Sul caso Ruffini: "Vicenda paradossale che sta creando conseguenze molto serie"
Masi su Santoro: "Sentenza dice che deve fare programmi ma non dice quali"
ultimo aggiornamento: 02 settembre, ore 17:39
Roma - (Adnkronos) - Il direttore generale della Rai in un'intervista a 'Panorama': "Con lui avevamo fatto un accordo per l'utilizzo delle sua qualità in altro settore. Spero che in futuro possa realizzarsi". Ieri la lettera del giornalista a Masi: "'Rimuova ostacoli burocratici a messa in onda 'Annozero'''
Roma, 2 set. (Adnkronos) - "Nell'immediato il rapporto con Santoro in Rai è definito con una sentenza del giudice passata al secondo grado di giudizio che dice che Santoro deve fare dei programmi, non dice evidentemente che tipo di programma. Sto incontrando Santoro per cercare di definirli''. Così il direttore generale della Rai Mauro Masi su 'Panorama', in edicola da domani, intervistato da Maurizio Costanzo.
"Con Santoro - spiega Masi - avevamo fatto un accordo per l'utilizzo delle qualità, che indubbiamente ci sono, di Santoro nella Rai in altro settore che era quella della fiction, della docu-fiction. L'accordo consensuale per vari motivi, a me non del tutto chiari sinceramente, non si è potuto ancora realizzare. Spero e mi auguro che potrà esserlo in futuro''.
Masi parla anche del caso di Paolo Ruffini e dei reintegri imposti dai magistrati: ''Il rispetto per la magistratura e per le sue sentenze è fuori discussione, per chi come me ha vissuto quasi trent'anni nelle istituzioni è un must, è una stella polare. Detto questo, bisogna evitare che qualche interpretazione eccessivamente ossequiosa di talune sentenze porti a fare sì che un'azienda non sia in grado di gestire se stessa''. ''E' francamente paradossale - dice Masi a 'Panorama' - che una società per azioni non possa avvicendare un proprio dirigente superiore dopo otto anni che fa lo stesso mestiere. Ripeto: è una vicenda paradossale e che sta creando, non soltanto nella Rai ma in tutto il mondo del lavoro italiano, conseguenze molto serie. Di nuovo: le sentenze vanno comunque rispettate, ma le aziende devono essere in grado di potersi gestire al meglio. Mi sembra che - conclude - anche quello che sta succedendo in Fiat lo dimostri''.
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