Rai, la Lei: confermare Maccari al Tg1 e Casarin al Tgr. Garimberti: no comment
(Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 28 gennaio, ore 19:17
Roma - (Adnkronos) - Le proposte di nomina del dg sono arrivate sul tavolo dei consiglieri, come prevede il regolamento. Maccari è in scadenza martedì prossimo, mentre Casarin è attualmente vicedirettore della testata Tgr.
Roma, 28 gen. (Adnkronos) - Sono Alberto Maccari al Tg1 sino al 31 dicembre e Alessandro Casarin al Tgr, a quanto apprende l'Adnkronos, le proposte di nomina del dg Lorenza Lei al Cda di Viale Mazzini, in programma martedì prossimo. Le proposte di nomina sono arrivate oggi sul tavolo dei consiglieri, come prevede il regolamento. Maccari è in scadenza martedì prossimo, mentre Casarin è attualmente vicedirettore della testata Tgr. La scelta della Lei scatena le reazioni di chi accusa la Rai di sudditanza ai diktat dei partiti. In questo caso Lega e Pdl, che avrebbero spinto per la continuità.
Sulla proposta della Lei Paolo Garimberti, presidente di Viale Mazzini, preferisce non commentare. A quanto si apprende, Garimberti, nel rispetto del suo ruolo di presidente di garanzia, avrebbe confidato ai suoi che dopo il voto del Cda di martedì prossimo dirà ''liberamente e sinceramente ciò che penso''.
''Avevo sperato in un sussulto di autonomia da parte del direttore generale ma così non è stato. Le proposte di nomina della dottoressa Lei dimostrano ancora una volta la sua continuità con una gestione politica della Rai che sta uccidendo l'Azienda'', dichiara in una nota il consigliere d'amministrazione di Viale Mazzini, Nino Rizzo Nervo. ''Oggi -prosegue il consigliere- si chiede persino di violare le regole che questo stesso Cda si era dato due anni fa: il divieto di affidare posizioni di 'line' ai dipendenti andati in pensione. Purtroppo non è la prima volta che il direttore generale compie atti gestionali calpestando la normativa aziendale e bene avrebbe fatto il Consiglio, come avevo sollecitato, a non chiudere gli occhi''. ''Faccio un ultimo e accorato appello al Consiglio -conclude Rizzo Nervo- affinché dia martedì un forte segnale di indipendenza rimandando al mittente quelle proposte e chiedendo al direttore generale di dimettersi''.
''La scelta che sarebbe stata fatta per il Tg1 può essere accettata in una logica di bimestre bianco degli attuali vertici aziendali. Rinunciare a rilanciare subito la principale testata del servizio pubblico è un errore, che potrebbe considerarsi giustificabile solo nel contesto di un passo indietro rispetto a decisioni che spetteranno al futuro prossimo vertice'', afferma in una nota il segretario dell'Usigrai, Carlo Verna. ''Positivo, invece, che si disgiunga la sorte del Tg1 da quella della Tgr, per la quale auspichiamo un immediato rilancio. Valuteremo comunque le decisioni -conclude Verna- dopo la scelta del cda, e elemento determinante sarà che non siano 'muscolari' o inserite in un quadro di selvaggia lottizzazione''.
Critiche anche dal Pd. Pier Luigi Bersani chiede di "mettere un freno alla progressiva distruzione di una società pubblica". Per il segretario del Pd, "occorre mettere mano urgentemente, anche su iniziativa dell'esecutivo, ad una riforma della governance della Rai". Commentando le scelte del Dg della Rai, Lorenza Lei, Bersani dice: "Davvero di tutto di più. E' ora di mettere un freno alla progressiva distruzione di una societa' pubblica. Spero che il Cda non consenta questa deriva. Occorre mettere mano urgentemente, anche su iniziativa dell'esecutivo, ad una riforma della governance della Rai''.
A Bersani replica il capogruppo al Senato del Pdl, Maurizio Gasparri. ''E' incredibile che si scateni una indegna aggressione politica su materie di competenza del Cda Rai. Chi dovrebbe fare le nomine? Un politburo della sinistra? Si invoca l'autonomia del servizio pubblico ma per alcuni questa autonomia consiste nel fare quello che vuole la sinistra. Non è tollerabile tutto cio'".. "Né tollereremo -aggiunge Gasparri- ogni genere di violazione dei ruoli del Parlamento per quanto concerne la Rai. Ho ricordato a ogni livello istituzionale, nessuno escluso, le chiare sentenze della Corte costituzionale. Il governo non può sostituire il Parlamento. Le sentenze sono chiare. Bersani istiga all'illegalità. Violazioni delle sentenze avrebbero conseguenze molto gravi. Quindi non sono immaginabili. Lo sappiano tutti''.
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