Si fa il punto sulle prospettive del governo
Silvio Berlusconi e Casini
Pdl-Lega, c'è attesa per il vertice Sul tavolo il nodo dei centristi
Silvio Berlusconi e Casini
ultimo aggiornamento: 25 agosto, ore 08:47
Roma - (Adnkronos) - Berlusconi incontra a pranzo nella sua villa sul Lago Maggiore Bossi assieme al ministro Tremonti per affrontare l'ipotesi dell'ingresso di altre forze nella coalizione dopo le tensioni con i finiani. Ma il leader leghista aveva attaccato Casini: "E' uno str...". E da 'Famiglia cristiana' la stoccata al premier in un editoriale: "In Italia comanda solo lui". Replica Giro: "E' pornografia politica"
Roma, 25 ago. - (Adnkronos) - Silvio Berlusconi, dopo qualche giorno ad Arcore lontano dai palazzi romani, torna oggi ad affrontare in prima persona i temi politici che hanno arroventato l'estate. Dovrebbe, infatti, tenersi all'ora di pranzo il vertice sul lago Maggiore, a villa Campari, con Umberto Bossi cui è atteso anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Sul tavolo, l'agenda politica di governo e il nodo dell'allargamento della coalizione dopo le tensioni tra Pdl e i finiani di Fli.
Argomenti ancora caldissimi, se è vero che il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli dal Meeting di Rimini ha rivolto un invito all'Udc ("credo che si debba provare") e che il finiano Adolfo Urso ha chiesto di "annullare la riunione dei probiviri prevista il prossimo mese" per arrivare ad una "ricomposizione" all'interno del Pdl. Il tutto mentre per il governo, e in particolare Berlusconi, si apriva la questione 'Famiglia cristiana': secondo il settimanale dei paolini per il berlusconismo il "metodo Boffo (chi dissente va distrutto) è fatto apposta".
Sul fronte dell'opposizione a fare discutere è invece la lunga lettera che Walter Veltroni ha scritto al 'Corriere della sera' in cui, tra le altre cose, l'ex segretario del Pd ha invocato alleanze "fondate sulla reale convergenza programmatica e politica" e ha bocciato quelle che definisce "alleanze col diavolo".
Tornando al Pdl, è stato il ministro Matteoli ha insistere sull'intesa con Pier Ferdinando Casini. Con l'Udc "credo che si debba provare. L'Udc è stato per 14 anni con noi. Quindi sarebbe un ritorno a casa -ha detto il ministro delle Infrastrutture al Meeting di Rimini-. L'elettorato dell'Udc guarda al centrodestra, sicuramente non guarda a sinistra. Quindi mi pare che questo tentativo si debba fare".
Per quel che riguarda i rapporti con i finiani, è stato invece Adolfo Urso a fare il punto della situazione: "Se davvero vogliono tenere aperta la strada della ricomposizione, devono annullare la riunione dei probiviri prevista il prossimo mese. Poi, ovviamente, bisognera' ricucire anche lo strappo con Fini", ha spiegato il vice ministro al Commercio con l'estero riferendosi al giudizio che pende sulla testa di Fabio Granata, Italo Bocchino e Carmelo Briguglio. Per Urso, "questo annullamento è una vera e propria prova del nove".
Però, anche ieri, i finiani non hanno risparmiato qualche 'stoccata' ai berlusconiani. E' Farefuturo, attraverso il periodico online Ffwebmagazine, a rivolgersi con una lettera aperta ai "berlusconiani moderati": "Ve la ricordate la rivoluzione liberale? Bei tempi -si legge-. Siete così convinti, cari pidiellini 'moderati', che la rivoluzione liberale (quella che guardava alla signora Thatcher e al presidente Reagan con ammirazione e con invidia) possa avere il volto di Vladimir Putin, e possa davvero consumarsi sotto il tendone di Gheddafi? Che possa essere cantata da Vittorio Feltri e dal suo Giornale? Che possa affidarsi alle mani di Cosentino e di Verdini? Che possa essere appaltata alla Lega Nord?".
Ad agitare le acque del centrodestra ci ha pensato anche 'Famiglia cristiana' che a Berlusconi ha dedicato un duro editoriale: "Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai 'formalismi costituzionali'. Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla 'sovranità popolare' che finora lo ha votato".
Poi, la parte ancora più critica, quella sui cattolici: "La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano). Quale delle due metà deve fare 'autocritica'?". Per il settimanale dei paolini, "il berlusconismo se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all'embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il 'metodo Boffo' (chi dissente va distrutto) è fatto apposta".
A 'Famiglia cristiana' ha replicato con decisione il ministro della Cultura Sandro Bondi: "Soprattutto come cattolico provo sentimenti di sconcerto e di disgusto dopo aver letto l'editoriale del direttore di Famiglia cristiana. La crisi della società italiana deve essere giunta a livelli di allarme, e la Chiesa stessa non ne è affatto immune, se perfino un settimanale cattolico giunge a tale accenti di unilateralità politica, di assenza di stile e di rinuncia alla moderazione". Mentre è stato il sottosegretario alla Cultura Francesco Giro a parlare di "pornografia politica".
Nel centrosinistra, invece, si discute intorno alla lettera che Walter Veltroni, tramite il 'Corriere della sera', ha rivolto al Paese. "Rimango dell'idea che le uniche alleanze credibili, prima e dopo le elezioni, siano quelle fondate sulla reale convergenza programmatica e politica. In fondo il repentino declino del centrodestra conferma proprio questo", ha scritto l'ex segretario del Pd
"Spero che si concluda rapidamente l'era Berlusconi", scrive tra l'altro Veltroni, così "in Italia potremo finalmente avere un vero bipolarismo, schieramenti fondati sulla comunanza dei valori e dei progetti, capaci di riconoscersi e legittimarsi reciprocamente in un Paese con una politica più lieve e perciò più veloce ed efficiente nella capacità di decisione del suo sistema democratico. Se saremo invece tanto cinici da pensare che il declino di Berlusconi possa aprire la strada a un nuovo partitismo senza partiti e alla sottrazione ai cittadini del potere di decidere il governo, finiremo con l'allungare l'agonia del berlusconismo e l'autunno italiano". Secondo Veltroni, "il nostro Paese merita di più. Merita di più dei dossier e dei veleni. Di più della politica ridotta a interesse di un leader. Di più delle alleanze con il diavolo".
Immediata la riflessione del capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini: "Questi due anni hanno dimostrato che Berlusconi diventa sempre più un pericolo per la nostra democrazia e oggi siamo in piena emergenza. Se si condividono queste considerazioni, può essere utile ricordare che i nostri padri durante la Resistenza non persero tempo a domandarsi a vicenda se erano liberali, comunisti, per la monarchia o la repubblica, per la legge proporzionale o maggioritaria, ma decisero di iniziare a discuterne dopo la Liberazione".
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