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Il presidente del Consiglio apre all'imposta sulle transazioni finanziarie

Caos al Senato, Lega: basta tasse

Il Senato (Adnkronos) Il Senato (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 14 dicembre, ore 21:34
Roma - (Adnkronos/Ign) - Bagarre mentre il premier riferisce sul Consiglio Ue (VIDEO). Monti favorevole a Tobin tax. La manovra alla Camera. Bersani: debolezze su liberalizzazioni. Il 'no' dell'Idv: è iniqua. Pensioni salve fino a 2013. Ridotta tassa su lusso: compensata con accise su sigarette. Via libera alla riforma dei vitalizi dei parlamentari. Indennità, si infiamma il dibattito sul web (DI' LA TUA)


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Roma, 14 dic. (Adnkronos/Ign) - Il premier Mario Monti riferisce al Senato sul vertice europeo dell'8 e 9 dicembre ma la seduta non procede senza scosse: i leghisti rumoreggiano e il presidente del Senato Renato Schifani li richiama: "Sarebbe un pessimo segnale se dovessi sospendere la seduta". Poi, rivolto a Federico Bricolo, presidente dei senatori della Lega: "Non si faccia richiamare proprio lei, da capogruppo".

Ad un certo punto anche Monti è sembrato infastidito: "Scusatemi se valorizzo il Parlamento" (poco prima aveva appunto detto: "Il Parlamento è ancor più cruciale per l'azione dell'esecutivo e il futuro del nostro Paese"). Un breve applauso, poi i lavori sono proseguiti. Ma dura poco. Una manciata di secondi e spuntano cartelli leghisti contro la manovra economica con su scritto "Basta tasse". Schifani è quindi costretto a sospendere la seduta. Non è mancato qualche insulto sia durante i momenti di caos che durante la sospensione della seduta.

Tornata la calma e ripresa la seduta, il premier ha sottolineato che non si può dire '''no tasse' ma sicuramente 'meno tasse''' se sarà introdotta ''un'adeguata tassazione delle transazioni finanziarie''. In sede europea, ha spiegato il professore "si è sottolineato che un modo per avere meno tasse su famiglie, lavoro e imprese è quella di una fiscalità estesa anche al mondo della finanza e della grande finanza''. L'Italia, ha quindi aggiunto, "è pronta a riconsiderare la propria posizione sulla TobinTax''.

Prima della bagarre, Monti nel suo discorso a Plazzo Madama aveva riferito che l'Italia è arrivata all'appuntamento dell'8 e 9 dicembre a Bruxelles con ''maggiore credibilità e posizioni autonome". Che l'emissione di eurobond non è un ''mezzo subdolo per evitare la disciplina e il rigore finanziario''. Gli eurobond "sono un messaggio forte anche per favorire la crescita'', ha aggiunto evidenziando che se ne parlerà nel rapporto che Van Rompuy, Barroso e Juncker presenteranno entro il 31 marzo.

''Nelle conclusioni del Consiglio non troverete la parola eurobond neppure nella versione stability bond ma, tuttavia, segnalo due finestre aperte verso questo tema che sarà nostra cura coltivare nel breve periodo'', ha proseguito Monti. ''Una è la previsione di un meccanismo tra Stati membri sui programmi di emissione dei titoli del debito pubblico, un quadro di informazione che è presupposto di una emissione in comune dei titoli del debito pubblico''. L'altra "è che le conclusioni del consiglo Ue prevedono la presentazione entro marzo da parte di Van Rompuy, Barroso e Junker di un rapporto sui modi in cui approfondire l'unione fiscale".

Passi avanti, ha riferito ancora Monti, sono stati compiuti sul versante del fondo 'salva Stati'. Si va verso ''il rafforzamento della sua operatività sia con il potenziamento delle sue risorse sia affidando alla Bce il compito di operare come agente del fondo nella collocazione dei suoi titoli''.

Inoltre, Monti ha sottolineato come sia "interesse nazionale dell'Italia che ci siano istituzioni comunitarie forti per imporre il rispetto del diritto comunitario a tutti''. E in merito ai provvedimenti varati dal Governo, proprio all'inizio del suo intervento in Aula, Monti ha detto che sono ''stati positivamente accolti dai partner europei e dalle istituzioni internazionali''.

Al termine dell'informativa sul Consiglio Ue, il premier ha ottenuto gli applausi della vasta maggioranza che sostiene il suo governo, mentre la Lega non ha rinunciato a sottolineare il suo ruolo di opposizione al grido di "vergogna, vergogna!". Lasciando Palazzo Madama il professore rispondendo a una domanda sulle contestazioni del Carroccio ha solo detto: "Non credo tocchi a un membro del governo commentare il comportamento di membri del Parlamento".

Per Umberto Bossi invece niente di sorprendente. "E' una cosa normale. Il Paese è in difficoltà", ha replicato ai cronisti che alla Camera gli chiedevano un commento sulle proteste. "Questa manovra non serve a niente perché non crea posti di lavoro", ha aggiunto il Senatùr. "Noi non facciamo mai casino, noi facciamo politica", ha detto ancora.

Interrogato anche sull'ex premier, Bossi ha affermato: "Senza spalle contadine forti come quelle della Lega, Berlusconi si sentirà perso". Quanto a una 'riappacificazione': "Deve dare l'esempio in aula, le cose si conquistano". E poi ''vedo che traffica con i comunisti". In serata la risposta dell'ex alleato. "Ciascuno cerca di portare a casa un po' di voti", ha detto Berlusconi assicurando che il pranzo con Bossi non è archiviato: "No, no, lo vedrò domani a Roma".


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