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''Necessario intensificare la pressione per far partire l'iniziativa politica''

Libia, Frattini: ''Stop raid in 3-4 settimane'' Nato: ''Avanti fino a raggiungere obiettivi''

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 06 maggio, ore 19:07
Palermo - (Adnkronos/Ign) - La vice portavoce dell'Alleanza atlantica: ''Tutti vogliamo che la missione finisca il più presto possibile''. Riunione del gruppo di contatto, Mosca critica: ''Agisce come fosse Consiglio Onu''. Parigi espelle 14 diplomatici di Tripoli


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Palermo, 6 mag. (Adnkronos/Ign) - Il problema della guerra in Libia "non è la scadenza ma è come lavorare perché cessino le azioni di protezione militare il più presto possibile. Ci sono ipotesi ottimistiche di pochi giorni e ipotesi più realistiche di tre o quattro settimane". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine delle Giornate di studio del Ppe in corso a Palermo. "Certamente è necessario intensificare la pressione per potere far partire l'iniziativa politica - ha aggiunto - questo è l'esito della riunione di ieri che è stata molto importante".

Il titolare della Farnesina è poi nuovamente intervenuto a margine della firma di un accordo con la Fondazione Cini di Venezia. L'ipotesi di un cessate il fuoco in Libia ''è una proposta molto ambiziosa della Turchia - ha detto Frattini - Io credo che si possa parlare di poche settimane ragionevolmente perché il cerchio si stringe, l'isolamento internazionale è ormai completo e la pressione di tutta la comunità internazionale dovrà indurre, io spero molto presto, ad accettare un cessate il fuoco reale'', ha spiegato.

"Tutti vogliamo che la missione in Libia finisca il più presto possibile, come ha ripetuto anche ieri il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen" ha detto all'ADNKRONOS la vice portavoce dell'Alleanza atlantica, Carmen Romero, a proposito delle previsioni fatte oggi dal titolare della Farnesina.

"I nostri obiettivi sono tre - ha ricordato la portavoce da Bruxelles - la fine degli attacchi contro i civili, il ritiro delle forze di Gheddafi nelle caserme e il libero accesso agli aiuti umanitari. La missione continuerà fino a quando non saranno stati raggiunti questi tre obiettivi". Ovviamente "tutti vogliamo che questo avvenga al più presto - ha sottolineato ancora - e che ci sia una soluzione politica" alla crisi in Libia.

Intanto, il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov ha accusato il Gruppo di Contatto sulla Libia, che si è riunito ieri a Roma, di volersi sostituire al Consiglio di Sicurezza e di essersi schierato con una delle parti in conflitto, mentre la risoluzione Onu esorta soltanto alla protezione dei civili. "Il Gruppo non dovrebbe cercare di sostituirsi al Consiglio di Sicurezza, e non dovrebbe schierarsi - ha detto Lavrov, citato dall'agenzia stampa Interfax - non ricordo che il Consiglio di Sicurezza abbia delegato i suoi poteri".

Lavrov ha commentato i lavori del Gruppo di contatto, dopo aver incontrato a Mosca il collega cinese Yang Jiechi. Il capo della diplomazia di Pechino ha dal canto suo parlato di "situazione che preoccupa fortemente Cina e Russia" con "gravi rischi di destabilizzazione globale". In Libia, ha aggiunto, "il compito numero uno è giungere ad un immediato cessate il fuoco da tutte le parti, evitare il peggioramento della situazione e una più ampia catastrofe umanitaria".


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