Appello del capo dello Stato sull'elezione dei membri laici: ''Rinnovo entro 31 luglio, definire intese necessarie''
P3, Colle: ne discuta il nuovo Csm. Il Consiglio: ''Marra va trasferito''
ultimo aggiornamento: 20 luglio, ore 08:07
Roma - (Adnkronos/Ign) - Napolitano scrive a Mancino: affrontare il tema delle "regole deontologiche minime" nel prossimo Consiglio e non nel "momento terminale di questa Consiliatura". E ammonisce a ''non gettare ombre su libere pronunce dei consiglieri sulla proposta di nomina per la Corte d'Appello Milano''. I Commissione deciderà la data di convocazione di Marra: ''Ha perso prestigio e non può restare a Milano''. Mancino: ''Nessuno sconto ai magistrati infedeli''. Eolico, Carboni andrà in una clinica
Roma, 19 lug. (Adnkronos/Ign) - Il tema delle "regole deontologiche minime" per i comportamenti dei consiglieri del Csm va affrontato nel prossimo Consiglio superiore della magistratura e non nel "momento terminale di questa Consiliatura". Lo scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella lettera inviata al vice presidente del Csm, Nicola Mancino. Giorni fa, Mancino, sollecitato in plenum dal togato di Md Livio Pepino, aveva inviato al capo dello Stato la richiesta di mettere la questione all'ordine del giorno di una delle prossime sedute e aveva sottolineato che senza il consenso di Napolitano la discussione non poteva farsi.
"La richiesta - scrive il capo dello Stato a Mancino - prende le mosse, in particolare, dalla esistenza di investigazioni su condotte indebitamente tese a interferire sul voto di alcuni componenti di questo Consiglio in occasione della nomina del presidente della Corte di Appello di Milano. La questione, lei mi scrive, dovrebbe essere dibattuta in termini generali e propositivi prescindendo dalla esistenza di indagini penali, disciplinari e amministrative sull'episodio".
"A parte la seria preoccupazione, che è lecito mantenere, di non interferire in tali indagini - prosegue Napolitano - ritengo da un lato che il tema non possa essere affrontato in termini 'generali e propositivi' con la necessaria ponderazione nel momento terminale di questa Consiliatura, mentre è corretto lasciare alla prossima le appropriate decisioni in merito, e dall'altro che si debba essere bene attenti a non gettare in alcun modo ombre sui comportamenti di quei consiglieri che ebbero a pronunciarsi liberamente, al di fuori di ogni condizionamento, su quella proposta di nomina concorrendo alla sua approvazione".
Il comitato di presidenza del Csm, nella riunione di oggi pomeriggio, ha preso atto della lettera di Napolitano, che oggi è intervenuto anche in merito all'elezione dei nuovi componenti laici del Consiglio e "nell'imminenza di una nuova seduta del Parlamento a Camere riunite per l'elezione dei membri laici del Csm'' ha rinnovato ''un vivo appello a tutti i gruppi parlamentari a definire senza ulteriore indugio le intese necessarie perché le prossime votazioni vadano a buon fine''.
''Confidando nell'attivo impegno dei Presidenti delle Camere - afferma Napolitano - sottolineo la assoluta necessità che alla scadenza del mandato dell'attuale Consiglio, il 31 luglio, l'istituzione sia stata rinnovata interamente così da poter svolgere senza soluzione di continuità e nella pienezza dei poteri le sue più che mai essenziali e delicate funzioni".
Intanto si apprende che la prima commissione del Csm, che si è riunita già oggi, ha rinviato a domani la decisione sulla data di convocazione del presidente della Corte di Appello di Milano, Alfonso Marra, dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta sull'eolico. La commissione ha già avviato la procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale nei confronti di Marra, e oggi i consiglieri hanno iniziato la discussione del documento, non trovando l'accordo sul da farsi. La votazione è stata dunque aggiornata a domani mattina. I tempi sono stretti, ed è probabile che l'iter passi nelle mani del nuovo Csm, che dovrà decidere se trasferirlo.
Stando a quanto si è appreso, secondo la posizione espressa oggi a maggioranza dalla prima commissione Marra deve essere trasferito per incompatibilità ambientale dall'ufficio giudiziario milanese, poiché i suoi comportamenti determinano "l'impossibilità" di svolgere la giurisdizione "in modo imparziale e indipendente".
La prima commissione del Csm domani voterà un documento in cui compaiono le 'accuse' mosse a Marra. Comportamenti, quelli del magistrato, definiti "non colposi", e dunque non passibili di azione disciplinare. Ma, sulla base dei documenti acquisiti, e l'intervista audio rilasciata da Marra, appare chiaro, secondo la prima commissione, che per essere nominato alla guida della Corte d'Appello milanese, il magistrato chiese ed ottenne da alcuni personaggi di attivarsi anche presso il Csm.
In cambio, dopo la sua nomina, gli stessi gli avrebbero chiesto un aiuto per il ricorso di Formigoni in occasione delle elezioni regionali. Il fatto che Marra non li aiutò mostrerebbe che non sono state messe in atto condotte colpose, ma ciò avrebbe determinato una "perdita di prestigio", e l'incapacità "sotto il profilo dell'immagine" di saper gestire l'attività del suo ufficio.
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