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Il consigliere Rizzo Nervo: ''Decisione molto grave''

No B-Day, la Rai nega diretta tv e Di Pietro s'infuria: ''Niet sovietico, colpa del Pd''

Antonio Di Pietro (Adnkronos)  Antonio Di Pietro (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 03 dicembre, ore 19:31
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il leader dell'Italia dei Valori: ''La dirigenza del partito non c'ha messo la faccia''. De Magistris: ''Pd senza coraggio''. Bersani: ''Non metteteci il cappello''. Di Bella: ''Disponibile a diretta su Raitre''. Gli organizzatori: ''In piazza saremo almeno 350mila''. Il corteo contro Berlusconi divide Pd e Idv
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Roma, 3 dic. (Adnkronos/Ign) - La Rai ha negato la diretta televisiva per il No B-Day del 5 dicembre scatenando la reazione indignata di Antonio Di Pietro. Il leader dell'Italia dei Valori parla di ''niet sovietico'' e denuncia "l'irresponsabilità del servizio pubblico che segue due pesi e due misure: solo perché si tratta di una manifestazione non di regime ma contro il regime viene impedita la possibilità di conoscere l'altra versione dei fatti sul malgoverno Berlusconi".

"Ci avevano detto che le dirette si fanno solo per manifestazioni istituzionali o promosse da gruppi presenti in Parlamento - lamenta Di Pietro - e allora noi come gruppo parlamentare abbiamo chiesto formalmente che la Rai seguisse l'evento per dar voce alla società civile, rispetto alla quale noi facciamo un passo indietro". Il leader dell'Idv lancia dunque un "appello al presidente della Rai e alla commissione di Vigilanza affinché ripensino il rifiuto dell'azienda. Altrimenti, sarebbe la conferma che stiamo in un regime".

Di Pietro punta il dito contro il Partito democratico per la decisione della Rai: ''Se la dirigenza del Pd avesse accettato di metterci la faccia, oggi la Rai non avrebbe avuto il coraggio di dire no alla diretta''.

"Il Pd manca di coraggio - gli fa eco l'europarlamentare dell'Italia dei Valori Luigi de Magistris - e sceglie di restare vittima del calcolo partitico, della logica di una politica troppo 'salottiera', mentre l'informazione Rai è sacrificata sull'altare della censura pubblica. A godere di tutto questo? Il 'fuggitivo' dalla legge, cioè Silvio Berlusconi''.

''La decisione di negare al Tg3 la possibilità di realizzare un approfondimento con dirette dalla piazza sulla manifestazione di sabato prossimo, la prima in Italia organizzata dalla Rete, è molto grave'' anche per il consigliere di amministratore della Rai, Nino Rizzo Nervo, ''e lede i poteri e l'autonomia del direttore di testata''. Secondo il consigliere, inoltre, affermare che la diretta ''sarà gestita da Rainews24 è una grande ipocrisia perché Rainews oggi è vista in chiaro dal 30% della popolazione italiana''.

Il neo direttore di Raitre, Antonio Di Bella, è intervenuto sul sito di Articolo21 per dire che quella che sogna ''è una rete pronta ad illuminare le iniziative politiche e sociali di segno diverso, senza preclusioni. Per questo, già nelle prime ore di ieri mattina avevo espresso alla collega e amica Bianca Berlinguer la mia massima disponibilità a modificare, per quanto attiene alle mie responsabilità, il palinsesto di rete, per una diretta del Tg3 sulla manifestazione di sabato".

Intanto gli organizzatori del No B-Day snocciolano le prime ipotetiche cifre e assicurano: ''Saremo almeno 350mila''. ''Alla fine - dice Di Pietro - penso che saranno tali e tante le persone della società civile che hanno dato la loro adesione al No B-Day del 5 dicembre, che faremo prima a contare quelli del Pd che non ci saranno rispetto a quelli che ci saranno". Il leader dell'Idv si rivolge quindi agli esponenti democratici che ancora 'nicchiano': "Lancio un appello perché ci ripensino: farà più rumore la loro assenza che la loro presenza con umiltà accanto alla società civile, anzi un passo indietro rispetto ad essa".

A chiarire però ancora una volta la posizione del Partito democratico rispetto alla manifestazione di sabato prossimo è stato il segretario Pier Luigi Bersani. "Noi abbiamo rispetto per i movimenti e abbiamo la speranza che nella loro autonomia riescano a dare un contributo in difesa dei valori costituzionali. Se qualcuno ci mette il cappello - ha avvertito - fa danno a questa speranza". "L'atteggiamento del Pd non è tentennante, è rispettoso - ha spiegato Bersani - Nell'autonomia, ci saranno tanti di noi".

Conflitto d'interessi, giustizia, diritti, informazione saranno i temi al centro della manifestazione. Alle 14 è prevista la partenza del corteo da piazza della Repubblica. A piazza San Giovanni alle 15.30 inizierà una prima parte di concerto, dalle 16.30 partiranno gli interventi e quindi dalle 18.30 la seconda parte del concerto aperta da Roberto Vecchioni.

Dal palco non ci saranno interventi di esponenti politici. Previsti invece quello di Domenico Gallo sulla giustizia, di Dario Fo e Moni Ovadia sui diritti e ancora l'attore Ascanio Celestini, lo scrittore Antonio Tabucchi, l'astrofisica Margherita Hack. I partiti che hanno aderito (Idv, Verdi, Sinistra e Libertà, Rifondazione, Pdci) seguiranno la manifestazione dalla piazza.

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