Il Pd: "Con quello che succede pensa alla Dandini?"
Nel Pdl scoppia il caso talk-show. Berlusconi contro la Dandini (VIDEO)
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ultimo aggiornamento: 07 maggio, ore 16:58
Roma - (Adnkronos/Ign) - Quagliarello ai finiani: “Nelle trasmissioni tv parli una voce sola del Pdl”. Briguglio replica: “Che facciamo mandiamo un documento di partito alle redazioni?”. Il premier in Cdm critica l'ultima puntata di 'Parla con me': "E' veramente incredibile come un servizio pubblico possa continuare in queste aggressioni". La conduttrice: "La satira se la prende col potere, scontentiamo tutti"
Roma, 6 mag. (Adnkronos/Ign) - Non solo la crisi greca. Durante il Cdm di oggi, riferiscono fonti ministeriali, Silvio Berlusconi ha criticato l'ultima puntata di 'Parla con me', condotta da Serena Dandini e andata in onda su RaiTre. Il Cavaliere avrebbe puntato il dito su una tramissione televisiva pagata con i soldi pubblici. "Avete visto, e' veramente incredibile come un servizio pubblico possa continuare in queste aggressioni", ha osservato il premier.
Non si fa attendere la replica della conduttrice. Serena Dandini difende la satira che per sua natura se la prende col potere e sottolinea che 'Parla con me' scontenta tutti, anche il Pd. "Durante la settimana -dice la Dandini in un comunicato- sono stati numerosi gli elettori del centrosinistra che hanno inviato le loro mail di protesta perche' in trasmissione abbiamo fatto numerose battute contro il gruppo dirigente del Pd. Oggi il presidente del Consiglio durante la riunione dei ministri ha trovato il tempo per prendersela con una trasmissione che si e' permessa di intervistare il presidente emerito della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, e di fare un po' di satira politica. Sembra dunque che scontentando tutti, 'Parla con me' abbia trovato un suo equilibrio. Il problema e' anche che la satira per sua natura tende a prendersela con il potere. Il potere in Italia oggi si identifica con Berlusconi e quindi siamo costretti ad occuparci di lui con una certa continuita'. In passato e' toccato a Prodi, D'Alema, Craxi, Veltroni e tanti altri. Tutto qui".
Anche dall'opposizione giungono i commenti. Al limite dell’incredulo, il senatore del Pd Vincenzo Vita. "Chi ha paura di Serena Dandini? Che trovi il tempo di fronte a quello che accade nel mondo e in Italia di attaccare Serena Dandini durante il consiglio dei ministri, la dice lunga sulla 'fenomenologia' di Silvio Berlusconi". Ancora più netto il consigliere d’amministrazione, Giorgio van Straten. "Bisogna che la politica smetta di dire a questa azienda quali trasmissioni vanno bene e quali no", dice il consigliere di minoranza. "Bisogna lasciare a chi lavora in Rai -aggiunge Van Straten- la libertà di fare il proprio mestiere, ognuno a suo modo: chi fa informazione, chi fa satira, chi fa intrattenimento, ecc.". Ma soprattutto serve che il presidente del Consiglio rispetti la Rai, lui che “ne dovrebbe tutelare l'autonomia per motivi evidenti di conflitto di interessi, tanto più in questi giorni in cui ha assunto l'interim del ministero competente".
"Adesso e' davvero troppo - interviene il capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, Pancho Pardi -. Ma possibile che Berlusconi con tutti i problemi che ci sono nel Paese non abbia nulla da fare che prendersela con chi lo prende in giro o parla male di lui in televisione? Possibile che in 16 anni nessuno gli abbia ancora spiegato che la satira e' libera e di solito attacca il potere?".
"Evidentemente il massimo della tolleranza per lui sopportabile e' essere preso in giro solo dai bonaccioni che lavorano nelle sue reti, insomma una satira compiacente. Crediamo pero' -conclude il senatore Pardi- che come si sia indispettito per la Dandini si sia compiaciuto del Tg1 di oggi che ha taciuto di tutta la faccenda Scajola-Verdini senza citarli mai, neanche una volta".
Nel Pdl, intanto, scoppia il caso talk show. Ad accendere la miccia il vicepresidente vicario dei senatori Gaetano Quagliarello, secondo il quale in televisione il partito deve parlare con una voce unica. "I partiti all'interno hanno una loro vita, fatta di posizioni articolate e, a volte, contrastanti – ha detto in un’intervista al ‘Tempo’ - Si discute, si decide e alla fine la voce all'esterno è e deve essere unica. Altrimenti ci sarebbero due partiti". Quagliarello dice di non voler negare quello che avvenuto dopo lo scontro Berlusconi-Fini ovvero la creazione di una dissidenza all’interno del Pdl ma “non possiamo pensare che da adesso in avanti diventi un'abitudine che due persone elette tra le file dello stesso partito vengano invitate nei salotti del piccolo schermo in quanto portatori di due posizioni diverse". In questo modo “viene fuori un'immagine falsata del partito. Chi si deve adeguare non siamo noi politici. Noi possiamo e dobbiamo declinare qualche invito. Ma devono essere gli editori e i conduttori dei talk show televisivi a tornare a rispettare le regole della comunicazione politica: un esponente per un partito".
Pronta la replica della minoranza interna dei finiani. "L'amico Quagliarello vorrebbe imporre che nei talk-show il Pdl sia rappresentato da un solo esponente – dice il vicepresidente dei deputati del PdL Carmelo Briguglio - Che vogliamo fare ? Mandare un documento del partito alle redazioni perché si uniformino?".
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| vaifacco ha scritto (07/05/2010 - ore 15:56) | segnala un abuso |
| La satira ha diritto/dovere di esistere,i partiti devono smettere di dettare le scalette ai programmi televisivi:FUORI TUTTI I PARTITI DALLA RAI!! | |
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