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Ieri l'intervento del ministro

Mancino a Brunetta: "La violenza verbale non aiuta il confronto tra istituzioni"

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ultimo aggiornamento: 29 settembre, ore 21:08
Roma - Il vicepresidente del Csm parla dopo le parole del ministro contro l'Anm. L'associazione dei magistrati: "Facile fare propaganda e non assumersi le responsabilità". Il leader dell'Idv Di Pietro: "Quel fannullone dovrebbe chiacchierare meno e verificare di più la situazione reale in cui sono costretti a lavorare". Alfano: "Dall'Anm una risposta esageratamente forte"
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Roma, 29 set. - (Adnkronos) - ''E' interesse comune che il rapporto fra politica e giustizia si svolga sul binario del dialogo e non della contrapposizione preconcetta. La veemenza e la violenza anche verbale non facilitano il confronto costruttivo che sempre deve caratterizzare il rapporto fra le istituzioni. Affermazioni sopra le righe possono solo ridurre ulteriormente il prestigio dello Stato, bene che va difeso soprattutto quando si hanno responsabilita' politiche ed istituzionali". Lo afferma il vicepresidente Nicola Mancino, dopo le accuse che il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ha rivolto all'Anm, definita un 'mostro' che con le sue correnti contamina l'organo di autogoverno della magistratura. ''Per quanto riguarda, poi, il tema delle correnti presenti nella magistratura - spiega Mancino - mentre occorre un impegno comune per sconfiggere ogni degenerazione, non si puo' certo definire tale il pluralismo all'interno della liberta' associativa, bene costituzionalmente garantito ai magistrati come ad ogni cittadino. Le correnti si giustificano solo come filoni culturali, vanno combattute quando tralignano, ma non si possono certo evitare per decreto legge''.

''E' piu' facile insultare e fare propaganda che assumersi la responsabilita' del proprio operato'' hanno invece replicato i vertici dell'Associazione nazionale magistrati alle parole del ministro. Il presidente dell'Anm Luca Palamara e il segretario generale Giuseppe Cascini sottolineano in una nota come ''un ministro della Repubblica, tanto piu' della pubblica amministrazione non puo' ignorare che l'organizzazione della giustizia e' attribuita dalla Costituzione al ministro della Giustizia e quindi al governo. Gli organici e la presenza del personale amministrativo -si spiega- sono decisi dal governo; lo scorso anno su proposta dello stesso ministro della Pubblica amministrazione, il governo ha tagliato drasticamente gli organici degli uffici giudiziari e recenti circolari del governo chiedono ai magistrati di non fissare udienze pomeridiane per l'impossibilita' di assicurare la presenza e la retribuzione del personale di cancelleria in orario straordinario''.

La nota conclude che non si puo' ignorare ''che tutto questo insieme alle leggi che sembrano fatte al solo scopo di impedire la celebrazione dei processi, e' la causa di una crisi gravissima del sistema giudiziario: crisi di cui sono vittime in primo luogo i cittadini, ma anche i magistrati e il personale amministrativo; e che quel 'mostro' dell'Anm si affanna da anni a denunciare, chiedendo ai governi interventi, misure e risorse''.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano elogia le parole di "sobrieta' e saggezza" di Mancino, ma si distanzia dalle reazioni dell'Anm: "Una risposta esageratamente forte" la definisce il Guardasigilli, che sottoilnea che Mancino parla per tutti.

Non usa mezzi termini Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, per commentare le parole del ministro: "Quel fannullone di Brunetta dovrebbe perdere meno tempo a chiacchierare e dedicare piu' tempo a verificare la situazione reale in cui sono costretti a lavorare i magistrati". "In particolare -aggiunge il leader dell'Italia dei Valori rivolgendosi a Brunetta- lo invito a recarsi negli uffici giudiziari, innanzitutto, a constatare che la maggior parte magistrati non hanno uffici, ne' scrivanie, ne' pc, ne' carta, ne' penne. Poi, se fosse meno fannullone, dovrebbe recarsi anche nelle case dei magistrati per verificare in che condizioni sono ridotte le loro scrivanie, piene di fascicoli e di documenti che devono portarsi a casa per scrivere sentenze ed esaminare i provvedimenti".

"Infine -prosegue l'ex pm- faccia un giro tra gli assistenti giudiziari, il personale amministrativo e il personale giudiziario, per verificare in che condizioni disumane e di carenza di personale sono costretti a dare il loro contributo per cercare di far funzionare la povera macchina della giustizia. Solo allora potrebbe rendersi conto che invece di sproloquiare a vanvera dovrebbe correre al Consiglio dei Ministri per reclamare piu' mezzi, piu' forze e piu' strutture a favore del comparto giustizia. Ma capisco -conclude Di Pietro- che cosi' facendo dovrebbe rivolgersi ad un altro governo e rinunciare alla propria poltrona dove fannullescamente se ne sta spaparanzato".

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ugc
dolanf ha scritto (29/09/2009 - ore 22:18) segnala un abuso
ugc
Il ministro Brunetta non sa che i tribunali sono chiusi di pomeriggio perché lo ha stabilito una circolare del suo governo, che non ha i soldi per pagare gli uscieri. L'ANM lo coglie in reato di flagrante ignoranza ed il suo socio Alfano dice che la risposta dei giudici è esagerata. Più che due ministri mi sembrano i fratelli De Rege.
ugc
carlomagi ha scritto (29/09/2009 - ore 20:57) segnala un abuso
ugc
Più guardo i Presidenti di alcune associazioni più mi convinco che Lombroso aveva ragione...
ugc
vince79 ha scritto (11/10/2009 - ore 02:08) segnala un abuso
ugc
Peccato che i ministri siano degli ignoranti. Ma cosa più grave che il ministro Angelino Alfano sia stato accusato da un pentito di aver ricevuto voti grazie all'aiuto dei mafiosi. Grave che sia il ministro della giustizia, grave che nelle reti Rai e Mediaset non si sia detto nulla e poi dicono che c'è libertà di stampa. Ma mi facciano il piacere....
ugc
ugc
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