Di Pietro: ''Legge criminogena, Napolitano tenga la schiena dritta''
Intercettazioni, da lunedì in aula al Senato.
ultimo aggiornamento: 25 maggio, ore 21:04
Roma - (Adnkronos/Ign) - Non esclusa la fiducia. Le opposizioni insorgono. Nella notte il via libera al ddl in commissione Giustizia. Schifani: ''Evitare legge che sia interpretata come bavaglio''. I vescovi: ''Salvaguardare gli interessi di tutti''. 'Metti meno cemento e più sabbia', ecco le telefonate dei boss dell'ecomafia. Scalfaro: "La Consulta boccerà quelle norme"
Roma, 25 mag. (Adnkronos/Ign) - Il ddl sulle intercettazioni sarà all'esame dell'aula del Senato dal pomeriggio di lunedì 31. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama, che ha deciso a maggioranza.
Le opposizioni denunciano però il contingentamento dei tempi e riferiscono che il governo non avrebbe escluso la possibilità di porre la questione di fiducia.
"Dopo le modifiche annunciate dal ministro Alfano, noi andremo in aula a discutere su un testo che è sostanzialmente carta straccia" dice Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, mentre ''probabilmente l'8 giugno il governo porrà la fiducia, visto che il ministro Vito non è stato in grado di escluderlo".
Sulla calendarizzazione c'è stata un'opera di mediazione del presidente del Senato, Renato Schifani, volta a cercare un punto di equilibrio tra maggioranza e opposizioni. A fronte di una richiesta da parte della maggioranza, in particolare del presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, affinché la discussione generale iniziasse in aula già da dopodomani, Schifani ha proposto una calendarizzazione più 'morbida' in modo da lasciare più tempo alle opposizioni per la presentazione degli emendamenti. "Confido che si possano trovare punti di convergenza, o quanto meno che si abbassi la tensione anche nei confronti della stampa e della comunicazione - ha detto più tardi ai cronisti - Vorrei evitare che dal Senato possa essere approvata una legge che venga interpretata, e non entro nel merito, come legge bavaglio nei confronti della comunicazione".
In un colloquio telefonico avuto stamattina con il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, in questi giorni in Spagna, Schifani ha voluto spiegare ai massimi esponenti del sindacato dei giornalisti il senso della decisione di portare lunedì prossimo in aula il disegno di legge sulle intercettazioni. Il segretario della Fnsi ha a sua volta ribadito a Schifani la posizione della Fnsi e i motivi di profondo allarme che questo provvedimento ha suscitato come si evince dal documento condiviso dai direttori presenti all'iniziativa di ieri in Fnsi.
Il sì al ddl da parte della commissione Giustizia di palazzo Madama è giunto nel cuore della notte. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha aperto alla possibilità di un recupero del testo licenziato dalla Camera, giudicato da più parti un buon punto di equilibrio.
Un'eventualità che piace ai 'finiani'. "Tornare all'equilibrio che fu trovato alla Camera - afferma Italo Bocchino - è l'unica strada per evitare che si dia vita a una brutta legge con il rischio di essere addirittura incostituzionale. Prevedere la possibilità per la stampa di riassumere le inchieste ed evitare le maximulte agli editori consentiranno il varo di una buona riforma''.
Oggi sul tema delle intercettazioni si è svolta a Palazzo Madama una riunione di maggioranza con il Guardasigilli Alfano. ''Verranno presentati emendamenti per modificare, in vista dell'esame dell'Aula, il testo uscito dalla commissione - spiega una nota dell'Ufficio stampa del Pdl al Senato - L'obiettivo è quello di ripristinare la parte della legge che riguarda le modalità di pubblicazione di atti giudiziari''.
''Ovviamente - prosegue la nota - la maggioranza intende portare all'esame dell'Aula, come più volte annunciato, un provvedimento che ha iniziato il suo iter parlamentare ben due anni fa. E' tempo, quindi, che questo provvedimento venga esaminato e approvato. Le ulteriori modifiche che saranno apportate - conclude la nota - tengono nel debito conto il dibattito che si è svolto in questi giorni nel Parlamento e nel paese''.
Ma le opposizioni promettono battaglia. Antonio Di Pietro parla di ''ennesima legge criminogena che questo governo e la sua maggioranza parlamentare si accingono a portare avanti". "Senza che ogni volta sembri un'offesa di lesa maestà - dice il leader dell'Italia dei valori - saremo molto attenti a vedere come si comporterà il Capo dello Stato in relazione a questo provvedimento. Non lo vogliamo tirare per la giacchetta, non vogliamo renderlo corresponsabile, ma certamente ci aspettiamo da cittadini in difesa della Costituzione e dell'articolo 21 che il Capo dello Stato tenga la schiena dritta, mai come in questo momento che ce n'è bisogno".
L'unico emendamento che presenterà l'Idv sarà per l'abrogazione completa del testo, perché "ogni tentativo che una parte dell'opposizione si accinge a fare di emendare in qualche modo questo provvedimento si presta a fungere da giustificazione, da contorno, da corollario". Inoltre, una volta che il testo dovesse diventare legge, il partito promuoverà un referendum.
Anche nella stessa maggioranza c'è chi continua a manifestare perplessità. Il parlamentare del Pdl Giancarlo Lenher avverte: il ddl sulle intercettazioni può rivelarsi per il Pdl una sorta di "suicidio" politico. "Illo tempore - ricorda infatti Lenher - agli albori del famigerato ddl, in commissione Giustizia spiegai, invano, che nessun governo al mondo poteva mettersi contro l'intera informazione e tantomeno il Popolo della libertà. Parlai, anzi, di suicidio politico premeditato. Aggiunsi che limitazioni e sanzioni dovevano essere semmai rivolte alla fonte, cioè alle procure, dalle quali esce di tutto e di più".
Mentre da Washington il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è tornato ad assicurare che "nessuna legge italiana indebolirà la lotta al terrorismo e la lotta alla mafia e alla grande criminalità".
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| Pires Portugal ha scritto (26/05/2010 - ore 07:10) | segnala un abuso |
| Concordo con punizione economiche anche astronomiche per risarcire danni ingiusti, illegale e immorali ma non con la galera che punisce contribuenti... ************************************** | |
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