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"Avremo un partito plurale"

Bersani: ''Preparare l'alternativa e dare priorità al tema del lavoro''

Pier Luigi Bersani (foto di Francesca Minonne)Pier Luigi Bersani (foto di Francesca Minonne)
ultimo aggiornamento: 07 novembre, ore 17:48
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il segretario del Pd all'Assemblea nazionale: ''Esiste un'altra modernità alternativa alla deformazione populista e plebiscitaria del quadro politico''. I punti di una riforma istituzionale: ''Rivendichiamo un modello parlamentare rinnovato'' e una ''nuova legge elettorale''. Sulla Giustizia c'è ''l'interferenza di questioni personali del premier''. Bindi eletta con voto e acclamazione (VIDEO)
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Roma, 7 nov. (Adnkronos/Ign) - "Vi propongo subito e con chiarezza i nostri essenziali compiti: costruire il partito e preparare l'alternativa". Da qui Pierluigi Bersani è partito nel suo discorso davanti all'Assemblea del Pd durante il quale ha affrontato le questioni di stretta attualità politica, dalla giustizia alla riforma istituzionale, dalla crisi economica al Sud.

I lavori dell'Assemblea nazionale si sono aperti questa mattina alla nuova Fiera di Roma. Subito dopo il via, alla luce del risultato delle primarie del partito che si sono svolte lo scorso 25 ottobre, Pier Luigi Bersani è stato proclamato ufficialmente nuovo segretario del Pd.

Aprendo il suo primo discorso ufficiale da leader del partito, Bersani ha salutato il capo dello Stato Giorgio Napolitano (''e un ringraziamento per la personalità, la forza e l'equilibrio con cui sta esercitando il Suo altissimo ruolo di garanzia"), e Romano Prodi (''lo sentiamo qui con noi''). Poi, ha rivolto, ''un ringraziamento ai segretari che mi hanno preceduto, Veltroni e Franceschini. Franceschini che si è confrontato con me e Marino, che saluto con affetto".

"Costruendo un partito in un modo nuovo e con larghi meccanismi di consapevole partecipazione - ha rimarcato Bersani - noi diciamo con i fatti che esiste un'altra modernità alternativa alla deformazione populista e plebiscitaria del nostro quadro politico e costituzionale". "Avremo un partito plurale", ha detto il segretario dei democratici. "Ogni sensibilità che liberamente vorrà esprimersi dovrà comunque riconoscersi nelle fondamenta e nei muri portanti di questa casa comune". ''Centrale'' anche la questione morale. Bersani ha chiesto che ''la commissione etica avanzi proposte non solo di principio ma tali da comprendere strumenti operativi efficaci per dissociare il partito e il suo buon nome dalle deviazioni di singoli".

Tema centrale nell'agenda del partito sarà il lavoro. ''E' il problema numero uno del Paese, il lavoro deve essere il primo impegno del nostro partito. Lavoro e impresa a cominciare dalla piccola e media impresa". In particolare il partito si concentrerà su quattro punti: "Una politica dei redditi contro l'impoverimento compresa l'esigenza di garantire soglie minime di reddito; l'allestimento di un percorso per l'ingresso al lavoro dei giovani; la necessità di uno sguardo di prospettiva sull'impianto del sistema pensionistico alla luce dei suoi effetti sulle nuove generazioni; una rivisitazione della legislazione sull'immigrazione e sulla cittadinanza".

Bersani ha poi esposto la sua proposta di riforma istituzionale: "Rifiutiamo l'idea che il consenso venga prima delle regole e che la partecipazione democratica significa eleggere un capo, rivendichiamo un modello parlamentare rinnovato, rafforzato e efficiente". Una riforma "che non affidiamo al cosiddetto dialogo, parola malata e ambigua, ma al confronto trasparente nelle sedi proprie: il Parlamento". Bersani ha sintetizzato la proposta Pd in quattro punti: "Superamento del bicameralismo perfetto, Senato federale, riduzione del numero dei parlamentari, rafforzamento delle funzioni reciproche di governo e Parlamento"; "attuazione dell'art. 49 della Costituzione"; "nuova legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i parlamentari" e "nuove norme sui costi della politica". Il segretario del Pd ha sottolineato: "Non pretendiamo di imporre queste priorità ma non accettiamo che l'agenda delle riforme ci fosse semplicemente dettata da altri".

Quindi il capitolo Giustizia "sul quale insiste una confusa pressione da parte di governo e maggioranza, paradossalmente in assenza di proposte leggibili". "Se parliamo del servizio-giustizia, noi non pensiamo che le cose vadano bene così. Al netto delle immancabili eccezioni, la giustizia è un servizio inefficiente e negato alla gran parte dei cittadini". Bersani denuncia "l'enorme difficoltà di un confronto totalmente centrato sull'equilibrio dei poteri e soprattutto invaso dall'insuperabile interferenza di questioni che si riferiscono alle situazioni personali del presidente del Consiglio e segnato dall'aggressività e dalla volontà di rivincita scagliate contro il sistema giudiziario e la magistratura. Sono sentimenti e intenzioni che inquinano la discussione. E' in grado la maggioranza di liberare il tavolo da queste ipoteche? Questa è la domanda ed è - ha rimarcato il leader del Pd - ineludibile".

Sul riequilibrio dei conti pubblici e più in generale sui modi per affrontare la crisi economica "non si può pretendere che le rose del governo siano senza spine. Davanti ad una assunzione di responsabilità esplicita, concreta e visibile da parte del governo noi non ci sottrarremmo a qualcuna di quelle spine. Ma se continuiamo a sentirci dire che il problema non c'è o che si può aggiustare con palliativi, per noi diventa davvero difficile discutere". Bersani ammette che ''per affrontare sia l'emergenza che le riforme bisogna garantire l'equilibrio dei conti e lo si può ottenere solo in tre modi: abbandonare i tagli lineari e mettere le mani nei meccanismi che generano la spesa pubblica'', ''incrementando la fedeltà fiscale'' e migliorando ''i tassi di crescita con riforme capaci di attivare le forze di mercato". Bersani ha illustrato anche una sua proposta per "rianimare i consumi": "Bisogna cominciare a portare risorse ai redditi medio-bassi impoveriti e a chi è sotto la soglia della povertà. Per stimolare minimamente l'economia ci vuole un grande piano di immediate piccole opere da affidare ai Comuni e un potenziamento degli interventi per il risparmio e l'efficienza energetica. Ma tutto questo costa".

Poi, ''la questione drammatica e acuta del Mezzogiorno". "Ospiteremo in un luogo aperto di Partito gli intellettuali, coscienze critiche e nuove energie per proporre un progetto nuovo di legalità e di crescita che attacchi la pletora dell'intermediazione politica e amministrativa, che valorizzi la reciprocità fra nord e sud, che sia palestra vera per la formazione di nuove classi dirigenti", ha aggiunto Bersani. Pier Luigi Bersani convoca poi un'assemblea degli amministratori del Pd per denunciare "il federalismo delle chiacchiere e affermare quello dei fatti. Non si pensi, a cominciare dalla Lega, di poter raccontare qualsiasi favola con noi che stiamo zitti".

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ugc
taloscretese ha scritto (08/11/2009 - ore 08:56) segnala un abuso
ugc
Il lavoro è l'emergenza del momento. Tutti i politici ne fanno ormai uno slogan ma per essere credibili ne devono dare un esempio che finora non c'è. un buon inizio potrebbe essere la diminuzione dei loro altissimi stipendi a fronte dei 900 euro di un vero lavoratore, il divieto di cumulo delle cariche, la non rieleggibilità dopo due incarichi. Cose di cui nessuno parla per dare l'esempio.
ugc
ugc
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