A palazzo Grazioli oggi si è svolto anche un vertice tra il Popolo della libertà e la Lega
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Regionali, Berlusconi al Quirinale. Ipotesi decreto ma slitta il Cdm.
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ultimo aggiornamento: 04 marzo, ore 22:51
Roma - (Adnkronos/Ign) - La Corte d'Appello di Roma ha accolto il ricorso della candidata del centrodestra. Dal Pdl mandato al premier per trovare una soluzione sul caos liste. Incontro di un'ora al Colle, poi salta il Cdm straordinario. Il capo dello Stato: ''Non è ancora definito nulla''. Domani ricorso al Tar sul Pdl Roma. Protesta in piazza (VIDEO). Ammessa la lista civica della Polverini. Lombardia, ricorsi depositati al Tar di Milano. Formigoni: "Contro di noi gravi irregolarità". Berlusconi: ''Finirà che mi occuperò io del partito''. Fini deluso: ''Questo Pdl non mi piace''
Roma, 4 mar. (Adnkronos/Ign) - Delega al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per trovare una soluzione che consenta di superare la situazione apertasi con l'esclusione delle liste del centrodestra in Lombardia e nel Lazio. E' questa la decisione presa dall'ufficio di presidenza del Pdl.
Oggi in serata il premier è andato al Quirinale per incontrare Napolitano. Il presidente del Consiglio è orientato all'ipotesi di varare un decreto legge o per riaprire i termini di presentazione delle liste o per rinviare le elezioni. Ipotesi proposta a Napolitano nell'incontro durato più di un'ora a cui hanno partecipato anche i ministri dell'Interno e della Difesa, Roberto Maroni e Ignazio La Russa (coordinatore del Pdl), e il ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli. Subito dopo il premier è tornato a Palazzo Chigi. E' però saltata l'ipotesi di un Cdm straordinario con all'ordine del giorno proprio il decreto legge. Il Consiglio dei Ministri potrebbe essere convocato domani mattina.
Abbiamo subito un sopruso, per un eccesso di formalismo vogliono impedire a 15 milioni di italiani di scegliere liberamente. Sarebbero state queste le parole del premier durante l'ufficio di presidenza. Il Cavaliere avrebbe ribadito la sua amarezza per il doppio stop, invitando tutti a rimboccarsi le maniche, convinto che nel Lazio e Lombardia il centrodestra vincerà comunque. In particolare, Berlusconi avrebbe fatto una battuta: ma come, andiamo in Afghanistan e in Iraq per garantire le elezioni e poi ci impediscono di votare in Italia?
Durante l'incontro sono state valutate tutte le soluzioni possibili per uscire dall'impasse attuale. A cominciare da quella del decreto legge per sanare "la situazione anomala che si è venuta a creare". Secondo autorevoli fonti della maggioranza, l'ipotesi più accreditata resterebbe quella in ogni caso del provvedimento d'urgenza, ma tutto dipende dalla volontà del capo dello Stato.
Prima di recarsi al Colle, il premier è giunto a palazzo Chigi per la cerimonia del giuramento dei quattro nuovi sottosegretari: Daniela Santanchè (Attuazione del programma di governo), Guido Viceconte (Istruzione), Andrea Augello (Pubblica amministrazione) e Laura Ravetto (Rapporti con il Parlamento). Dopo l'incontro al Quirinale, sempre a palazzo Chigi, intorno alle 22, salvo cambiamenti dell'ultima ora si terrà un Consiglio dei ministri ad hoc sul caos liste.
Al termine dell'ufficio di presidenza del Pdl a palazzo Grazioli, dove oggi si è svolto anche un vertice Pdl-Lega, il ministro della Difesa e coordinatore nazionale del partito Ignazio La Russa ha spiegato che l'organismo di presidenza "ha dato ampio mandato a Berlusconi, come leader della coalizione" di trovare la soluzione più idonea per uscire dall'impasse attuale, anche attraverso contatti con l'opposizione. "Faremo il decreto legge, se sarà necessario" ha sottolineato La Russa. L'obiettivo, ha aggiunto, "è trovare una soluzione migliore per sanare il vulnus che si è venuto a creare".
Anche il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini ha rimarcato il mandato dato a Berlusconi ''come leader della coalizione e presidente del partito di verificare ed espletare qualsiasi cosa per sanare il vulnus che si è venuto a creare e risolvere questa situazione assurda e anomala che riguarda Lazio e Lombardia, due regioni importantissime dove, allo stato, il centrodestra non esiste". "Spetterà al presidente Berlusconi, come capo della coalizione, sostenuto anche dalla Lega - ha ribadito Verdini - di verificare qualsiasi cosa per poter risolvere questa situazione".
E proprio con la Lega il Cavaliere ha discusso nel primo pomeriggio, quando a palazzo Grazioli ha visto Umberto Bossi. "Troveremo un sistema per risolvere la situazione", aveva assicurato poco primo lo stesso leader del Carroccio. "Decreto legge? Vedremo, prima devo parlare con i miei e poi con Berlusconi. Questa cosa del decreto la dite voi, io ribadisco che troveremo un sistema", aveva aggiunto Bossi.
Intanto sulla vicenda è nuovamente intervenuto il capo dello Stato. "La situazione è molto fluida, non è ancora definito nulla, quando arrivo vedo" ha risposto Giorgio Napolitano ai cronisti che a Bruxelles gli chiedevano se stasera avrebbe incontrato il Cavaliere.
"Non abbiamo notizie definite - ha spiegato il presidente della Repubblica - di che cosa si propone da parte di chi". E alla domanda se stasera avrebbe visto Berlusconi ha risposto: "Non lo so, non ho idea". Quindi, a chi gli chiedeva se fosse possibile una soluzione politica, ha ribattuto: "Se qualcuno mi spiega qual è la via politica, allora risponderò".
C'è fermento nell'opposizione. "Siamo molto preoccupati'' perché ''si è determinato un turbamento della campagna elettorale'' ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Adesso ''bisogna attendere le decisioni degli organi competenti'', ma di questa situazione ''è responsabile la maggioranza, se ne prendano la responsabilità''. Certo, ''non abbiamo mai pensato di vincere per abbandono degli avversari".
Bersani ha manifestato contrarietà all'ipotesi decreto. "Qualsiasi intervento d'urgenza in materia elettorale in corso d'opera sarebbe totalmente inaccettabile", ha messo in chiaro.
Opposta la posizione dell'Udc, come ha spiegato il segretario Lorenzo Cesa: "E' molto difficile pensare a uno spostamento delle elezioni. Se invece governo e maggioranza volessero assumersi l'onere di adottare un provvedimento, un decreto, riteniamo di poterlo valutare positivamente".
Mentre per il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi, "un decreto in piena campagna elettorale per spostare le elezioni al solo fine di sanare l'estromissione di due liste del centrodestra, prima ancora della pronuncia del Tar, è un atto di arroganza senza pari e ai limiti della sovversione istituzionale".
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| avantiveloce ha scritto (04/03/2010 - ore 14:12) | segnala un abuso |
| Decreto! Decreto! Vogliamo il Decreto! Poveri noi, dove siamo capitati.. Mi ricordo a scuola, quando avevo iniziato a fare le prime espressioni aritmetiche, che al fondo della pagina del libro di testo c'erano i risultati, e alle volte non riuscivo a resistere alla tentazione di far venire il risultato. E sapevo che era sbagliato... Ah, avessi saputo che lo stato nel quale vivevo era destinato a fare la stessa cosa attraverso i suoi indegni rappresentanti, quanti problemi in meno! Non posso esprimere interamente il disgusto che provo per questi gaglioffi perché, probabilmente a ragione, non verrebbe pubblicato il post. Ma pensate alla cosa peggiore che si può pensare di una persona, e non avrete ancora raggiunto lo schifo che provo. E siamo in tanti... | |
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