News > Politica > Lavitola: "Sono pronto a tornare in Italia. Andrò dai magistrati e risponderò su tutto"
"So che questo significa entrare in carcere. Mi preparo al peggio"
Valter Lavitola
Lavitola: "Sono pronto a tornare in Italia. Andrò dai magistrati e risponderò su tutto"
Valter Lavitola
ultimo aggiornamento: 27 dicembre, ore 18:36
Roma - (Adnkronos) - Il giornalista, uomo chiave del cosiddetto caso Tarantini, è intenzionato a preparare un video sulla vicenda che lo vede coinvolto: "Sarà basato su analisi e documenti necessari a dimostrare la verità"
Roma, 27 dic. (Adnkronos) - "Trascorrerò il fine anno con mio figlio e mia moglie. Non sono certo in vena di feste. Non potrò muovermi dall'Italia per un bel po'. Quindi sto cercando di pianificare il mio lavoro per molti mesi a venire". Lo afferma in un comunicato Valter Lavitola, che annuncia di essersi convinto della necessità che "io rientri in Italia per chiarire le vicende che mi vedono indagato".
"Chi lavora nella pesca e nel commercio ittico -scrive nella nota- conosce le variabili e i rischi che, se non gestiti, possono determinare veri disastri. Purtroppo 'le mie floride disponibilità economiche', non mi consentiranno di vivere di rendita. Prima c'era anche lo stipendio del giornale, speravo in un incarico da parlamentare e stavo avviando un promettente rapporto con Finmeccanica. E' necessario che mi rimanga qualcosa di cui vivere quando questa storia sarà finita".
"La linea difensiva -precisa- non necessita di video e settimane di preparazione. Ai magistrati parlerò di persona e non ci vorrà molto a chiarire tutto. Mi sono convinto che non avrei dovuto fare neppure le uscite pubbliche che ho fatto. Risponderò su tutto. In questi mesi non ho inteso beffare nessuno ne tantomeno inviare messaggi. Ho solo cercato di far si che quando tutto sarà finito abbia di che vivere".
"Il mio primo istinto -prosegue Lavitola- già a fine agosto era di rientrare e chiarire. Certamente però, dopo mesi di assenza, il mio lavoro sarebbe andato a gambe all'aria (quando il gatto non c'è....). Sto pensando ad un video su tutta la vicenda, basato su analisi e documenti necessari a dimostrare la verità, sulle tante stupidate folcloristiche venute fuori in questi mesi sul mio conto".
"Questo -continua- potrebbe essere utile, solo dopo aver parlato con i magistrati e dopo che sarà tutto finito. Proseguendo con inutili "proclami" renderei più complesso il lavoro dei magistrati e del mio avvocato. Quindi l'accertamento della verità. Una preziosa amica, purtroppo conosciuta da troppo poco, mi ha fatto riflettere".
"Mi sono convinto -conclude- che è necessario che io rientri in Italia per chiarire le vicende che mi vedono indagato. E' chiaro che questo significa entrare in carcere. Non so per quanto, ma mi preparo al peggio".
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