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''Informazione degradata a licenza di diffondere plateali falsità''

Montecarlo, altro testimone del 'Giornale' smentito da Fini: ''Bastava controllare''

Gianfranco Fini (Adnkronos)  Gianfranco Fini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 18 agosto, ore 16:12
Roma - (Adnkronos/Ign) - Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera: ''Un semplice accertamento presso le autorità monegasche e italiane sarebbe sufficiente a dimostrare che la trasferta a Montecarlo di Fini è frutto unicamente di fervida fantasia. Feltri risponderà in tribunale della violenta campagna diffamatoria''
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Roma, 18 ago. (Adnkronos/Ign) - La campagna del 'Giornale' contro Gianfranco Fini si arricchisce di un nuovo capitolo sulla casa a Montecarlo. Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri oggi titola 'Altro testimone: Fini in quella casa', citando tale Giorgio Mereto, un ingegnere genovese residente nel Principato.

Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera dei deputati, ha annunciato che il direttore Feltri dovrà rispondere presso il consiglio dell'Ordine dei giornalisti e nei tribunali di quanto pubblicato.

"La violenta campagna diffamatoria lanciata da 'Il Giornale' contro il presidente della Camera Gianfranco Fini - afferma il portavoce Alfano - si arricchisce oggi di nuove, presunte rivelazioni da parte di un ennesimo testimone chiave: il signor Giorgio Mereto dichiara infatti di ricordare nitidamente la presenza del presidente Fini nel noto appartamento di Montecarlo perché il presidente sarebbe arrivato scatenando 'una gran confusione fuori dal palazzo, in strada e subito dopo fin dentro, nell'androne e sulle scale, con un notevole spiegamento della polizia monegasca a sirene accese'. L'episodio sarebbe rimasto ben impresso nella memoria del signor Mereto proprio per l'imponente schieramento della polizia locale".

''Ebbene - prosegue Alfano - un semplice accertamento presso le autorità monegasche e italiane che registrano i movimenti delle scorte sarebbe sufficiente a dimostrare che la trasferta a Montecarlo del presidente Fini è frutto unicamente della fervida fantasia del signor Mereto".

"Dal momento - continua - che verificare la falsità di certe dichiarazioni è così facile anche per chi non è un giornalista, c'è da chiedersi per quale ragione chi ha il dovere di riscontrare la veridicità di una notizia prima di pubblicarla trascuri sistematicamente di farlo. Viene quasi il dubbio - aggiunge - che vi sia, a monte, la volontà di immettere nel circuito mediatico illazioni, sospetti e accuse anche quando si ha la consapevolezza che basterebbe un controllo di routine a dimostrarne l'infondatezza".

''In simili circostanze - sostiene il portavoce del presidente Fini - quando cioè l'informazione viene degradata a licenza di diffondere plateali falsità e pettegolezzi per offendere un avversario politico anche sul piano personale e familiare, significa che l'inchiesta giornalistica ha smesso da tempo di essere tale ed è degenerata in volgare telenovela".

"In questo contesto - conclude Alfano - il presidente Fini non intende contribuire a scriverne le nuove puntate offrendo quotidiane smentite. Una puntuale e dettagliata ricostruzione dei fatti sarà invece offerta nelle sedi competenti (consiglio dell'Ordine e tribunali), dove sarà il dottor Vittorio Feltri, direttore de 'Il Giornale', a dover fornire tutte le spiegazioni del caso".

A stretto giro la replica di Feltri: ''La testimonianza non è di un Pinco Pallino qualunque ma dell'ingegner Giorgio Mereto, residente a Montecarlo da 25 anni e titolare della Mgm Marine Gasoil, società di trading petrolifero. Non c'è motivo di sospettare che l'ingegnere non abbia detto la verità, visto che si è esposto con tanto di nome e cognome. Quanto alle scorte (con le quali abbiamo una certa dimestichezza), tutti sanno che non è obbligatorio per nessuno usarle. Quindi le accuse di Fini al 'Giornale' di non aver controllato sono totalmente infondate".

Ma per 'Ffwebmagazine' questo prova che Feltri non legge il suo 'Giornale'. ''L'attendibilissimo ingegner Mereto mette sotto i riflettori del 'Giornale', a garanzia del suo 'nitido ricordo', le 'sirene spiegate' della scorta di Fini, e Feltri risponde piccato che le scorte non sono obbligatorie - scrive il direttore Filippo Rossi - L'unica spiegazione possibile a questo punto è che Feltri sia il primo a non leggere i suoi scoop''.

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