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Tema caldo del lavoro

Modifiche ad art.18, Fornero frena Manovra, oggi tocca al Senato

ultimo aggiornamento: 22 dicembre, ore 08:39
Roma - (Adnkronos) - Stop di Bersani: "Roba da matti toccare ora l'articolo 18 quando il problema è entrare nel mondo del lavoro, non uscirne". Il ministro del Welfare: "C'è tanto da fare sul mercato del lavoro, l'art. 18 arriverà per ultimo". Manovra approda a palazzo Madama: prima la fiducia e in giornata il via libera . Schifani contro la Lega: "Vergogna". Dalle pensioni all'Imu, tutte le misure. Sfida tra il ministro del Lavoro e i sindacati sui salari


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Roma, 21 dic. (Adnkronos) - "Il governo lo capirà. Lo dovrà capire, altrimenti...". Pier Luigi Bersani non ha avuto il tempo di completare il suo pensiero sulle conseguenze di mettere mano all'articolo 18. E' arrivata prima la marcia indietro di Elsa Fornero e quindi le rassicurazioni sulle intenzioni del governo nel colloquio a palazzo Chigi con il premier Mario Monti. Il segretario del Pd aveva sottolineato, ancora oggi, come la discussione avesse bisogno di un vero e proprio ribaltamento dei termini: basta dire che licenziare serve a favorire assunzioni. Pensarla così è "un'assurdita'", è "roba da matti". Ed Elsa Fornero, evidentemente, matta non si considera. Perché in serata, ospite di 'Porta a porta', il ministro del Welfare ha spiegato: "Non ho in mente, ora, nulla in particolare sull'art.18. Per temperamento non sono polemica, severa sì ma non polemica. Il mio era solo un invito a guardare a mente fresca il mercato del lavoro". Il tutto mentre proprio Bersani si trovava a palazzo Chigi per parlare con Mario Monti, che prima aveva visto Silvio Berlusconi. Il segretario del Pd oggi non l'aveva certo mandato a dire. In un contesto informale, lo scambio di auguri natalizi al gruppo Pd della Camera, Bersani aveva ribadito quello che è il suo convincimento e che va al nocciolo della discussione montata in questi giorni intorno all'articolo 18: "Il nostro faro sarà la questione sociale, e daremo qualche suggerimento per l'azione di governo che deve concentrarsi su questo", ha detto Bersani insistendo sul fatto che servono "cambiamento e coesione, confronto con le parti".

Oggi Bersani ha visto il premier Mario Monti a palazzo Chigi. Un colloquio durato un'ora e mezza. "Uno scambio molto utile" sui "passi fatti fin qui e su quelli da fare", per dirla con le parole del segretario. "Abbiamo discusso di temi sociali, che ci stanno particolarmente a cuore, e della crescita". E di articolo 18 si è parlato, chiedono i cronisti? Bersani non risponde alla domanda, ma sembra rassicurato sulle intenzioni del governo. "Qualcuno pensa che licenziando si crea lavoro. Questa è un'assurdità e non credo sia nelle intenzioni del governo", spiega ai cronisti. E poi torna sul punto. "La flessibilità organizzativa ha poco a che fare con il tema dell'articolo 18. Non si deve divagare dai problemi che abbiamo". Lo pensa anche Monti? "Questo dovete chiederlo a lui, ma oggi ho ricavato l'impressione che il governo abbia ben presente le priorità e anche un percorso di dialogo con le parti sociali a partire dalla realta' dei problemi". Rassicurazioni dal premier, insomma, che si accompagnano al passo indietro della Fornero. Tuttavia, il tema non è 'sminato' dentro il Pd. Oggi, il "roba da matti" di Bersani ha ringalluzzito tutti gli esponenti del partito che hanno sempre guardato 'in cagnesco' un intervento sull'articolo 18. Cesare Damiano, per citarne uno, oggi l'ha ribadito in tutti i modi: "L'articolo 18 non va cambiato, ma va garantito anche ai giovani che entreranno nel mercato del lavoro. Con l'eliminazione dell'articolo 18 non si favorirebbe l'aumento dell'occupazione", ha sostenuto l'ex ministro.

Anche Michele Meta, area Marino, ha spalleggiato il segretario: "Ha ragione Bersani a chiarire che chi pensa di toccare l'articolo 18 e' fuori dal mondo e alquanto sfasato rispetto alla vera emergenza". Ma il punto e' capire quanto, e per quanto tempo, la parte piu' 'interventista' del partito (quella sempre pronta a citare le tesi di Pietro Ichino, per intendersi) sapra' o vorra' rinunciare a uno degli argomenti piu' forti utilizzati in questi ultime settimane parlando di crescita del Paese. "Ora pensiamo a Natale", dice Marco Meloni, membro della segretaria vicino a Enrico Letta, sottolineando l''ora'. E Paolo Gentiloni, in una conversazione su Twitter, oggi spiegava: "E' ampio il fronte del non cambiamento, ma credo che alla fine non prevarra'". Intanto, e certo non sara' sfuggito a una parte del partito, oggi Bersani si e' ritrovato stretto nell'abbraccio di Nichi Vendola: "L'idea che un governo tecnico possa squassare i pezzi pregiati delle conquiste che il movimento operaio ha realizzato nel corso di una storia lunga un secolo e' politicamente irricevibile. E quindi sono molto contento che Bersani abbia posto i paletti ad una discussione, che al contrario di quello che pensa il ministro Fornero, ha bisogno di molti paletti". Insomma, meno male che arriva la pausa natalizia.


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