News > Politica > Pensioni, Fini: ''Per pagarle immigrati determinanti. Pensiamo a fare la riforma''
''Non oggi, non domani mattina, ma qualcosa bisogna pur fare''
(Da Facebook)
Pensioni, Fini: ''Per pagarle immigrati determinanti. Pensiamo a fare la riforma''
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ultimo aggiornamento: 27 febbraio, ore 18:52
Milano - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Camera a un convegno a Milano: ''L'equilibrio che abbiamo adesso può durare 10 anni ma poi si romperà''. Sulle riforme: ''Spingere sull'acceleratore e non galleggiare''. Tremonti: ''Le pensioni non sono problema per l'Italia''. Immigrati, Berlusconi attacca: ''La sinistra li vuole solo per i voti''. Fini replica: ''Non sono d'accordo''. Si mobilita il popolo 'in giallo': 1 marzo lo sciopero degli stranieri
Milano, 27 feb. (Adnkronos/Ign) - ''Gli immigrati sono determinanti per pagare le pensioni ai nostri vecchi''. Lo ha sottolineato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel suo intervento a Milano, a un convegno sul libero mercato.
Il tema delle pensioni è stato al centro del discorso di Fini. ''Non oggi, non domani mattina, ma qualcosa sulle pensioni bisogna pur fare - ha avvertito la terza carica dello Stato - L'equilibrio che abbiamo adesso può durare 10 anni ma poi si romperà. E' meglio pensarci adesso. La logica del 'non conviene intervenire' non è sempre la logica giusta''.
''In questo momento - ha aggiunto - le giovani generazioni stanno pagando la gran parte di questa situazione, quando saranno padri scopriranno che hanno pagato molto per le generazioni precedenti e poco per se stessi''.
Quanto alla crisi economica, per il presidente della Camera non c'è contrasto tra le ricette di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, e quelle del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. ''Hanno ragione entrambi, non c'è contrasto tra loro. Ha ragione Tremonti quando afferma che è assolutamente necessario tenere i conti pubblici in ordine. Allo stesso tempo ha ragione Draghi quando spiega che è necessario fare le riforme per fare ripartire l'economia. La spesa pubblica va tenuta sotto controllo e l'economia va rilanciata. Per questo credo che non ci sia conflitto - ha osservato - tra le posizioni di Draghi e quelle di Tremonti''. Poi nel pomeriggio, da Vicenza, è tornato su Tremonti: ''Sta facendo benissimo ma taglia anche dove non dovrebbe. Ci sono questioni dove lo stato deve spendere di più: legalità e infrastrutture".
Fini spinge per riforme celeri: ''Dopo le elezioni regionali ci sono tre anni senza elezioni generali fino al termine della legislatura. Dobbiamo usare questo tempo per fare le riforme. Il pericolo che io vedo per il Paese e per il Pdl è quello di galleggiare. Bisogna invece spingere sull'acceleratore''.
''Il Pdl deve affrontare questi temi, deve discutere, deve scegliere una linea che poi deve impegnare tutti. Nessuno deve coltivare il proprio orticello, ogni ministro non deve pensare - aggiunge Fini - a salvare solo se stesso e il suo settore a dispetto degli altri. Se non facciamo le riforme diventerà difficile spiegare come mai una maggioranza così ampia sia ancora alle prese con gli stessi problemi che sono nell'agenda del Paese da più di 15 anni''. Il presidente della Camera afferma che ''il Parlamento c'è ed è pronto, ma evidentemente l'input più importante deve partire dal governo''.
In particolare Fini ha citato la necessità di fare delle riforme strutturali nel campo del Welfare, nel campo economico e sociale, riforme che vadano di pari passo con quelle istituzionali ''perché la politica deve potere rispondere in tempo ai problemi''.
Nel corso del suo intervento, la terza carica dello Stato ha parlato anche del federalismo, che ''ha moltiplicato il livello delle decisioni e i costi''. ''Dobbiamo parlare anche di queste cose visto che stiamo discutendo del federalismo fiscale'' ha rimarcato Fini.
Quindi ha affrontato anche il tema della precarietà, che rischia di essere ''uno sfruttamento legalizzato. La flessibilità non può diventare una cosa del tipo 'ti pago poco e ti mando via quando voglio'. Credo che bisogna rimettere alcune cose a posto, si è passati dal totem del posto fisso all'estremo opposto. Alcune cose devono essere fatte''. E propone una riforma del Welfare che oltre a garantire i soggetti 'tradizionalmente deboli' come chi perde il posto di lavoro, gli anziani e chi ad esempio ha problemi di disabilità, si occupi dei nuovi soggetti deboli che sono i giovani. ''Oltre al Welfare delle garanzie - ha detto Fini - è necessario introdurre un Welfare delle opportunità che aiuti proprio i giovani. Questo è quanto dobbiamo fare nel prossimo futuro''.
Infine, alla sollecitazione di Luigi Zingales che gli chiedeva se passerà la riforma sul processo breve, Fini ha risposto: ''Il verbo è al futuro ed è un'ipotesi''. Interpellato dai giornalisti, ha poi spiegato che si era trattato solo di una battuta.
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