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Pubblicate le intercettazioni delle telefonate con Innocenzi dell'Agcom

Rai, bufera sul dg Masi. Cda si spacca sulle dimissioni

Mauro Masi (foto Adnkronos)  Mauro Masi (foto Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 18:29
Roma (Adnkronos/Ign) – Polemica per la promessa ''strategia operativa'' per risolvere “il problema Santoro”, emersa dalle intercettazioni di Trani. I consiglieri Rizzo Nervo e Van Straten: “Lasci subito l’incarico: amministratori di un servizio pubblico devono essere autonomi e indipendenti”. Ma altri 5 consiglieri gli rinnovano la fiducia. Pd: “Masi incompatibile con autonomia azienda”
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Roma, 17 mar. (Adnkronos/Ign) – E’ bufera sul direttore generale della Rai, Mauro Masi dopo la pubblicazione delle intercettazioni, apparse su alcuni quotidiani, relative all’inchiesta di Trani sulle pressioni esercitate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per chiudere Annozero.

La ''strategia operativa'' per risolvere ''il problema Santoro'' promessa all’esponente Agcom, Giancarlo Innocenzi e quel rivendicare ''stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini'' fanno scoppiare le polemiche sull’attuale dg di viale Mazzini.

Due consiglieri di amministrazione chiedono le dimissioni di Masi in nome della “autonomia e l'indipendenza’’ propria degli amministratori di un servizio pubblico radiotelevisivo, annunciando che formalizzeranno la richiesta nel prossimo Cda. Mentre altri cinque consiglieri, vicini alla maggioranza, si stringono attorno al dg di viale Mazzini, rinnovandogli la fiducia.

La ''gravità del contenuto delle intercettazioni telefoniche'', scrivono in una nota congiunta Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, ''rendono inevitabile a tutela dell'immagine e della credibilità del servizio pubblico una forte e chiara assunzione di responsabilità. L'autonomia e l'indipendenza degli amministratori sono elementi costitutivi di un servizio pubblico radiotelevisivo. Per questo riteniamo inevitabili le immediate dimissioni del direttore generale''.

Diversa la posizione dei consiglieri Giovanna Bianchi Clerici, Alessio Gorla, Angelo Maria Petroni, Guglialmo Rositani e Antonio Verro per i quali la richiesta di dimissioni è “immotivata e del tutto inaccettabile”. “Il Direttore Generale ha sempre operato nel pieno rispetto delle norme e della prassi aziendale- scrivono in una nota congiunta - sempre nell'interesse della Rai e pertanto gli confermiamo la nostra piena fiducia".

''Tra l'altro, giova ricordarlo -aggiungono i cinque consiglieri- le trasmissioni di cui si parla sono tutte andate regolarmente in onda. Per quanto riguarda specificatamente la questione del dott. Paolo Ruffini, va ricordato che è stato sostituito - dopo un periodo di permanenza nella Direzione che non ha precedenti in azienda - dal dott. Antonio Di Bella, proveniente dalla stessa area culturale, con una delibera approvata da 8 Consiglieri su 9''.

Dura la posizione del Pd sulla cacciata dell’ex direttore di Rai3 Ruffini. “Le notizie pubblicate oggi sulla 'Repubblica' e sul 'Giornale' – affermano Paolo Gentiloni e Luigi Zanda - confermano che la proposta del dg Mauro Masi di allontanare il direttore di Rai3 Paolo Ruffini fu fatta per ragioni politiche''. D’altronde, dicono il responsabile Comunicazioni del Pd e il vicecapogruppo del Pd al Senato, "è lo stesso Masi a rivendicarlo. E' evidente che questo comportamento è incompatibile con le funzioni di chi dovrebbe difendere gli interessi della Rai e la sua autonomia. Ci auguriamo che il consiglio di amministrazione ne prenda atto al più presto”.

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