News > Politica > RaiTre, Di Bella nuovo direttore. Fuori Ruffini: ''Cose che si commentano da sole''
"Il mio impegno è consolidare i risultati raggiunti, per qualità e ascolti, garantire e sviluppare l'identità della rete"
Antonio Di Bella (Adnkronos)
RaiTre, Di Bella nuovo direttore. Fuori Ruffini: ''Cose che si commentano da sole''
Antonio Di Bella (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 25 novembre, ore 21:35
Roma - (Adnkronos) - Il Cda lo ha nominato con 8 voti favorevoli e uno contrario. Ruffini: "Per me parla il lavoro svolto". L'unico no quello di Rizzo Nervo: "Hanno accolto la richiesta di epurazione". Garimberti: "Scelta aziendale". Critiche da Zavoli. Bufera a Rai3, verso la sostituzione del direttore Ruffini. Scoppia la polemica
Roma, 25 nov. (Adnkronos/Ign) - Il Cda della Rai ha nominato, con otto voti favorevoli ed uno contrario, Antonio Di Bella nuovo direttore di Raitre. Di Bella, la cui nomina è stata proposta dal direttore generale Mauro Masi, ha da poco lasciato la direzione del Tg3 e succede a Paolo Ruffini, alla guida della terza rete dal 2002. Il Consiglio di Amministrazione, spiega un comunicato di Viale Mazzini, ha incaricato Ruffini "di collaborare con il Direttore Generale nella definizione e nell'attuazione dell'operazione per il passaggio delle attività editoriali da Raisat a Rai".
"E' per me un grande onore poter continuare il lavoro di Paolo Ruffini e del gruppo dirigente di Raitre che ho avuto modo di conoscere e apprezzare nei miei otto anni di direzione al Tg3 - commenta Di Bella -. Il mio impegno e' consolidare i risultati raggiunti, per qualita' e ascolti, garantire e sviluppare l'identita'della rete".
Giudizio del tutto opposto invece arriva dal 'silurato. ''C'e' davvero poco da commentare. Ci sono cose che si commentano da sole - dice Ruffini -. Per me parla il lavoro svolto ogni giorno dalla rete. Un lavoro che e' stato ed e' sotto gli occhi di tutti e che ha onorato il ruolo del servizio pubblico''.
Il presidente della Rai Paolo Garimberti spiega il suo si' alla nomina di Di Bella: "Ho votato si' perche' si tratta di una nomina largamente condivisa che soddisfa pienamente le quattro condizioni che avevo posto: condivisa, assicura pluralismo, e' un professionista interno ed e' stata individuata un'adeguata proposta di ricollocazione per il direttore sostituito".
"Io, a costo di prendermi accuse di aver accettato di cambiare Ruffini per questioni politiche -sottolinea Garimberti- desidero che la Rai sia un'azienda normale e provo a comportarmi come se lo fosse. Ripeto: a costo di essere attaccato da tutti gli schieramenti politici, continuero' a comportarmi coerentemente con quanto penso e a dirlo pubblicamente. Perche' voglio essere il presidente di un'azienda normale. Ecco perche' considero questa una scelta totalmente aziendale. Puo' piacere o meno, puo' essere condivisa o criticata, considerata giustificata o ingiustificata. Ma e', per quanto mi riguarda e di questo rispondo si' personalmente, una scelta aziendale. Che ci si creda o meno a me questo non interessa".
Critiche, non sulla scelta del nome ma sui tempi e i modi che hanno portato alla sostituzione, arrivano dal Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza, Sergio Zavoli. "Non si puo' negare alla Rai il diritto, addirittura il dovere, di esercitare i suoi poteri. Cio' che nella sostituzione del dottor Ruffini e' parso tuttavia esorbitare da criteri giurisdizionali sono stati tre elementi: l'estenuante, eccezionale lentezza della decisione; l'assenza di motivazioni che accreditassero la natura professionale, e insieme gestionale, del provvedimento; l'incongrua, nuova collocazione escogitata per giustificare un esito di cui la politica stessa, certo non estranea alla questione, non credo possa menar vanto".
L'unico voto contrario nella riunione del Cda di Viale Mazzini è venuto dal consigliere Nino Rizzo Nervo, che usa parole dure. "Il 15 dicembre la Terza Rete compira' trent'anni e il Consiglio di amministrazione dà il via alle celebrazioni cacciando il suo direttore".
"Non avrei mai immaginato -dice Rizzo Nervo- che la richiesta di epurazione da mesi sollecitata dall'esterno potesse essere accolta con un solo voto contrario. E' come se nel 2002 il Cda avesse approvato, con una maggioranza schiacciante, la cacciata di Enzo Biagi e di Michele Santoro". "I risultati di qualita', di ascolti e di economicita' di gestione raggiunti da Paolo Ruffini -sottolinea ancora il consigliere- erano inattaccabili come hanno voluto testimoniare pubblicamente nei giorni scorsi tutti gli artisti, i conduttori, i giornalisti, i registi, gli autori e i dirigenti che con il loro direttore hanno consolidato in questi anni il successo della rete. Ho votato 'no', quindi, con profonda convinzione perche' l'avvicendamento di Ruffini non ha alcuna giustificazione aziendale ed, infatti, ne' il direttore generale ne' il presidente hanno saputo, o potuto, spiegarne i motivi cosi' come non e' stato mai detto quali sono gli obiettivi e il mandato editoriale affidati al nuovo direttore. A tutti coloro che lavorano in azienda oggi arriva un segnale forte ma devastante: il merito e i risultati non contano nel giudizio di chi guida il servizio pubblico, tant'e' che chi ha ben meritato viene mortificato e messo da parte. Faccio, comunque, i miei auguri ad Antonio Di Bella. Il suo -conclude il consigliere- non sara' un compito facile, ma spero che sapra' difendere la storia di liberta' e l'autonomia di Raitre".
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