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''Una soluzione che non potrebbe essere soggetta a censure''

Internet, proposta Pdl: 12 anni di carcere per chi istiga alla violenza sul web

ultimo aggiornamento: 04 luglio, ore 17:42
Roma - (Adnkronos) - Il primo firmatario della proposta di 54 senatori del Pdl è Raffaele Lauro: ''Arginare il pericoloso, diffuso fenomeno di coloro che inneggiano alla violenza sulle persone, specialmente attraverso interventi mediatici o telematici"
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Roma, 4 lug. (Adnkronos) - Mano pesante contro chi istiga alla violenza utilizzando il web. A chiederlo sono 54 senatori del Pdl con il ddl che vede come primo firmatario Raffaele Lauro e che prevede il carcere da 3 a 12 anni per chi, comunicando con più persone in qualsiasi forma, istiga a commettere i reati puniti dall'articolo 593 del Codice penale.

La proposta prevede un'aggravante: "Se il fatto è commesso avvalendosi dei mezzi di comunicazione telefonica o telematica - si legge nell'articolato del ddl - la pena è aumentata".

Gli articoli 115 e 414 del Codice penale, spiega Lauro, non sono 'aggiornati' rispetto alle potenzialità espresse dalla rete: "Appare dunque di tutta evidenza - sottolinea - la necessità di intervenire per via legislativa prevedendo un'incriminazione finalizzata ad arginare il pericoloso, diffuso fenomeno di coloro che inneggiano alla violenza sulle persone, specialmente attraverso interventi mediatici o telematici". "E' necessario - prosegue Lauro - introdurre una fattispecie penale che punisca il comportamento di chi, tramite discorsi, espressioni, scritti, interventi, utilizzando internet o i social network, o tramite altri mezzi mediatici o informatici, istighi a commettere un delitto contro la vita e l'incolumità individuale o fa apologia degli stessi delitti".

La fattispecie di reato che i senatori del Pdl vogliono introdurre nel Codice penale è modellata, spiega Lauro, sull'articolo 303 (Pubblica istigazione e apologia), che però riguarda solo i delitti contro personalità internazionali e dello Stato. "Una soluzione di questo tipo - sottolinea l'esponente del centrodestra - non potrebbe essere soggetta a censure connesse alla possibile lesione al diritto alla libertà di manifestazione del pensiero sancita dall'articolo 21 della Costituzione: se così fosse, non potrebbe considerarsi costituzionalmente compatibile neanche la fattispecie prevista dall'articolo 303 del Codice penale, che punisce l'istigazione a commettere un delitto meno grave rispetto a quelli contro la vita e l'incolumità delle persone".

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ugc
gumass ha scritto (06/07/2010 - ore 22:09) segnala un abuso
ugc
non serve la censura per risparmiarsi le botte... basterebbe essere onesti ed aver voglia di lavorare come fa chi mantiene il sistema...
ugc
ugc
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