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Pd illustra la proposta legge per istituire una commissione d'inchiesta

P3, Caliendo indagato per violazione della legge Anselmi. Berlusconi: ''Piena fiducia''

Giacomo Caliendo (foto dal sito del Senato)  Giacomo Caliendo (foto dal sito del Senato)
ultimo aggiornamento: 28 luglio, ore 09:57
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il sottosegretario alla Giustizia iscritto nel registro degli indagati per violazione degli art. 1 e 2 della legge Anselmi. Dopo Verdini, è il giorno di Dell'Utri davanti al magistrato: ''Ho imparato a stare zitto''. Bankitalia propone amministrazione straordinaria per Credito Cooperativo Fiorentino. Il giudice Marconi trasferito a Napoli. Fini: chi è indagato abbandoni l'incarico
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Roma, 27 lug. (Adnkronos/Ign) - Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo è stato iscritto nel registro degli indagati per violazione degli art. 1 e 2 della legge Anselmi.

L'iscrizione di Caliendo nelle liste degli indagati è stata decisa secondo quanto si è appreso, oggi, dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo al termine di un esame della posizione delle persone che la sera del 23 settembre 2009 si riunirono presso l'abitazione romana di Denis Verdini a Palazzo Pecci Blunt in Piazza dell'Ara Coeli. In base alle intercettazioni telefoniche disposte dal magistrato, che per questa vicenda ha ottenuto l'arresto di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, parteciparono a quella riunione i tre arrestati, il senatore Marcello Dell'Utri, Giacomo Caliendo e i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller. La loro posizione è ancora all'esame del magistrato perché deve valutare se anche nei loro riguardi debbano essere adottati provvedimenti.

Come per i tre arrestati e gli altri indagati, per Caliendo il magistrato ha anche ipotizzato che durante quella cena si decise l'intervento presso la Corte costituzionale sul cosiddetto Lodo Alfano nonché interventi sulla nomina di Alfonso Marra alla presidenza della Corte d'Appello di Milano e alla pressione che doveva essere fatta in Cassazione per dare un certo indirizzo al ricorso presentato da Nicola Cosentino contro l'ordine di custodia cautelare richiesto dai magistrati di Napoli per sua contiguità con la Camorra.

Al sottosegretario è arrivata la solidarietà del presidente Silvio Berlusconi che, in una nota di Palazzo Chigi, fa sapere di aver incontrato Caliendo ''e, in relazione all’indagine quest’oggi annunciata nei suoi confronti'', di avergli ''espresso la più ampia solidarietà e, rinnovandogli piena fiducia'', di averlo ''invitato a continuare a lavorare con l’impegno fin qui profuso''. Anche il Guardasigilli Angelino Alfano ha rinnovato ''fiducia e solidarietà'' a Caliendo.

Da qui le reazioni dell'opposizione. ''Possibile che nessuno nel Pdl e nella Lega protesti per l'incondizionata solidarietà che gli offre il ministro della giustizia Alfano? Sarebbe più serio che Caliendo si dimettesse prima che la Camera discuta, cosa che deve avvenire al più presto, la nostra mozione di sfiducia", afferma Michele Ventura, vicepresidente vicario del Pd alla Camera. Mentre il portavoce dell'Italia dei valori Leoluca Orlando invita Alfano a essere ''solidale per una volta con i giudici e le forze dell'ordine''.

Intanto, Marcello Dell'Utri ha scelto di non rispondere alle domande del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo che lo interrogava come indagato nell'inchiesta della cosiddetta P3. Nell'ufficio di Capaldo è rimasto una quarantina di minuti giusto per il disbrigo delle iniziali procedure e poi ha detto no a qualsiasi domanda. Lasciando il palazzo di Giustizia ha detto: "Mi sono avvalso della facoltà di non rispondere. E' una mia regola fissa. Non avendo parlato con i pubblici ministeri è ovvio che non posso parlare neppure con i giornalisti. Non rispondendo mi sono avvalso di una facoltà fondamentale per l'imputato. La legge mi consente di non rispondere e l'ho fatto. Quando 15 anni fa sono stato imputato a Palermo e mi hanno interrogato ho parlato per 17 ore e poi sono stato rinviato a giudizio sulla base delle mie dichiarazioni. Ho imparato da allora a stare zitto. Se vi capitasse di andare sotto inchiesta vi consiglio di fare altrettanto".

Intanto, il Pd si appresta a illustrare la proposta di legge per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla presunta associazione segreta P3. Domani alle 12.15 alla Camera, presso la sala del Mappamondo, si terrà una conferenza stampa con i deputati Rosy Bindi, Roberto Zaccaria, Pierluigi Castagnetti, Donatella Ferranti, Lanfranco Tenaglia, Giovanni Bachelet, Giovanni Burtone Cinzia Capano, Giuseppe Giulietti, Ricky Levi, Margherita Miotto.

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