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Napolitano: ''Bisognava garantire la piena partecipazione al voto''.

ultimo aggiornamento: 07 marzo, ore 10:27
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Repubblica sul sito del Quirinale spiega la firma del decreto. Di Pietro: ''Valuteremo impeachment''. Opposizione in piazza (VIDEO). Maroni: "Provvedimento consente lo svolgimento del voto''. Costituzionalisti: ''Non viola la Costituzione''. Tar riammette lista Formigoni. Accolto ricorso su listino Polverini. Impazza su YouTube parodia di 'We are the...' per la Polverini (VIDEO)
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Roma, 6 mar. - (Adnkronos) - Il decreto legge varato dal governo per risolvere il 'nodo' delle Regionali ''non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione - comunque inevitabilmente legislativa - potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura''. Lo sottolinea il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rispondendo sul sito della presidenza della Repubblica alle lettere di due cittadini.

''Ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto. Il problema da risolvere - spiega il Capo dello Stato - era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici''.

''Non era sostenibile - rileva Napolitano - che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano. Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico''.

''Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell'opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere - neppure in Lombardia - "per abbandono dell'avversario" o "a tavolino". E si era anche da più parti parlato della necessità di una "soluzione politica": senza peraltro chiarire - aggiunge il presidente della Repubblica- in che senso ciò andasse inteso. Una soluzione che fosse cioè "frutto di un accordo", concordata tra maggioranza e opposizioni? Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andandosi al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali pronunciatisi in materia''.

''In realtà - prosegue il Capo dello Stato - sappiamo quanto risultino difficili accordi tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale: difficili per tendenze all'autosufficienza e scelte unilaterali da una parte, e per diffidenze di fondo e indisponibilità dall'altra parte. Ma in ogni caso - questo è il punto che mi preme sottolineare - la "soluzione politica", ovvero l'intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti''.

''E i tempi si erano a tal punto ristretti - dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano - che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge. Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell'interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica -osserva il presdiente della Repubblica- quale altra soluzione - comunque inevitabilmente legislativa - potesse essere ancora piu' esente da vizi e dubbi di quella natura''.

''La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l'acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali'', sottolinea ancora il presidente. ''E' bene che tutti se ne rendano conto. Io sono deciso a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo, e di rigoroso esercizio delle prerogative, che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica, nei limiti segnati dalla stessa Carta e in spirito di leale cooperazione istituzionale. Un effettivo senso di responsabilità - sottolinea Napolitano - dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri''.

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ugc
zeru_tituli ha scritto (07/03/2010 - ore 08:56) segnala un abuso
ugc
Che bello vedere Di Pietro infuriato! Quando la nonna di cappuccetto rosso-bianco-verde ha visto il lupo, travestito da pecorella, che diceva, belando, che lui voleva vincere le elezioni alle urne e non a tavolino, ha imbracciato la penna ed gli ha tolto la maschera, schivando con noncuranza i colpi di zanne acuminate schiumose di rabbia. Che bello vedere Bersani infuriato!Quando la volpe rossa, approfittando di una smagliatura nella rete della giustizia, ha pensato di fare un pranzetto succulento ,è intervenuto il mastino a guardia della vita liberale e democratica e l'ha rimandata nella sua tana. Che bello vedere la Bonino infuriata! Quando la bella (si fa per dire) sirena con la sua voce mellifua ha tentato di fare naufragare su scogli, ben radicati e nascosti alla vista da fumo di spinelli, questo popolo di navigatori, l'onesto nocchiero ,novello Odisseo, pur costretto ad ascoltare suo malgrado tali lai abbindolanti, ha impedito ai suoi rematori di cambiare rotta , permettendo così alla sua navicella di raggiungere le acque dolci e profumate della democrazia. Attenzione! Se in un paese vi sono persone che cercano di convincere i cittadini che è costituzionale non farli votare, e che è un golpe invece permettere che vadano alle urne, allora in questo paese può succedere di tutto.
ugc
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