News > Politica > Processo breve, l'apertura di Fini: ''Possibili modifiche alla Camera''. Di Pietro: ''Napolitano non firmi''
La terza carica dello Stato ha tenuto una lectio magistralis all'università di Tor Vergata
(Adnkronos)
Processo breve, l'apertura di Fini: ''Possibili modifiche alla Camera''. Di Pietro: ''Napolitano non firmi''
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ultimo aggiornamento: 22 gennaio, ore 13:16
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Camera: ''Nel passaggio a Montecitorio ci saranno approfondite discussioni''. Poi avverte: ''Non si può ipotizzare che quando il Parlamento lavora il Capo dello Stato parli''. Il leader dell'Idv: ''Non gli abbiamo mai chiesto di intervenire prima dell'approvazione''. Processo breve, l'Anm attacca Alfano. Il Guardasigilli: ''Fanno cadere le braccia''
Roma, 22 gen. (Adnkronos/Ign) - ''Non si può ipotizzare che quando il Parlamento lavora il Capo della Stato parli". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo a uno studente della facoltà di giurisprudenza di Tor Vergata dove la terza carica dello Stato ha tenuto una lectio magistralis.
''Qualche volta - ha aggiunto - si dice: il Capo dello Stato dica, si pronunci. Chi dice una cosa del genere non conosce la Costituzione perché quando il Parlamento lavora il Capo dello Stato deve tacere".
La riflessione del presidente della Camera è giunta nell'ambito di una replica alla domanda dedicata al via libera del Senato al ddl sul processo breve. E Fini, facendo un richiamo anche ai mezzi di comunicazione, ha avvertito che "non si può pensare che il Capo dello Stato sia protagonista del dibattito politico o venga trascinato nella polemica politica", visto che l'intervento del Quirinale si verifica solo al termine del percorso.
Alla terza carica dello Stato è stato chiesto un giudizio sul ddl relativo al processo breve approvato dal Senato e ora all'esame della Camera. A Fini è stata ricordata anche la sua partecipazione alla trasmissione di Lucia Annunziata 'In ½ ora', quando condizionò il suo 'placet' al provvedimento allo stanziamento di nuovi fondi per il sistema giudiziario.
''Rispetto a ciò che dissi allora - dice oggi Fini - qualcosa è accaduto: nella legge finanziaria è stata posta una prima cospicua risorsa finanziaria per migliorare il funzionamento della macchina giudiziaria. Certo, qualcuno può dire che è meno di quanto serve, ma si può anche dire che è un primo passo".
Il presidente della Camera ha proseguito mettendo in evidenza l'importanza e le garanzie che il sistema bicamerale pur con i suoi difetti assicura: "Il ruolo del Parlamento è questo: se si guarda il testo iniziale e poi quello uscito da palazzo Madama, ci sono notevoli modifiche". E quindi anche nel passaggio a Montecitorio "ci saranno approfondite discussioni e il giudizio sarà legittimo solo al termine dell'iter legislativo", ha sottolineato, mostrando di confidare in ulteriori miglioramenti del provvedimento. "Comprendo - ha concluso - le ragioni della polemica giornaliera ma mi sembra legata più agli aspetti propagandistici e allo scontro politico che ai contenuti dei testi in esame".
Un commento di Antonio Di Pietro non si è fatto attendere. "Prendiamo atto della precisazione del presidente Fini in merito all'opportuno silenzio del Capo dello Stato durante lo svolgimento dell'iter parlamentare di un disegno di legge - ha dichiarato il presidente dell'Italia dei Valori - A scanso di equivoci, posto che qualche agenzia di stampa ha chiamato in causa l'Italia dei valori, ribadiamo che noi non abbiamo mai chiesto al Capo dello Stato di intervenire prima che il processo breve venga approvato dalla Camera".
"Infatti, il nostro auspicio è stato ed è che, una volta approvato, il presidente Napolitano non lo firmi. Questo crediamo appartenga alla sfera del diritto di parola e, soprattutto, del diritto di sperare e ci auguriamo che non ci siano tolti'', conclude Di Pietro.
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