Napolitano a Tor Vergata: "Qui una bella aria, altrove c'è la bolgia"
Giorgio Napolitano (Foto dal sito del Quirinale
ultimo aggiornamento: 11 marzo, ore 12:43
Roma (Adnkronos) - Il presidente della Repubblica all'università romana per la celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia: "Quella di oggi è stata una splendida iniziativa, ad alto livello culturale e civile". Amato: "C'è tensione nei rami alto dello Stato". Il premier sul caos liste: "Dai giudici erronea applicazione della legge". Il 20 il Pdl scenderà in piazza. Il premier attaccato da un contestatore (VIDEO). Nuovo ricorso de Pdl. Polverini: "Al voto anche senza lista"
Roma, 11 mar. - (Adnkronos) - "Qui si è respirata una bella aria, altrove c'è la bolgia...". Con queste parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (nella foto) commenta la cerimonia inaugurale delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, aperta da un convegno nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università 'Tor Vergata' di Roma.
Con il capo dello Stato, era presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta per ascoltare le relazioni del convegno inaugurale tenute dal ministro degli Esteri Franco Frattini, dal presidente dell'Istituto della Enciclopedia Italiana 'Treccani' Giuliano Amato e dello storico Giuseppe Talamo, presidente dell'Istituto per il Risorgimento.
Napolitano sottolinea soprattutto "la comunanza di accenti" registrata fra i relatori al convegno, rimarcando il fatto che i relatori erano "un ministro della Repubblica (il ministro degli Esteri Franco Frattini), un esponente storico della politica italiana (Giuliano Amato nella veste di presidente dell'Istituto della Enciclopedia Italiana 'Treccani') e un Maestro di storia (il professor Giuseppe Talamo, presidente dell'Istituto nazionale del Risorgimento)", per concludere significativamente: "Insomma: qui si è registrata una bella aria, altrove c'è la bolgia...".
"L'equilibrio fra i poteri, limitati l'uno dall'altro e dalle norme della Costituzione; e la garanzia dei diritti e delle libertà che è legata e discende proprio da quell'equilibrio di poteri" sono le fondamenta del nostro Stato unitario. A ricordarlo è stato l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, intervenendo alla cerimonia.
Amato ricorda che nei primi decenni dell'ultimo dopoguerra "i valori costituzionali non sono mai stati messi in discussione, anzi hanno fatto da cesura rispetto alla frattura che ideologicamente divideva le principali forze politiche. Ma oggi - osserva significativamente Amato con un implicito riferimento di stretta attualità - c'è tensione nei 'rami alti' fra Parlamento, magistratura, presidenza della Repubblica, Governo, giudici, accendendo sempre nuovi conflitti fra poteri dello Stato, anche prsso la Corte Costituzionale".
Per Amato, "oggi viene messo in dubbio il consolidamento del principio dell'equilibrio fra i poteri in base al quale né la grazia di Dio né la grazia della Nazione ne' il mandato elettorale legittimano di per sé un potere esorbitante rispetto agli altri poteri, che ricevono invece dalla Costituzione una paritaria legittimazione".
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