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L'intervista nel libro 'Donne di cuori' in uscita il 6 novembre

La stoccata di Fini: "Il Cavaliere? Confonde leadership e monarchia"

Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini (Adnkronos)Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 03 novembre, ore 18:55
Roma - (Adnkronos) - Il presidente della Camera chiarisce: "Riconosco la sua leadership, ma bisogna mettersi d'accordo su che cosa s'intenda per essa". E sul Pdl dice: "Nessuna corrente finiana, mi sarei tenuto stretta Alleanza nazionale". Il premier a Vespa: "Nessuno mi può ricattare". E chiede il rinvio del processo Mediaset. A Bersani dice: "Cambiate registro e facciamo insieme le riforme"
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Roma, 3 nov. (Adnkronos) - Gianfranco Fini riconosce la leadership di Berlusconi? ''Certo che la riconosco. Non e' stato Berlusconi l'artefice della lunga transizione italiana? Ma bisogna mettersi d'accordo su che cosa s'intenda per leadership. Se la intendiamo come la intendono quasi tutti i vocabolari politici, non c'e' nessuna discussione. Se la si intende, invece, come monarchia assoluta, allora no. E talvolta accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta''. Cosi' il presidente della Camera risponde a Bruno Vespa nel libro 'Donne di cuori', in uscita il 6 novembre.

Nel trasmettere l'anticipazione, Vespa ricorda che questa parte del colloquio con Fini e' avvenuta prima del chiarimento di fine ottobre con il presidente del Consiglio. Quanto al dopo Berlusconi ''se ne parlera' quando arrivera''', replica Fini. E sul suo futuro dice: ''Che cosa voglio fare da grande? Invecchiare...''.

Parlando poi del Pdl, Fini racconta: ''Ho contribuito a fondare questo partito e ci mancherebbe che non mi considerassi un militante. Oggi, pero', la passione politica della militanza non sta soltanto nel ribadire gli elementi identitari, ma nel definire con uguale passione qualche prima, sommaria risposta a problemi globali che non si possono archiviare come se non esistessero solo perche' sono complessi o non ancora manifestatisi in tutta la loro dimensione''.

Al giornalista che segnala un 'distacco emotivo' di una parte degli aennini nel Pdl nei confronti di Fini, il presidente della Camera replica: ''Se consulta l'applausometro, ha ragione. Ma e' uno strumento di rilevazione inesatto. Se cerchi di strappare l'applauso con un ragionamento, trovi un terreno molto piu' impervio rispetto a chi ha una parola d'ordine netta e gratificante''. Colonnelli di Fini oggi colonnelli di Berlusconi? ''E meno male che c'e' stata una certa scomposizione del rapporto 70-30 tra Forza Italia e Alleanza nazionale, altrimenti avremmo fatto una confederazione, non un partito. Il Pdl non avrebbe senso se non fosse un mare vasto in cui elementi di aggregazione e di dissenso vanno oltre le vecchie appartenenze di partito. Questo aspetto, francamente, e' quello che mi da' minori motivi di riflessione''.

Nel Pdl, chiede Vespa, esiste una corrente finiana? ''Se ragionassi con questa logica, mi sarei tenuta stretta Alleanza nazionale. Le correnti avevano senso quando servivano a gestire fette di potere, o comunque in partiti di carattere ideologico. Come si fa oggi a portare una logica di corrente dentro un partito 'liquido', per usare un termine caro a Zygmunt Bauman?''.

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