Casini: "Testo profondamente modificato"
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Modifiche al ddl intercettazioni, l'ira del premier: "Paese incivile"
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ultimo aggiornamento: 20 luglio, ore 20:15
Roma - (Adnkronos/Ign) - Berlusconi: ''Con le modifiche di oggi, si avrà una legge che lascerà la situazione pressoché come è adesso''. Il sottosegretario Caliendo presenta emendamento che prevede una 'udienza filtro' che rende pubblicabili gli atti rilevanti. E l'Italia dei valori chiede la mozione di sfiducia per l'esponente dell'esecutivo. Pd: politicamente inopportuno, dato il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla cosiddetta P3. Slittano i lavori alla Camera: spunta l'ipotesi di rinvio a settembre del ddl. Bocchino e Casini: bene i cambiamenti. Bersani: mezzo passo avanti Il Pd si appella a Fini. I finiani stilano il manuale del buon intercettato
Roma, 20 lug. (Adnkronos/Ign) - ''Con le modifiche di oggi, si avrà una legge che lascerà la situazione pressoché come è adesso''. Durante la conferenza stampa di presentazione del Milan, il premier Silvio Berlusconi parla anche di intercettazioni, e delle modifiche apportate al ddl dalla commissione giustizia della Camera.
Secondo Berlusconi, c'è una legge ''che non lascerà agli italiani la libertà di parlare al telefono e l'Italia non sarà un paese davvero civile, come lo è, ad esempio la democraticissima Inghilterra''. ''In Inghilterra, infatti - ha sottolineato Berlusconi - le registrazioni telefoniche non possono essere portate come prova nei processi né dall'accusa né dalla difesa. Qui da noi è uno scandalo assoluto. Il privato, senza avere commesso alcun reato, può venire registrato e vedere le sue conversazioni finire sui giornali, con un peso completamente diverso da quello che ha detto, perché basta tagliare qua e là una frase e il senso cambia.
''La battaglia sulle intercettazioni - ha aggiunto Berlusconi - ci porta fuori i difetti della nostra democrazia, costruita con una architettura costituzionale non in grado di produrre interventi di ammodernamento e democratizzazione. Le leggi - ha concluso - non piacciono a certa magistratura di sinistra e il popolo non conta più nulla''.
Per il ministro della Giustizia, Angelino Alfano "dopo due anni di lavoro e discussioni parlamentari, il testo odierno sulle intercettazioni è l'unico punto di arrivo attualmente possibile, stante l'attuale situazione parlamentare ed istituzionale, al fine di conciliare diritto alla privacy, diritto di cronaca ed efficienza delle indagini". "Detto ciò -aggiunge- va riconosciuto che il contenuto del ddl intercettazioni, cosi' come delineato dagli emendamenti fino ad oggi presentati in Commissione Giustizia, è senz'altro meno ambizioso rispetto a quanto previsto nel nostro programma di governo".
Dall’opposizione il segretario democratico Pierluigi Bersani, parla di “mezzo passo avanti”, ma invita la maggioranza a mettersi d'accordo con se stessa dopo la freddezza dimostrata da Silvio Berlusconi nei confronti delle ultime modifiche al ddl intercettazioni. "Siamo al 'ghe pensi mi', ci penso io" ironizza il capo del Pd, citando la frase del Cavaliere ma in realtà, argomenta, bisogna aspettare che la maggioranza trovi l'intesa: "Quando si metteranno d'accordo, ne parleremo. Noi siamo qui anche ad agosto, ma credo ci sia qualche problema a fare subito questo ddl".
Plaude al nuovo testo Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera e presidente Generazione Italia. "Sulle intercettazioni hanno vinto la ragionevolezza e il buonsenso e il testo che si profila è per noi un ottimo risultato con cui garantire il giusto equilibrio tra esigenze investigative, libertà di stampa e riservatezza dei cittadini", dichiara il finiano. "Il risultato raggiunto -prosegue- è un successo di tutto il Pdl e del governo che hanno accolto la ferma posizione a favore della legalità, della minoranza interna, che ancora una volta si è mostrata utile a evitare errori e particolarmente sensibile sotto il profilo istituzionale".
Anche per il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini "il testo del ddl intercettazioni è profondamente cambiato ed è migliorato, penso che sia un nostro successo. Dopo di che può essere che se ne discuterà a settembre, ma questo è un altro discorso", spiegava Casini riferendosi alle voci circolanti su uno slittamento del varo della legge.
Rinvio di cui parlavano ieri gli stessi deputati del Pdl. Secondo autorevoli fonti del partito, sembra infatti difficile approvare la riforma entro la pausa estiva.
A cambiare il testo in mattinata era arrivato in Aula l'emendamento del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo che prevede come "l'obbligo del segreto per le intercettazioni cade ogni qualvolta ne sia stata valutata la rilevanza''. Con l'emendamento al ddl e la cosiddetta 'udienza filtro', il gip, d'intesa con accusa e difesa, deciderà le parti pubblicabili delle intercettazioni e quelle che invece vengono secretate. La modifica stabilisce che "si afferma il principio che nel corso delle indagini l'obbligo del segreto per le intercettazioni cade ogni qualvolta ne sia stata valutata la rilevanza.
Per il sottosegretario Caliendo arriva però la richiesta di sfiducia dell'Italia dei valori: l'Idv ha infatti chiesto al presidente del Senato Renato Schifani di calendarizzare la mozione di sfiducia nei suoi confronti, secondo quanto riferito dal capogruppo Idv a palazzo Madama, Anche il Partito democratico ha chiesto in Commissione che il sottosegretario Caliendo non segua più il ddl perché "politicamente inopportuno, dato il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla cosiddetta P3 e sull'eolico".
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| RENZA ha scritto (21/07/2010 - ore 14:50) | segnala un abuso |
| paese incivile quando fa comodo? | |
| Hugo_mi ha scritto (30/07/2010 - ore 13:28) | segnala un abuso |
| Ma perché tolleriamo che ci tratti così? Qual è il nostro limite di orgoglio come popolo? Sempre che ne abbiamo uno. | |
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