Ronchi, Urso e Viespoli non partecipano all'Ufficio di presidenza

Fini aderisce a Futuro e Libertà. Berlusconi in Aula a fine mese

ultimo aggiornamento: 08 settembre, ore 18:02
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Camera ha lasciato il gruppo parlamentare del Pdl. Nella capigruppo Cicchitto ha sottolineato la situazione di incompatibilità ''con il ruolo di garante''. Lui replica: ''La questione non riguarda la capigruppo''. Berlusconi riferirà sulla situazione politica tra il 28 e il 30 settembre. Di Pietro: presenteremo mozione di sfiducia. Marcegaglia: no al voto. Su Federmeccanica: disdetta contratto atto di chiarezza. Fini: resto presidente. Berlusconi: verifica, poi in piazza
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Roma, 8 set. (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha lasciato il gruppo parlamentare del Pdl per iscriversi al gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia. Lo ha comunicato in aula a Montecitorio il presidente di turno Antonio Leone, che ha anche reso nota l'adesione di Chiara Moroni, già deputata del Popolo della Libertà, a Fli. Lo stesso gruppo parlamentare ha comunicato alla presidenza dell'assemblea di aver nominato Chiara Moroni vice presidente e tesoriere della rappresentanza parlamentare di Fli a Montecitorio. Moroni, ha infine riferito Leone, in assenza o impedimento del presidente del gruppo Italo Bocchino, svolgerà le funzioni di responsabile del gruppo, secondo quanto stabilito dall'articolo 15 del regolamento.

Questa mattina lo scontro tra Pdl e il presidente della Camera si è spostato nella conferenza dei capigruppo. Durante la riunione il capogruppo Fabrizio Cicchitto ha sottolineato la situazione di incompatibilità rispetto al partito in cui verrebbe a trovarsi Fini, diventato, ha sottolineato, di parte e non più garante. Il presidente dell'Assemblea di Montecitorio ha replicato che la questione posta non riguarda il ruolo della capigruppo e quindi non ha ritenuto necessario dare risposte.

Intanto la capigruppo, accogliendo la richiesta formulata dal Pdl, ha deciso che nell'ultima settimana di settembre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riferirà alla Camera sulla situazione politica creatasi all'interno della maggioranza. Alle comunicazioni del premier dovrebbe seguire un voto su una risoluzione. Le comunicazioni, ha reso noto Antonio Leone, si svolgeranno nell'arco di tempo che va dal 28 al 30 settembre.

Cicchitto ha illustrato la sua posizione con una lunga dichiarazione ai giornalisti. Fini, dopo le ultime sue prese di posizione, ha assunto una connotazione "di parte" e non più da "garante" ha detto Cicchitto. ''Poniamo il problema della contraddizione fra il ruolo di presidente della Camera e quello di leader politico - ha spiegato - non perché egli è stato eletto dalla maggioranza di centrodestra con la quale è subentrato un qualche dissenso, ma perché è venuta meno la distinzione dei ruoli di presidente della Camera e di leader politico. Oggi il presidente Fini è a tal punto in servizio permanente effettivo sul piano politico da organizzare la scissione proprio del gruppo parlamentare del Pdl".

"Questo ruolo politico è così di prima linea che il presidente Fini ha addirittura affermato che il retroterra politico-partitico del gruppo del Pdl che rimane il gruppo di maggioranza relativa non esiste più, è morto. Nel passato nessun presidente della Camera, pur essendo stato o essendo un leader di partito, si è spinto a questo punto''. "Quando l'onorevole Fini arriva addirittura a disconoscere l'esistenza del maggior partito rappresentato nella Camera che egli presiede - ha detto tra l'altro Cicchitto - dimostra chiaramente di svolgere un ruolo di parte, incompatibile con il ruolo di garante che deve caratterizzare la presidenza di un ramo del Parlamento''. Ed ha concluso rilevando ''un autentico squilibrio istituzionale che non possiamo non sottolineare perché provoca una situazione di crisi assai seria nell'intero sistema".

"Ne prendo atto - è stata la replica di Fini - non è una questione relativa a compiti e funzioni della capigruppo. Per questo non considero necessario dare alcuna risposta in questa sede".

Secondo il capogruppo di Fli a Montecitorio, Italo Bocchino, Cicchitto ha posto questioni rispetto al ruolo del presidente Fini "con molto garbo e poca convinzione. Troppo intelligente e troppo esperto per non sapere che è una forzatura. Comunque questo è un falso problema".

Intanto gli esponenti finiani del governo, Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pasquale Viespoli, hanno fatto sapere in una nota congiunta che non parteciperanno all'Ufficio di presidenza del Pdl convocato nel pomeriggio a palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi.

''Riteniamo - scrivono il ministro per le Politiche Europee, il viceministro allo Sviluppo Economico e il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali - di non partecipare all'odierna riunione dell'ufficio di presidenza per una ragione di stile, di opportunità e di merito in quanto resta irrisolta la questione politica determinatasi nella riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl del 29 luglio scorso, presa con il nostro voto contrario. Ribadiamo altresì la nostra piena lealtà e fiducia nei confronti del governo e del patto preso con gli elettori''.

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