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Orlando: ''Nei pronto soccorso medici vittime come cittadini''

ultimo aggiornamento: 23 febbraio, ore 18:30
Roma - (Adnkronos) - Il presidente della Commissione parlamentare sugli errori sanitari a 'Una domanda a...', sul sito Ign/Adnkronos: ''Non si può far dipendere la salute del cittadino da un calcolo meramente economico'' (VIDEO)


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Roma, 23 feb. (Adnkronos) - ''Tante volte i medici e gli infermieri nei pronto soccorso sono, dopo i cittadini, le altre vittime di questo sistema che non funziona''. Lo dice a 'Una domanda a...', sul sito Ign/Adnkronos, il presidente della Commissione parlamentare sugli errori sanitari Leoluca Orlando, a commento delle ultime vicende che hanno coinvolto alcune strutture di urgenza italiane. E denuncia: ''Non si può far dipendere la salute del cittadino da un calcolo meramente economico''.

''La nostra commissione -aggiunge- segue puntigliosamente le disfunzioni dei pronto soccorso degli ospedali italiani perché il pronto soccorso dovrebbe essere la cartina di tornasole del funzionamento del servizio sanitario nazionale, dovrebbe essere un canale con due sponde parallele che unisce il territorio con le strutture ospedaliere. Quel canale è diventato un imbuto, che ha un ingresso larghissimo e una uscita molto stretta, con la conseguenza che va al pronto soccorso anche chi non dovrebbe''.

''Infatti -osserva Orlando- se si demolisce la sanità sul territorio, si va al pronto soccorso laddove magari bastava andare dal medico di base, si va al pronto soccorso per saltare le lunghissime liste di attesa (anziché tre mesi, aspetterò tre giorni in corsia al pronto soccorso). Se, d'altra parte, si continua con la logica dei tagli secondo criteri economici e non secondo criteri clinici, si avrà la conseguenza che si uscirà dal pronto soccorso più facilmente per trovare un posto in cardiochirurgia o di ortopedia piuttosto che per patologie meno retribuite''.

Per cambiare questa situazione, secondo Orlando, ''non serve aumentare le risorse, perché i casi di disfunzione che abbiamo registrato sono quasi tutti in Regioni sottoposte al piano di rientro, il che dimostra che spende di più talvolta spende anche peggio, ma occorre rivedere i criteri economicistici delle aziende attraverso la valutazione media dei casi che riguardano un territorio dato''.

''E' evidente -spiega- che laddove c'è una popolazione femminile giovane bisognerà aumentare le strutture di ginecologia e pediatria e dove ci sono molti anziani bisognerà potenziare 'ortopedia. Non si può far dipendere la salute del cittadino da un calcolo meramente economico. Le regioni tagliano, ma si sono tagliati in questi anni sprechi e ruberie o piuttosto i servizi ai cittadini, mortificando il diritto alla salute dei cittadini e il diritto alla professionalità di medici e operatori sanitari?''.


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