Stamattina l'incontro con i giornalisti accreditati al Quirinale, per lo scambio di auguri in vista del Natale e dell'anno nuovo
Giorgio napolitano e Silvio Berlusconi (Foto Adnkronos)
Napolitano: ''Con Berlusconi buoni rapporti, ha apprezzato il mio discorso"
Giorgio napolitano e Silvio Berlusconi (Foto Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 22 dicembre, ore 13:18
Roma (Adnkronos) - In mattinata il premier ha telefonato al presidente della Repubblica: "L'Italia è un paese non sempre facile da 'leggere'. Gli stereotipi e i giudizi superficiali non aiutano a comprenderla". Ieri: ''Non c'è ancora clima propizio per le riforme. Il ruolo del Parlamento è stato compresso''
Roma, 22 dic. (Adnkronos) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano(nella foto con Silvio Berlusconi) ha ricevuto questa mattina una telefonata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il capo dello Stato e il premier hanno avuto uno scambio di opinioni, in particolare sul discorso che il presidente Napolitano ha rivolto ieri alle alte cariche istituzionali ricevute al Palazzo del Quirinale. La telefonata ha fornito anche l'occasione per uno scambio di auguri in vista del Natale e dell'anno nuovo.
"Mi ha fatto piacere che mi abbia chiamato e che abbia apprezzato le linee generali del mio discorso", ha fatto sapere Napolitano durante l'incontro con i giornalisti accreditati al Quirinale, per lo scambio di auguri in vista del Natale e dell'anno nuovo. Nessun 'gelo', dunque, fra gli 'inquilini' del Quirinale e di Palazzo Chigi? "Io sono per natura 'scongelato' - ha premesso il presidente con ironia - una cosa sono i rapporti personali e quelli miei con Berlusconi sono sempre buoni; un'altra cosa sono i rapporti fra le istituzioni che si rappresentano e quando vengono toccate le loro prerogative io reagisco nel modo che mi pare più opportuno". "Poi - ha aggiunto - un conto sono i rapporti tra istituzioni e un altro quello tra le forze politiche: in quest'ultimo caso se la devono vedere loro...".
Riferendosi poi al discorso tenuto ieri alle alte cariche dello Stato ricevute al Quirinale, Napolitano ha spiegato: "Quando ho parlato di clima non propizio, mi riferivo in particolare alla situazione di deficit pubblico. E' più difficile, infatti, condividere le scelte per contenerlo che trovare le intese sulle riforme". Per il presidente della Repubblica, "si tratta di scelte di lungo periodo, destinate a durate anche oltre i cinque anni di una intera legislatura, per le quali servirebbero continuità e condivisione".
Quanto alle riforme "non fatemi essere né ottimista né pessimista. Diciamo che sono ragionevolmente fiducioso". E' quanto tiene a sottolineare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell'incontro con i giornalisti accreditati al Quirinale, per lo scambio di auguri in vista del Natale e dell'anno nuovo.
In ogni caso le riflessioni seguite alla "brutale aggressione" subita dal presidente del Consiglio a Milano sono state "salutari". Per il capo dello Stato, "si è trattato di un grave gesto di inconsulta violenza, che ha suscitato emozione ovunque e che nell'opinione pubblica italiana ha dato luogo anche a delle reazioni e riflessioni salutari". Il capo dello Stato osserva che "l'Italia è un paese non sempre facile da 'leggere', specie per l'asprezza e la singolarità delle sue vicende politiche. Ma - aggiunge significativamente Napolitano - gli stereotipi e i giudizi superficiali non aiutano a comprenderlo dall'esterno e possono occultare tutto quello che nel sentire comune, nel quotidiano operare della società e anche nell'effettivo confronto politico, si esprime in senso unitario e concorre alla coesione del Paese, come tra l'altro la larga condivisione degli orientamenti e degli impegni di politica internazionale".
Napolitano ha inoltre colto l'occasione per ribadire "la confortante consonanza tra le posizioni dell'Italia nell'area internazionale e le sensibili e lungimiranti visioni della Santa Sede, espressi da ultimo nel messaggio del Papa Benedetto XVI per la 'Giornata mondiale della Pace' del 1 gennaio prossimo, rivolto a sollecitare, dinanzi alla crisi ecologica, una nuova visione larga e globale del mondo e dello sviluppo umano".
"La crisi finanziaria ed economica che ha scosso il mondo intero ha dato la prova inconfutabile, nella sua drammaticità, di una interdipendenza cui nessun continente e nessun paese può sottrarsi, per diverse che siano le situazioni e le tendenze di sviluppo", ha detto ancora Napolitano per il quale "questa interdipendenza è il presupposto e insieme il portato oggettivo di quel processo di globalizzazione, i cui indirizzi e le cui ricadute richiedono però ormai un impegno e forme concrete di governance, un orientamento e regole da definire in un clima di ampia condivisione e corresponsabilità; clima - osserva il presidente della Repubblica - che ha cominciato a delinearsi".
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