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Conferenza stampa in via dell'Umiltà

Berlusconi: il 20 il popolo del Pdl in piazza

ultimo aggiornamento: 11 marzo, ore 11:20
Roma (Adnkronos/Ign) - Il premier sul caos liste: "Dai giudici erronea applicazione della legge". Nuovo ricorso del Pdl. Manifestazione il 20 a S. Giovanni . Fini: "Non andrò in piazza". Bossi: "Ci saremo". Bagarre con un contestatore (VIDEO). Polverini: "Al voto anche senza la lista". Bersani: stop bipartisan su ricorsi. La 'piattaforma' della manifestazione del 13
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Roma, 10 mar. (Adnkronos/Ign) - "Ci hanno impedito di presentare le nostre liste. Lo ripeto ancora una volta non è riconducibile nessuna responsabilità ai nostri dirigenti". Ad assicurarlo è il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa in via dell'Umiltà sul caos delle liste regionali del Pdl per il Lazio e la Lombardia. Una conferenza piena, soprattutto di giornalisti e cameraman, che si conclude in bagarre con una ripetutacontestazione da parte di un uomo seduto nelle ultime file (si chiama Rocco Carlomagno e si definisce 'free lance'').

Il Cavaliere esordisce difendendo a spada tratta i delegati di lista del Popolo delle libertà incaricati di presentare le liste: "Siamo qui per reagire all'assoluta disinformazione di questi giorni. Non ho mai chiamato qualcuno 'branco di imbecilli', tanto meno in questa situazione". Il premier non ha dubbi: "I nostri dirigenti erano negli uffici del tribunale in anticipo e nei tempi previsti ed è stato impedito loro di presentare le liste".

Il premier fa quindi "una ricostruzione fedele di quanto accaduto". Dopodiché comincia a leggere un testo scritto con un resoconto dettagliato degli eventi indicando una serie di orari. Berlusconi precisa: "Sin dalle 11;40 i nostri delegati di lista erano davanti alla cancelleria dell'ufficio circoscrizionale regionale e vi sono rimasti fino all'inopinata esclusione a causa della gazzarra inscenata dai Radicali sostenendo che fosse in atto una manomissione della lista. Cosa impossibile visto che ogni modifica doveva avvenire anche sui 248 atti dello scatolone con la documentazione, che non è mai stato toccato. Anzi, veniva impedito violentemente ai nostri rappresentanti di ritornare vicino alla documentazione". Il presidente del Consiglio non ha dubbi, "dall'ufficio circoscrizionale è stato commesso un errore marchiano", ed è già stata "presentata una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma".

In particolare osserva: ''I giudici hanno interpretato e applicato la legge in maniera errata. I rilievi del Tar circa il tempo intercorso tra l'arrivo in cancelleria e la consegna ai carabinieri sono privi di ogni fondamento. Alle 17.40 lo scatolone veniva consegnato ai carabinieri e veniva inventariato dettagliatamente. Solo alle 19.30, terminato l'inventario che è stato particolarmente lungo, veniva redatto il verbale''. Il presidente del Consiglio non vuole più che si ripetano casi come quello del Lazio: ''Le norme sulla presentazione delle liste elettorali vanno cambiate ma non si pensa ad un'Authority''.

"Nonostante questa penalizzazione ingiusta e antidemocratica - aggiunge con forza - noi riusciremo a prevalere lo stesso sui nostri avversari che avrebbero preferito correre da soli proprio come si usava nelle democrazie popolari sovietiche.... Anche in questa occasione -assicura- io ne sono certo, daremo una lezione alla sinistra''. Ora, avverte, è il momento di concentrarsi sulla campagna elettorale: ''Senza rinunciare al diritto di presentare altri ricorsi al Consiglio di Stato, ritengo che debbano prevalere le ragioni della politiche''.

Quanto a un possibile rinvio del voto, il premier afferma di non aver "mai pensato allo slittamento" e chiama il suo 'popolo a raccolta': ''I cittadini sono stanchi di uno spettacolo indecifrabile e confuso fatto di carte bollate e di una rissa continua. Abbiamo deciso di impegnarci, comunque, anche nel Lazio affinché vinca chi ha il maggiore consenso e affinché prevalga chi ha i candidati migliori. Se non fosse possibile presentare la lista del Pdl nella città e provincia di Roma -garantisce- noi raddoppieremmo i nostri sforzi per far prevalere nostro programma di governo e far vincere la nostra candidata Polverini''.

Berlusconi parla anche del decreto legge 'salva-liste' rinviando però a un nuovo incontro con i giornalisti: "Farò una prossima conferenza stampa a Palazzo Chigi per asserire l'assoluta costituzionalità del decreto legge interpretativo varato dal governo".

Poi parla dei contatti con l'opposizione prima dell'approvazione del provvedimento: ''La richiesta di buon senso alla sinistra è continuativa e permanente, ma normalmente non riceve risposte positive. In questa occasione il sottosegretario Gianni Letta ha telefonato al segretario del Pd Pier Luigi Bersani, l'ha avvisato di ciò che il governo stava progettando di fare. Ha messo al corrente Bersani di quanto noi avevamo intenzione di fare''.

lnfine il leader del Pdl invita tutti a rimboccarsi le maniche, confemando una ''grande manifestazione nazionale di proposta e non di protesta'' il 20 marzo prossimo.

Alla manifestazione non parteciperà il presidente della Camera Gianfranco Fini che alla domanda se condivide l’iniziativa risponde ironico: "Non le dico cosa penso di questa domanda perché a farmela è una signora".

Pronta invece alla protesta la Lega. “Se Berlusconi ci chiederà di scendere in piazza gli risponderò", ha detto Umberto Bossi. per il quale "nel Lazio non si può andare alle elezioni senza un partito importante come il Pdl perché questo mi pare un modo per minare la democrazia”. Quanto al cosiddetto decreto salvaliste ''ha contribuito a chiarire, a dare un'interpretazione semplificante equilibrata ma non valeva la pena che la magistratura si muovesse come ha fatto anche perché i partiti principali non possono essere lasciati fuori da una competizione elettorale''

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ugc
Hugo_mi ha scritto (10/03/2010 - ore 13:28) segnala un abuso
ugc
Dovrebbe scendere in piazza il paese intero preoccupato su come possa amministrare un paese chi non riesce neppure ad amministrare un partito il cui apparato fa pasticci da dilettanti.
ugc
Sylos ha scritto (10/03/2010 - ore 15:32) segnala un abuso
ugc
In aggiunta al ritardo nella presentazione, parte della documentazione necessaria è comunque mancante, per cui il decreto-truffa è inutile, oltre che incostituzionale. Ma tanto la colpa è dell'opposizione, delle toghe rosse e della stampa italiana ed estera.
ugc
underzone ha scritto (11/03/2010 - ore 11:33) segnala un abuso
ugc
Noi giovani siamo arcistufi di questi pseudo politici che si accusano a vicenda scaricando ad altri le proprie incapacità e crimini. Ma ci prendete per fessi o credete che non capiamo la demagogia? Guadagnare voti a colpi di demagogia è un fatto moralmente deprecabile! E di questo ne siamo stufi!
ugc
Acse ha scritto (10/03/2010 - ore 22:17) segnala un abuso
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Bene, con questo scherzetto delle liste abbiamo azzerato l'affaire "Aquila", tanti saluti allo scandalo e via così. Dite quello che volete ma B.è un "genio" !
ugc
Montalto ha scritto (10/03/2010 - ore 18:25) segnala un abuso
ugc
La faccia-tosta di Berluscono e' stata fin ora la sua carta vincente. Ma fino a quando ?
ugc
reset ha scritto (17/03/2010 - ore 23:03) segnala un abuso
ugc
andremo in piazza a centinaia mentre parla, per fare una contromanifestazione, vediamo se rispettano la democrazia
ugc
AndreaM.84 ha scritto (20/03/2010 - ore 13:46) segnala un abuso
ugc
E' emerso che quelli del PDL (le segreterie probabilmente) stanno contattando vari disoccupati per offrir loro 100 euro per partecipare a questa manifestazione, fornendo loro magliette e bandiere con scritto "Meno male che Silvio c'è". Basta cercare su google... Il cosidetto VOTO DI SCAMBIO, tanto praticato in Sicilia e in genere nelle regioni meridionali, dove la condizione di disagio sociale favorisce i politici nei loro "acquisti" elettorali.
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