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Calearo: attenzione al giro d'affari dell'Expo 2015. Zanda: ancora molto da fare in tutta Italia

'Ndrangheta, Tassone: serve rivolta etica e culturale. Brigandì: alzeremo la guardia

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ultimo aggiornamento: 16 luglio, ore 15:18
Roma - (Adnkronos/Ign) - Dopo la maxi retata contro la criminalità organizzata sull'asse Reggio Calabria-Milano, imprenditori e classe politica si preparano a reagire. Montante: ''Gli imprenditori del Nord non erano pronti a questo urto''. Meomartini (Assolombarda): contro infiltrazioni mancano ancora gli anticorpi
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Roma, 16 lug. (Adnkronos/Ign) - ''Serve una rivolta etica e culturale che coinvolga tutti. L'ignoranza è l'ignoranza e resta tale, ma quello che preoccupa e sconvolge di più sono i silenzi e le coperture''. Mario Tassone, deputato dell'Udc e membro dell'Antimafia, commenta l'editoriale di Antonello Montante, delegato di Confindustria nazionale per i rapporti con le Istituzioni preposte al controllo del territorio, dedicato all'operazione anti 'ndrangheta sull'asse Reggio Calabria-Milano di due giorni fa.

Tassone spiega all'ADNKRONOS: ''Due giorni fa c'è stata una grande operazione anti 'ndrangheta che conferma le cose più volte denunciate in Antimafia e su cui da tempo stiamo lavorando. Che ci sia un traffico enorme in termini di investimenti e riciclaggio di denaro sporco attraverso connivenze forti anche nel Nord del Paese, è un fatto acclarato. Mi auguro che anche da parte di Confindustia ci siano atti e posizioni conseguenziali in tutte le parti del Paese''.

La Lega è pronta ad ''alzare la guardia''. Matteo Brigandì, responsabile giustizia del Carroccio, dice all'Adnkronos: ''E una lotta in più che la Lega deve fare. Che ci siano dei rischi per il nostro partito, che è molto radicato al Nord del Paese, è anche possibile, ma siamo abituati a correre rischi. La mafia non può fermare l'azione politica della Lega, se mai può farci lavorare di più per contrastarla con maggiore forza e determinazione''.

Massimo Calearo, imprenditore e cofondadore di Api, interpellato dall'ADNKRONOS lancia "un grosso grido d'allarme" per le potenziali infiltrazioni mafiose nel giro d'affari per l'Esposizione universale in programma a Milano. "E' evidente - aggiunge - che camorra, mafia e 'ndrangheta vanno a cercare le zono dove c'è benessere e gira denaro". E, in un momento in cui l'Expo "sta rallentando, si sta impantanando", è bene "fare molta attenzione, perché quando girano molti soldi le infiltrazioni mafiose sono molto più probabili".

Per Luigi Zanda , ''c'è ancora molto da fare sia nel Mezzogiorno che nel resto d'Italia, siamo molto lontani dal poter dire che abbiamo vinto la guerra alle mafie e alla criminalità organizzata''. Il vicepresidente dei senatori del Pd non si stupisce per 'l'invasione' della criminalità organizzata al Nord. ''Ormai da molti anni sono chiari gli interessi economici, finanziari e anche industriali delle mafie. D'altra parte - rimarca all'ADNKRONOS - le attività criminali producono margini così consistenti che le organizzazioni hanno la necessità sia di occuparsi delle modalità con le quali lavare i proventi di attività illecite sia di investire in modo pulito denaro sporco''. ''E il Nord Italia -sottolinea ancora Zanda - è la parte più ricca del paese, dove c'è maggiore finanza, maggiori investimenti, più attività economica. E quindi se non si creano sistemi di controllo accurati, se non c'è una vigilanza molto forte è chiaro che la criminalità tende a invadere territori ricchi. D'altra parte - fa notare Zanda - il mafioso Mangano era andato a Milano...''.

Secondo l'ex presidente della Provincia di Milano, ora vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, Filippo Penati, "ognuno deve fare la propria parte per debellare quello che è un vero e proprio cancro''. Per questo ''occorre trovare un'alleanza fra le forze sociali del Paese", ha detto all'ADNKRONOS.

"A Milano - sostiene all'ADNKRONOS il vicesindaco di Milano e assessore alla sicurezza, Riccardo De Corato - il fenomeno della mafia e della 'ndrangheta ha radici lontane, risale agli anni '60 quando pericolosi malviventi sono stati mandati al confino nell'hinterland della città dove poi è nata la vera ossatura della 'ndrangheta al nord". I veri anticorpi, per De Corato, ''sono da ricercarsi tra la magistratura, i Carabinieri, la Polizia e la stessa Dia".

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