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L'affondo firmato dal direttore della testata on line Filippo Rossi

Farefuturo: ''Il berlusconismo? Dossieraggio, editti e ricatti''. Ma Fli si dissocia

Silvio Berlusconi (Adnkronos)  Silvio Berlusconi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 19 agosto, ore 20:28
Roma - (Adnkronos/Ign) - Dura analisi della Fondazione finiana: “Nessuno ci potrà più convincere del contrario: ormai è una questione di democrazia e libertà”. E aggiunge: “Vergogna e senso di colpa per non aver capito prima”. La replica del Pdl: ''Così cala il sipario sulla verifica parlamentare''. Futuro e libertà prende le distanze: ''Non detta la nostra linea''. Vertice del Pdl, domani la resa dei conti.
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Roma, 19 ago. (Adnkronos/Ign) - ''Il berlusconismo coincide con il dossieraggio, i ricatti, gli editti''. E’ l’affondo, con tanto di ''vergogna'' e ''senso di colpa'' per ''non aver capito prima'', di FareFuturo, la Fondazione vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini che, in un articolo sul suo sito web, fa un’analisi impietosa firmata dal direttore Filippo Rossi.

"Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali", scrive Rossi. "Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l'avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci".

"E, purtroppo – prosegue il direttore di ‘Ffwebmagazine' - il pensiero corre agli eventi passati, all'editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima"?

"Non c'è una risposta - scrive Rossi - che non contempli un pizzico di vergogna. Una vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore. Eravamo convinti che tutto fosse un semplice dibattito politico. Sbagliavamo. E' molto, molto di più".

"E' una questione di civiltà. Di democrazia. E di libertà. Questioni forse più grandi di noi, che impongono una scelta difficile. Intendiamoci - prosegue - tutto questo poi non impedisce la 'politica', non impedisce di assumersi la responsabilità di trovare accordi per governare il paese. Si parla d'altro. Si parla di qualcosa di più".

"Perché quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi, tra documenti di espulsione e attacchi sguaiati alle istituzioni che sembrano concepite come proprietà privata e non come bene pubblico, relazioni internazionali di dubbio gusto e killeraggi mediatici, per non parlare delle questioni etiche trasformate in propaganda di partito, ecco, tutto questo dimostra che c'è una distanza culturale prima di tutto. E che la scelta, a questo punto - conclude Rossi - è se stare o meno dalla parte di una politica che si possa dire davvero laica e liberale".

''Un editoriale che si commenta da sé'', replica dal Pdl il portavoce Daniele Capezzone. ''Nelle stesse ore in cui alcuni esponenti finiani si dicevano protesi alla ricerca di un accordo, giunge questo intervento".

"Ma ormai - continua Capezzone - gli italiani hanno capito tutto, ed è sufficiente fare un giro in strada per verificarlo: da una parte c'è chi, come il premier, ha agito, agisce e continuerà ad agire in modo responsabile, nell'interesse del Paese. Dall'altra c'è chi 'contribuisce', si fa per dire, alla discussione tenendo un fiammifero acceso in una mano e una tanica di benzina nell'altra".

E' evidente, afferma il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli, che l'articolo ''è stato scritto per far calare il sipario sulla verifica parlamentare prima ancora di aprirla''.

In serata, però, arriva la netta presa di distanza dall'articolo di Rossi da parte di Futuro e libertà. "E' fuorviante e strumentale alimentare la polemica a partire da editoriali sicuramente fuori misura e che non impegnano i gruppi parlamentari e che in ogni caso non rappresentano né dettano la linea politica che intendiamo seguire", precisano in un comunicato congiunto i presidenti dei gruppi di Futuro e libertà per l'Italia alla Camera e al Senato, Italo Bocchino e Pasquale Viespoli.

"Dovrebbe essere ovvio - proseguono i capigruppo - ma è opportuno precisarlo, soprattutto quando ci si trova di fronte a professionisti del 'pretesto', che anziché affrontare l'impegno duro del confronto sulle tesi e sui problemi, preferiscono utilizzare libere e personali riflessioni intellettuali per motivare e giustificare l'unilaterale volontà di rottura".

Prende le distanze dall'articolo anche il coordinatore di Futuro e libertà per l'Italia Silvano Moffa. "Mi dissocio totalmente da quanto scritto oggi da 'Ffwebmagazine' di FareFuturo - afferma Moffa all'Adnkronos - Trovo assolutamente sbagliato ridurre il confronto, pur aspro e difficile, ad una sorta di pentimento tardivo rispetto alla scelta fatta a suo tempo nel mettere in piedi il Pdl". Moffa, quindi, si appella al "senso di responsabilità che bisognerebbe avere in una fase difficile e complessa" Da qui l'augurio ''che si faccia ricorso al senso del bene comune e a quell'equilibrio necessario per rilanciare un reale progetto riformista nel nostro Paese".

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