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"Casi del genere nella Prima Repubblica non si sono mai verificati, il caso di Pertini diverso"

Maccanico: "Cerino in mano a Berlusconi. Se apre crisi nessuna certezza di elezioni"

ultimo aggiornamento: 31 luglio, ore 12:31
Roma - (Adnkronos) - Il segretario generale del Quirinale commenta con l'Adnkronos la situazione politica attuale dopo lo strappo tra Fini e Berlusconi: "Napolitano ha il dovere di cercare una soluzione che scongiuri il ricorso alle urne subito". Il premier: ''Fini incompatibile con Pdl, no a partito nel partito''. Il presidente della Camera: illiberale, non lascio . Dall'opposizione, Bersani: ''Il governo non c'è più, pensiamo a transizione''
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Roma, 31 lug. (Adnkronos) - ''Oggi come oggi il cerino è in mano a Silvio Berlusconi. E' il primo ministro che deve decidere se accetta di andare avanti con i condizionamenti di questa nuova situazione parlamentare o se invece vuole aprire la crisi. Ma in questo caso non avrebbe alcuna certezza che si vada a elezioni''.Antonio Maccanico, repubblicano, gran commis di Stato, segretario generale del Quirinale, una vita tra le istituzioni e la politica, commenta con l'Adnkronos la situazione politica attuale. E mette in evidenza: ''Se si apre la crisi, il capo dello Stato ha il dovere costituzionale di cercare una soluzione di governo che scongiuri il ricorso alle urne subito. E' nei doveri del Presidente della Repubblica''.

Secondo Maccanico, ''proprio questo è il dilemma di Berlusconi: aprire la crisi o andare avanti, certo in modo condizionato dalla nuova situazione, visto che il gruppo di Fini ha detto chiaramente di essere leale e fedele al programma. Questo è il punto interrogativo che deve sciogliere il capo del governo''.

Maccanico non trova paralleli con il passato: ''Casi del genere nella Prima Repubblica non si sono mai verificati -dice chiaro- Si è richiamato l'episodio che vide Pertini protagonista, ma è sbagliato. Il clima era diverso, il contesto era diverso e la Camera comunque respinse le dimissioni all'unanimità, cosa che non credo si verificherebbe oggi. E poi, il caso Saragat. Non dimentichiamo che Saragat si dimise, sì, ma per andare a fare il segretario di un nuovo partito. Anche in questo caso, dunque, è tutto molto diverso''.

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