Almanacco del giorno - Oroscopo  - Meteo - Mobile  - iPad - SMS
''Non ha quei requisiti di equità e di crescita di cui ci sarebbe bisogno''

Manovra, Epifani: governo dialoghi con Parlamento e sindacato

ultimo aggiornamento: 06 dicembre, ore 16:01
Roma - (Adnkronos) - L'ex leader della Cgil ai microfoni di 'Una domanda a...': ''Bisogna che il governo tecnico metta di nuovo i piedi per terra e scenda un po' dall'empireo'' (VIDEO)


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 3    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 6 dic. (Adnkronos) - ''Per essere una manovra resa necessaria dalla acutezza della crisi dei mercati finanziari e quindi fatta molto in fretta, diciamo che non ha quei requisiti di equità e di crescita di cui ci sarebbe bisogno''. Pollice verso alla manovra del governo da Guglielmo Epifani, ai microfoni di 'Una domanda a...', sul sito Ign/Adnkronos, che invita Mario Monti a riprendere il metodo della concertazione.

''Da quello che sembra è sparita la concertazione - osserva l'ex leader della Cgil - Il governo tecnico tende a fare le cose e a ad operare anche come una sorta di surrogato del Parlamento, ma questo non va bene perché, per quanto sia un governo tecnico ha avuto la fiducia del Parlamento e deve rispondere al Parlamento. Se poi a questo si unisce una fase di vera assenza di confronto con le parti sociali, allora è evidente che si crea un doppio danno. Bisogna che il governo tecnico metta di nuovo i piedi per terra e scenda un po' dall'empireo, cioè verso la condizione delle persone e verso l'interlocuzione con chi rappresenta milioni di persone perché da questo punto di vista ci sono delle cose nella manovra che non vanno proprio''.

Negativo anche il giudizio sulla possibilità che venga toccato il mondo del lavoro: ''Se poi si pensa che si innalza l'età pensionabile e poi si licenziano facilmente i lavoratori a 50-60 anni si è sbagliata strada e da quel punto di vista ci si troverà di fronte ad una opposizione sociale ovviamente molto forte'', dice chiaro il presidente dell'Associazione Bruno Trentin.

Piuttosto sarebbe stato opportuno insistere di più su alcuni punti, come la lotta all'evasione. ''Certo - premette Epifani - non si può chiedere di inventarsi in 15 giorni una lotta all'evasione credibile, però alcune cose si potevano fare. Per esempio, la tracciabilità è rimasta ancora troppo alta, l'obbligo di fare la fattura di commissioni dei committenti che pure era stata richiesta, politiche di emersione del lavoro nero e del lavoro sommerso. E poi, questo è un governo europeo, no? Perché non reintrodurre come ha fatto tutta Europa, una tassa sulla successione dei grandi patrimoni? Non si capisce perché non c'è''.

Di fronte a un pacchetto 'lacrime e sangue', tuttavia, i sindacati sono ancora divisi: ''L'importante è che i sindacati abbiano lo stesso giudizio, poi sono divisi per il peso delle divisioni del passato che spero si possano superare perché di fronte a misure che toccano problemi di condizione sociale molto pesanti è bene che il sindacato agisca unito, come aveva chiesto la Cgil'', ammonisce Epifani.

Quanto al rapporto con il Pd, l'ex segretario della Cgil, fa notare: ''Il Pd è il più grande partito sul fronte progressista italiano e la Cgil è il più grande sindacato italiano. Entrambi sono autonomi e naturalmente le relazioni tra le due autonomie vivono di rapporti ovviamente intrecciati. Non è interesse di nessuno che si spezzi questo rapporto, non è interesse di nessuno che non ci sia una reciproca autonomia, ma ognuno tesse la sua tela. Per ora le posizioni della Cgil mi sono chiare, quelle del Pd adesso le valuteremo...''.


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
articoli correlati
tutte le notizie di Politica
commenta commenta 0    invia    stampa   
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   Washington chiama Roma  |   musei on line  |   immediapress