il Capo dello Stato riceverà la legge per la promulgazione. Inoltre, sempre dal Quirinale si sottolinea che la Presidenza della Repubblica "non e' entrata e non entra nel merito di nessuna formulazione" e "non e' partecipe di alcun contatto del tipo di quelli che le sono state infondatamente attribuiti da alcuni giornali e agenzie di stampa".

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