Rizzo Nervo: "Totale mancanza di rispetto per conduttori e giornalisti"
Par condicio, stop ai talk show Rai fino al voto per le Regionali
ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 14:54
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il cda di Viale Mazzini decide (con la maggioranza di un voto) di sospendere 'Porta a Porta', 'Annozero', 'Ballarò' e tutti gli approfondimenti politici di prima e seconda serata fino al 29 marzo. Garimberti: "Scelta che danneggia azienda e utenti". Pd: "Decisione di inaudita gravità"
Roma, 1 mar. - (Adnkronos/Ign) - Niente 'Porta a Porta', 'Annozero', 'Ballaro'' fino alle elezioni regionali. Il cda della Rai, convocato stamattina per una seduta straordinaria proprio sull'applicaizone del regolamento della Commissone di vigilanza sulla comunicazione politica pre-elettorale, ha infatti deciso, su proposta del direttore generale Mauro Masi, di sospendere tutti i talk show politici di prima e seconda serata per l'ultimo mese prima del voto, quindi da oggi al 29 marzo.
La decisione ha scatenato le polemiche da parte dei consiglieri di opposizione. Ma un no convinto arriva anche dal Presidente della Rai, Paolo Garimberti che in Cda ha ricordato di essersi battuto e di aver fatto ''tutto il possibile perche' non si arrivasse a questo esito'', compreso un ultimo estremo tentativo di avere dalla Vigilanza un'interpretazione formale utile all'applicazione del regolamento sulla 'par condicio' meno dannosa per la Rai.
Garimberti ha spiegato durante il Cda che - pur comprendendo le valutazioni del Dg - ''come giornalista e come amministratore'' e' stato ''molto tormentato da questa vicenda'' di cui non condivide la conclusione. Il presidente e' molto contrariato soprattutto per ''i seri dubbi sulla costituzionalita' di alcune parti del regolamento, come del resto ammesso chiaramente anche da un ex presidente della Corte Costituzionale e come paventato dallo stesso Presidente dell'Agcom''. Inoltre il Presidente ritiene, da amministratore, ''che vi sia anche un concreto rischio di danno erariale'' che potrebbe evidenziarsi in modo piu' definito dopo un'eventuale accoglimento da parte del Tar dei ricorsi delle emittenti private.
Come ''giornalista liberale'' poi, Garimberti valuta la decisione ''in modo assolutamente negativo'' perche' in questo modo ''si danneggia gravemente l'immagine della Rai''. ''Si colpiscono gli utenti cui viene negato un diritto che coincide con un dovere specifico del Servizio Pubblico: quella di fare informazione'', avrebbe spiegato Garimberti che avrebbe concluso difendendo i conduttori: ''si da' un segnale di sfiducia nei loro confronti presumendo che non siano capaci di gestire gli spazi loro affidati. Rifiuto l'idea che dei colleghi, dei giornalisti, non siano in grado di comportarsi con giudizio ed equilibrio''.
Critiche arrivano anche da Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza Rai, che parla di decisione ""di inaudita gravità" e dal consigliere Giorgio van Straten: ''Il Direttore Generale della Rai, col sostegno della maggioranza del Consiglio di Amministrazione, ha deciso di sopprimere per un mese l'informazione sulla televisione pubblica. Restano i notiziari ma questo, visti i comportamenti dell'attuale direzione del Tg1, non puo' rassicurare nessuno''.
''Come Consigliere di Amministrazione -spiega Van Straten- ho espresso la mia totale contrarieta' a questa scelta di applicazione del regolamento della Vigilanza, un regolamento che oltretutto molti autorevoli giuristi hanno valutato come incostituzionale".
Il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo parla di "decisione contraddittoria, sbagliata, che tradisce profondamente i doveri del servizio pubblico che sono quelli di ampliare non di comprimere gli spazi di informazione''. ''Con cinque voti a favore e quattro contrari il Consiglio di amministrazione oggi e' andato oltre lo stesso regolamento approvato dalla Commissione parlamentare che, pur limitando pesantemente la liberta' di espressione, non prevedeva la cancellazione per un mese di programmi importanti come 'Porta a Porta', 'Ballaro'', 'Anno Zero' e 'L'ultima parola'''.
''Sconcerta anche -spiega Rizzo Nervo- la totale mancanza di rispetto dimostrata nei confronti delle capacita' professionali dei conduttori e dei direttori di rete ai quali in sostanza si dice: vi sospendiamo sino alla fine della campagna elettorale perche' non ci fidiamo di voi".
"Commissione di Vigilanza e Rai - conclude Rizzo Nervo- hanno scritto una brutta pagina: la legge sulla par condicio e' soltanto un alibi inconsistente tant'e' che nei dieci anni di sua applicazione mai erano state soppresse trasmissioni di approfondimento giornalistico".
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| jambolo ha scritto (01/03/2010 - ore 21:53) | segnala un abuso |
| Sarebbe ora di spegnere la tv e ragionare su cio' che vediamo tutti i giorni davanti ai nostri occhi, forse ci accorgeremmo che la minestra e' molto diversa dalla tv di regime... | |
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