News > Politica > Premier contro la Rai, Bonaiuti: frasi mai dette. Ruffini reintegrato 'con riserva'
Ruffini: ''Continuerò a difendere la possibilità di fare una televisione libera in questo Paese segnato da troppi conflitti di interesse''
Paolo Ruffini (Adnkronos)
Premier contro la Rai, Bonaiuti: frasi mai dette. Ruffini reintegrato 'con riserva'
Paolo Ruffini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 08 giugno, ore 16:13
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il portavoce di Berlusconi smentisce le voci secondo le quali il premier avrebbe minacciato di non firmare il contratto di servizio. Morri (Pd): ''Allibiti''. Zanda (Pd): ''Uso privato di poteri pubblici''. Orlando (Idv): ''Ricatti del 'dittatorello'''. Il giudice reintegra Ruffini. L'azienda: ''Faremo ricorso''. Botta e risposta Santoro-Garimberti, poi l''intesa': ''Annozero torna a settembre''
Roma, 8 giu. (Adnkronos/Ign) - Arriva la smentita ma la polemica è già scoppiata. Ad alimentarla le frasi attribuite al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi secondo le quali il Cavaliere avrebbe minacciato, in qualità di ministro dello Sviluppo economico ad interim, di non firmare il contratto di servizio se la Rai non cambia.
"Le frasi attribuite al presidente Silvio Berlusconi in merito al contratto di servizio della Rai non sono mai state pronunciate'', ha precisato in una nota il portavoce Paolo Bonaiuti. ''L'ipotesi in discussione era quella di legare la riscossione del canone alle bollette della luce'', ha aggiunto.
Come detto, le reazioni alle voci circolate dopo il vertice del Pdl a Palazzo Grazioli non si erano fatte attendere. "Scoprire oggi che il presidente del Consiglio potrebbe non firmare il contratto di servizio non per pudore, come pensavamo, al fine di non rendere esplosivo un conflitto d'interessi già di per sé gigantesco, ma per snaturare la stessa idea di servizio pubblico, ci lascia allibiti", ha commentato il senatore del Pd Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in commissione Vigilanza Rai. Mentre il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda si chiede ''fino a che punto l'Italia deve ancora sopportare livelli così spudorati di utilizzo privato dei poteri pubblici?".
L'Idv con il portavoce Leoluca Orlando parla di ''minacce'' e ''ricatti del 'dittatorello' Berlusconi''. ''Non è il padrone della Rai e non è più sostenibile il fatto che detenga ancora l'interim dello Sviluppo economico'', ha dichiarato Orlando.
Cauta l'Udc. ''Sono solo voci che non credo possano rispondere alla verità o al pensiero del premier: sarebbe l'espressione più clamorosa ed evidente del suo conflitto d'interessi'', ha dichiarato Roberto Rao, capogruppo dell'Udc in commissione di Vigilanza Rai, il quale ritiene si stia ''parlando di una battuta riferita male''.
"Se sono vere le parole di Berlusconi sulla indisponibilità a firmare il contratto di servizio 'se la Rai non cambia' siamo ormai al delirio di onnipotenza in sfregio delle più elementari regole della democrazia'', è il commento del segretario Usigrai Carlo Verna. Da qui l'appello al capo dello Stato Giorgio Napolitano ''perché l'interim sullo sviluppo economico, retto dal presidente del Consiglio e così sfacciatamente in conflitto di interessi non duri un giorno in più".
Intanto, Paolo Ruffini è stato reintegrato alla direzione di Raitre con 'riserva'. Il Cda ha votato all'unanimità, su proposta del direttore generale Mauro Masi, la delibera con la quale Ruffini è stato nominato direttore di Raitre, "al mero fine di ottemperare all'ordinanza del Tribunale di Roma, sez. Lavoro, con ogni più ampia riserva all'esito della decisione del reclamo già proposto avverso la medesima ordinanza e in discussione all'udienza già fissata per il prossimo 16 luglio", spiega una nota di Viale Mazzini.
"E' un primo passo. Aspetteremo il giudice del reclamo. Intanto mi ha fatto piacere che sia stato deliberato all'unanimità'', ha commentato Ruffini sottolineando però che "nessuno dovrebbe essere costretto a ricorrere alla magistratura per vedere ristabilito il confine tra ciò che è giusto e ciò che non lo è''. Quindi annuncia: ''Continuerò a difendere la possibilità di fare una televisione libera in questo Paese segnato da troppi conflitti di interesse. Lo farò a cominciare dai palinsesti di Raitre".
Nella stesa delibera Antonio Di Bella, che aveva sostituito Ruffini alla direzione di Raitre, viene assegnato alla dirette dipendenze del direttore generale.
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