Almanacco del giorno - Oroscopo  - Meteo - Mobile  - iPad - SMS
''Non ci scinderemo mai''

Pd, Veltroni all'attacco: errori alleanza con Udc e partito pesante. Ora la linea va rivista

ultimo aggiornamento: 08 maggio, ore 19:40
Cortona - (Adnkronos) - L'ex segretario al seminario di Area democratica a Cortona contesta la linea Bersani: ''Si fondava essenzialmente su due punti ed entrambi si sono rivelati sbagliati''. Quindi avverte: ''Una coalizione semplicemente antiberlusconiana è un nuovo errore. Non ci sono scorciatoie, non ci sono Cln, dobbiamo pensare a noi stessi, non come partito, ma come riformisti''
leggi i commenti    commenta commenta 1     vota vota 8    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Cortona (Ar), 8 mag. (Adnkronos) - La linea uscita dal "congresso oggi va vista in un'altra luce". Walter Veltroni al seminario di Area democratica a Cortona attacca la linea Bersani e lo fa senza giri di parole. La linea uscita dal congresso si fondava essenzialmente su due punti: l'alleanza con l'Udc e "partito con la 'p' maiuscola" ed entrambi, attacca Veltroni, si sono rivelati sbagliati. L'alleanza con l'Udc è andata male: "Non dico nulla, mi rifaccio a quanto detto ieri da D'Alimonte", osserva l'ex segretario rifacendosi all'analisi dei flussi elettorali fatta venerdì a Cortona dal professore Roberto D'Alimonte che, a suon di precentuali, ha mostrato come l'Udc abbia perso consensi (fino al 40 per cento in Piemonte) laddove si è alleato con il Pd. Quanto al partito con la 'p' maiuscola per Veltroni "è un errore. E' un errore un partito pesante in una società come la nostra. E' sbagliato".

"Un partito democratico senza vocazione maggioritaria, e capitemi cosa intendo, non è più il Pd, non c'è più". E dunque, ammonisce mandando un chiaro segnale alla maggioranza del partito: "Se il Pd ridiventa una vecchia identità alla ricerca di alleanze difficili, questo non è il Pd, non è la sua missione".

Ma le critice non preludono a spaccature: "Noi non ci scinderemo mai, perché siamo noi quelli che hanno fatto nascere il Pd e vivono il Pd come un approdo e non come un passaggio", scandisce il leader minoritario. "Ci abbiamo messo tanto tempo a fare il Pd - aggiunge - e a nessuno è consentito di disfarlo".

Veltroni mette quindi in guardia il partito da quello che Bersani chiama il patto repubblicano: ''Basta con il parlare di un 'Cln' antiberlusconiano, "meno ne parliamo e meglio è. Se noi proponiamo una coalizione semplicemente antiberlusconiana, sbagliamo di nuovo. Loro possono frantumarsi, ma se noi proponiamo la costituzione di una coalizione puramente e semplicemente antiberlusconiana, sbagliamo di nuovo", incalza.

Secondo l'ex-segretario, il Pd deve avere "il coraggio di un respiro lungo, di un pensiero lungo, come diceva Berlinguer, mossi da una fiducia anche in questi momenti duri".Insomma il Pd deve portare avanti una sua "sfida riformista originale" e non affidare tutto alla strategia delle alleanze.

Quindi torna a prendere a riferimento gli Stati Uniti: "Obama vive in un Paese in cui per due volte avevano votato George Bush, non Einstein, ma non ha guardato quella 'fotografia' dicendo 'non c'è niente da fare, devo cercare di allearmi con qualcuno''. Ha lanciato la sua sfida, ha pensato che la società fosse mobile, ha pensato e creduto che si potesse aprire una speranza". E proprio grazie a quella sua sfida riformista, Obama "in un anno e mezzo di lavoro ha fatto una riforma sanitaria che garantisce l'assistenza a 31 milioni di cittadini americani. Non c'era riuscito nessuno a farlo, nemmeno Roosevelt. E poi ha firmato la riduzione del 25% degli armamenti nucleari: ed ancora ha affrontato, in un primo momento con grandi risultati, la crisi finanziaria e ha scritto regole che prima non c'erano". Tutto questo lo ha fatto nello "stesso perido di tempo in cui Berlusconi si è occupato del legittimo impedimento. Questa è la differenza di una grande sfida riformatrice con la quale Obama ha spostato milioni di voti, perché si possono spostare milioni di voti".

''Avremo il tempo di fare tutto questo?". Forse ce ne sarà meno del previsto perché secondo l'ex-segretario "Berlusconi non reggerà tre anni senza elezioni. Berlusconi non è un uomo di governo, è uno straordinario organizzatore di campagna elettorali".

E dunque Berlusconi potrebbe voler andare al voto anticipato anche per "dare un colpo" a Gianfranco Fini. "Il più grave torto che potremmo fare a Fini sarebbe quello di far passare nell'opinione pubblica l'idea che Fini è un pezzo del centrosinistra. No, non è così. Fini è il leader possibile di una destra moderata e non populista. Come tale va rispettato ma la differenza si deve vedere", conclude.

pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
articoli correlati
tutte le notizie di Politica
commenta commenta 1    invia    stampa   
ugc
amorevole46 ha scritto (09/05/2010 - ore 04:37) segnala un abuso
ugc
Si va bene,però adesso datevi da fare e soprattutto non tiratevi x i capelli,ne avrete sempre meno.
ugc
ugc
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   Washington chiama Roma  |   musei on line  |   immediapress