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''Tensione tra le istituzioni rischia di alterare l'equilibrio tra i poteri dello Stato"

L'Anm, è stato di agitazione. Alfano: ''Guerra preventiva''. Palamara: ''Difendiamo la Costituzione''

ultimo aggiornamento: 17 ottobre, ore 20:28
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'Associazione Nazionale Magistrati: ''No a riforme contro indipendenza magistrati'''. Il sindacato delle toghe sul caso Mesiano: ''Vergognoso che sia stato spiato ed inseguito''. D'Alema: ''Programma scontro sulla Carta è irresponsabile''. Mediaset: ''Non accettiamo bacchettate'' (VIDEO).
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Roma, 17 ott. (Adnkronos/Ign) - L'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) "ribadisce la propria netta contrarietà a riforme che non servono a migliorare il sistema giudiziario nell'interesse dei cittadini, ma solo a ridurre il ruolo di controllo della legalità da parte di una magistratura indipendente".

Pertanto l'Anm "proclama lo stato di agitazione e delibera la convocazione di assemblee in ogni distretto aperte a tutti i magistrati per la valutazione delle iniziative da intraprendere, nessuna esclusa". Questi i principali contenuti del documento approvato oggi, all'unanimità, dal Comitato direttivo centrale dell'Anm, che ha poi riservato alla prossima riunione del comitato stesso la programmazione delle iniziative decise.

Nel documento l'Anm esprime "viva preoccupazione per il clima di costante tensione che attraversa il Paese e che oggi ha coinvolto anche le massime autorità di garanzia, con il rischio di alterare il delicato equilibrio tra i poteri dello Stato. La decisione della Corte Costituzionale sulla legge in materia di sospensione dei processi per le alte cariche dello Stato ha rappresentato una nuova occasione per gli ennesimi attacchi ed invettive nei confronti della magistratura e dei singoli giudici, che in ragione delle loro decisioni giudiziarie, sono stati impropriamente trascinati sul terreno della contrapposizione politica e accusati di 'disegni eversivi'".

"Appare stupefacente e vergognoso - sottolinea poi l'Anm - che il giudice Raimondo Mesiano, reo unicamente di aver pronunciato una condanna della Fininvest al pagamento di una somma di danaro in una controversia civile, venga spiato ed inseguito dalla rete televisiva di tale gruppo mentre compie le proprie attività quotidiane, che riguardano esclusivamente la sua intimità, al fine di denigrare e svilire la sua persona, anche attraverso il riferimento ad asserite conversazioni private del medesimo magistrato. L'Anm è ferma nel respingere con sdegno e indignazione tali condotte intimidatorie nei confronti dei magistrati con la finalità surrettizia di orientarne le decisioni".

"Ancora una volta, a fronte di sentenze sgradite, il governo minaccia riforme 'punitive' nei confronti dei magistrati", accusa poi l'Anm che, nel dettaglio, "ribadisce la propria netta contrarietà a riforme che non servono a migliorare il sistema giudiziario nell'interesse dei cittadini, ma solo a ridurre il ruolo di controllo della legalità da parte di una magistratura indipendente", conferma di essere contraria "alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, in quanto l'unità dell'ordine giudiziario è in Italia garanzia della indipendenza dei magistrati del pubblico ministero e di legalità della fase investigativa".

"Siamo contrari - aggiunge l'Anm - alle ventilate riforme su composizione, poteri e modalità di elezione del Consiglio Superiore della Magistratura, che siano in palese contrasto con il chiaro dettato dell'articolo 104 della Costituzione, sì da umiliare la magistratura italiana e svilire il ruolo assegnato dalla Costituzione al Csm. Ribadiamo, inoltre, la netta contrarietà dell'Anm ai progetti di riforma in materia di intercettazioni telefoniche e di processo penale che, se approvati, renderebbero estremamente difficile il contrasto alle diverse forme di criminalita' con gravi danni per la sicurezza dei cittadini".

"L'Associazione Nazionale Magistrati vuole, invece, una riforma della giustizia che assicuri un processo giusto in tempi ragionevoli. E a questo fine è disponibile - sottolinea - al confronto anche su ciò che coinvolge la nostra responsabilità in tema di organizzazione degli uffici, di professionalità e di funzionamento del sistema di autogoverno".

Il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini all'ADNKRONOS' si dice ''d'accordo con quanto affermato questa mattina dal vicepresidente del Csm Nicola Mancino'', che nel corso di un convegno, sull'ipotesi di un doppio Csm ha evidenziato che ''non si può, perché uno dei due dovrebbe andare sotto al ministero della Giustizia, il che è assurdo. O si è giudici e si è indipendenti, oppure si è qualcos'altro e bisogna vedere che cos'è questo qualcos'altro". "Difenderemo ad oltranza i valori della Costituzione", aggiunge Cascini, unendosi a quanto detto dal presidente dell'Anm Luca Palamara, dopo la riunione di questa mattina del parlamentino delle toghe.

In serata il Guardasigilli Angelino Alfano definisce ''inspiegabile e pretestuosa'' la dichiarazione dello stato di agitazione proclamato dal sindacato delle toghe. Una decisione che per il ministro della Giustizia ''ha tutto il sapore di una guerra preventiva alle riforme'' e viene ''da chi ogni giorno chiede il rispetto per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura mentre evidentemente non porta affatto rispetto per l'autonomia e l'indipendenza del Parlamento e neanche all'incontestabile diritto-dovere di chi ha vinto le elezioni di realizzare il proprio programma di governo''.

''Non è il momento delle polemiche. Oggi la magistratura si e' riunita e riconosciuta intorno alla difesa dei valori costituzionali. La riforma che noi chiediamo e' quella che chiedono tutti i cittadini: no quindi a tutto cio' che puo' mettere in discussione l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, si' a tutto cio' che puo' servire a velocizzare i processi'', sottolinea Luca Palamara, presidente dell'Anm all'ADNKRONOS, riferendosi alle dichiarazioni del ministro della Giustizia.

''Arrivare ad avere processi più celeri, velocizzare il settore penale, il settore civile e l'organizzazione. Questa - rileva il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati - è la richiesta che giunge dalla gente, questa e' la riforma della Giustizia che la cittadinanza attende''.

''Abbiamo voluto dare un segnale forte - continua Palamara - di come la magistratura vuole contribuire realmente al rinnovamento del processo, nell'interesse dei cittadini, assumendo un ruolo di responsabilità''.

Ieri da Sofia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva dichiarato di "voler prendere il toro per le corna", auspicando una riforma costituzionale per contrastare il potere della casta dei magistrati, spesso, a suo parere, orientati su sentenze 'politiche'.

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ugc
marcus ha scritto (17/10/2009 - ore 21:56) segnala un abuso
ugc
Palamara non difende la costituzione ma difende gli interessi della sua categoria cioè degli intoccabili magistrati della repubblica italiana perciò la smetta di dire queste fesserie della difesa della costituzione.
ugc
ugc
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