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Prof. Baggio: ''Gli errori segno di un pressappochismo di un ceto politico abituato ad aggiustare tutto con favori personali''

Liste regionali, mons. Mogavero: ''Grande scorrettezza cambiare ora le regole del gioco''

ultimo aggiornamento: 07 marzo, ore 16:33
Città del Vaticano - (Adnkronos/Ign) - Il responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici: ''Se la democrazia dovesse essere diretta dall'arbitrio di qualcuno mancherebbe la certezza del diritto''. Portavoce Cei: ''Questione tecnica, su decreto non ci siamo espressi''. Di Pietro: ''Ipocrita lasciare fuori le responsabilità del Quirinale''. Berlusconi: ''Sinistra sa solo insultare''. Napolitano: ''Bisognava garantire la piena partecipazione al voto''. Opposizione in piazza (VIDEO). Tar riammette la lista Formigoni. Impazza su YouTube parodia di 'We are the...' per la Polverini (VIDEO)
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Città del Vaticano, 7 mar. (Adnkronos/Ign) - ''Cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto''. E' quanto ha detto mons. Domenico Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici, ai microfoni della Radio Vaticana, in merito ai problemi verificatisi con la presentazione delle liste del Pdl in Lazio e in Lombardia.

''La democrazia - ha detto il vescovo - è una realtà fragile che ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da norme, da regole, altrimenti non riusciamo più a orientarci'', se invece ''dovesse essere diretta dall'arbitrio di qualcuno o se dovesse essere improvvisata ogni giorno mancherebbe la certezza del diritto, dei rapporti e delle prospettive''.

E ancora in merito ai problemi sorti in questi giorni ha osservato: ''Non credo che in democrazia si possa fare una distinzione fra ciò che sono le regole e quello che è il bene sostanziale, le regole non sono un aspetto accidentale del vivere insieme, ma quelle che dettano il binario attraverso cui incamminarci''. ''La definizione giusta - ha detto mons. Mogavero - è quella data dal presidente della Repubblica quando ha parlato di un grandissimo pasticcio''.

''Le regole - ha detto ancora il vescovo di Mazara del Vallo - sono a garanzia e a tutela di tutti. A questo punto si legittima ogni intervento arbitrario con la motivazione che ragioni più o meno intrinseche o pertinenti mettono un gioco un valore, il valore della partecipazione oggi, e domani un altro valore''. ''Ci sono state leggerezze, manchevolezze, approssimazioni - ha rilevato mons. Mogavero - nell'affrontare il gioco democratico che non sono a favore di nessuno, forse siamo impreparati a una democrazia sostanziale''.

Ancora, sullo stesso tema, è intervenuto il prof. Antonio Maria Baggio, focolarino, docente di Filosofia Politica all'Università Sophia di Loppiano, in provincia di Firenze: ''Errori nella presentazione delle liste ci sono sempre stati. Certo quando diventano macroscopici ci si deve porre delle domande''. "Chi fa vita di partito - ha detto - sa che la presentazione delle liste è il momento più importante che viene seguito con attenzione maniacale. Che si facciano errori è segno di un pressappochismo di un ceto politico che sembra essere abituato a poter aggiustare tutto con favori personali o poca trasparenza''.

''Allora che non ci sia più abitudine alla legalità è cosa preoccupante - ha aggiunto il professore - perché questa disabitudine non colpisce solo la vita interna dei partiti, ma diventa lesiva dei diritti civili e politici di tutti quanti i cittadini''. ''Fenomeni - ha detto ancora il prof. Baggio - che si producono quando i politici diventano casta, cioè quando si organizzano in un modo loro di essere, come categoria separata dalla società. Il modo in cui ormai vengono scelti non è più in base alla cittadinanza. C'è un limite della sovranità perché i politici si scelgono da soli''. ''Il problema - ha spiegato il docente alla Radio Vaticana - è nella legge elettorale che consente ai partiti, associazioni private a norma di Costituzione, di completare le liste e di decidere la composizione dell'organo legislativo, una mostruosità dal punto di vista giuridico e democratico''.

Domenico Pompili, portavoce della Cei, in giornata ha poi precisato che ''le questioni di procedura elettorale hanno natura squisitamente tecnico-giuridica ed hanno assunto nelle vicende degli ultimi giorni ricadute di tipo politico e istituzionale. Considerata questa connotazione la Cei non ha espresso e non ritiene di dover esprimere valutazioni al riguardo''.

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ugc
zeru_tituli ha scritto (07/03/2010 - ore 20:12) segnala un abuso
ugc
"la Cei non ha espresso e non ritiene di dover esprimere valutazioni al riguardo": questa è la dichiarazione del portavoce ufficiale della CEI in merito al dl interpretativo del governo . Invece nel TG3 di domenica sera 7 marzo il titolo riporta le espressioni negative contro il dl interpretativo del vescovo Mogadero come il commento della CEI. Per un titolo che prevedeva l'assoluzione di Mills invece della prescrizione il sindacato dei giornalisti ha messo sotto accusa il direttore del TG1 Minzolini per informazione non veritiera.Se il sindacato fosse coerente dovrebbe agire nella stessa maniera anche con il direttore del TG3.Ma sappiamo benissimo che ciò non avverrà in quanto si usano due pesi e due misure secondo la simpatia politica.
ugc
ugc
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